“Ho letto con attenzione l’intervento sulla stampa del Presidente del Comitato di Quartiere di rione Lucania, Orazio Colangelo, e devo dire che particolare attenzione hanno destato in me le generiche accuse lanciate dallo stesso nei confronti di alcuni Consiglieri della IV Commissione Consiliare Permanente che, a detta del Presidente Colangelo, non avrebbero nutrito un grande interesse per gli spiacevoli atti perpetrati a danno di cose da parte di alcuni richiedenti asilo residenti in rione Lucania.
Il particolare il Presidente Colangelo, da sempre abile oratore ma, in alcuni casi, anche abile mistificatore della realtà, ringrazia il Presidente della IV Commissione per averlo invitato e lancia ” frecciatine ” sul ” veto ” posto da alcuni componenti – come il sottoscritto – in merito all’audizione del Comitato in Commissione.
A tal proposito mi vedo costretto a fare alcune precisazioni e a rinfrescare la memoria del Presidente: innanzitutto occorre chiarire che chi vuole essere audito in Commissione ha l’obbligo di protocollare formale richiesta scritta – richiesta che, ad oggi, non risulta pervenuta – e che questa è una regola che vale per tutti, compreso il Presidente del Comitato di rione Lucania che, talvolta, ritiene di essere immune da determinate procedure.
Ma non è tutto: è bene chiarire anche che a Parco tre Fontane c’è un problema di sicurezza – non tanto diffuso, per fortuna – che un organo istituzionale come il Consiglio comunale o come una Commissione consiliare ha l’obbligo di trattare con chi è preposto a garantire questo servizio e più precisamente, nella fattispecie, la Prefettura.
Da Consigliere comunale residente in rione Lucania, pertanto, ho subito accolto le denunce e i timori di alcuni residenti in seguito alle quali ho immediatamente fatto richiesta di audizione del Prefetto in Commissione, come risulta dai verbali che chiunque può consultare in qualsiasi momento. E l’ho fatto in sordina, senza la propaganda a cui è abituato il buon Colangelo, prima ancora che lui si svegliasse dal torpore che, evidentemente, lo teneva distratto da alcune dinamiche allarmanti che già in passato hanno destato l’interesse del sottoscritto.
Il Presidente del Comitato di rione Lucania dimentica inoltre che quando ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di Presidente pro tempore della IV Commissione (per circa sei mesi ) si era instaurata una prassi che prevedeva l’audizione mensile degli organismi di quartiere ( prassi andata perduta, anche in questo caso come risulta dai verbali, con la cessazione del mio mandato ). Però su questo tema, forse per opportunità e affinità politiche con le forze di centro sinistra che oggi sono alla guida della Commissione, stranamente non l’ho mai sentito pronunciarsi.
Quindi non c’è stato nessun veto sull’audizione del Comitato né da parte del sottoscritto né da parte degli altri colleghi della IV Commissione, ma solo la voglia di provare a superare le chiacchiere propagandistiche a cui ormai ci siamo tristemente abituati e di andare dritti al problema affrontandolo con l’interlocutore principale: la Prefettura, per l’appunto.
In due anni di consiliatura non mi sono mai sottratto all’ascolto degli abitanti del mio quartiere in seguito alle sollecitazioni dei quali ho provveduto, ad esempio, a far risolvere il problema di una caditoia carrabile nei pressi delle Poste in via Grippo, per anni inesistente e ” protetta ” da una pericolosissima transenna; ho inoltre candidato con il programma ” Agenda Urbana ” – un importante canale di finanziamento europeo – la realizzazione del cosiddetto ” parco contro le droghe ” che prevede la riqualificazione di tutta l’area posta al di sotto del ponte del Francioso e la trasformazione della stessa in uno spazio fruibile da giovani e anziani. Infine, proprio ultimamente, ho chiesto lumi sulla proprietà del campo di Parco tre Fontane ( tutto documentabile con atti scritti ) al fine di ottenere fondi per la riqualificazione di quello che è uno degli spazi adibiti allo sport più utilizzato in città.
Il Presidente di rione Lucania, pertanto, non si senta solo e sappia che troverà nel sottoscritto e nei colleghi una spalla pronta a sostenere e a superare tutte le difficoltà. Certo, a patto che ci sia la reale volontà di risolverli i problemi e di non utilizzarli come mero strumento di propaganda”.
Guarente ( Liberiamo la città)