La mostra

Un centinaio di opere tra dipinti, sculture, disegni arricchiranno la Mostra promossa dall’Amministrazione Comunale di Potenza-Città Cultura e allestita nella Galleria Civica di Palazzo Loffredo.

Interrogativi, sfide e conflitti nel rapporto tra l’artista e la realtà saranno il tema de “L’enigma del vero, percorsi del realismo in Italia, 1870-1980.

La rassegna, curata da Laura Gavioli, è impostata sul piano della ricerca e intende valutare, attraverso tematiche sviluppate nelle sezioni preposte, come l’idea del vero, e soprattutto il rapporto dell’artista con il problema della rappresentazione della realtà, abbia rappresentato uno dei temi fondamentali dell’arte dagli ultimi decenni dell’800, attraverso il ‘900, fino alle espressioni sviluppate dagli artisti contemporanei. Nei secoli il rapporto tra l’artista e la realtà si è modificato profondamente; dagli ultimi decenni del Romanticismo alla fine degli anni Settanta del Novecento, termini temporali di questa mostra, il concetto di realtà ha assunto un significato sempre più relativo lasciando prevalere nel tempo il primato dell’artista con le sue idee, i suoi tormenti e le sue ossessioni.

Alla fine dell’Ottocento, anche per l’avanzare della ricerca scientifica, destinata ad influenzare soprattutto la pittura, con riferimento non solo alla scoperta della fotografia ma alle problematiche relative alla composizione e scomposizione del colore e alla psicologia, si apre un confronto eccitante con il vero caricando l’arte di nuove prospettive e concedendo all’artista un approccio più razionale ed interpretativo del dato della realtà.

Pur non  trascurando il procedere storico, la mostra, proprio per liberare la ricerca dai rischi di una elencazione di autori e fenomeni artistici già conosciuti e studiati, sceglie il metodo delle sezioni tematiche per focalizzare un approccio originale e stimolante alle problematiche messe in campo.

1- Le sfide della realtà tra Ottocento e primo Novecento

2- Realismi magico, Novecento e anti Novecento

3-Arte e ideologia, il dopoguerra

4- Consumo della realtà e realtà del consumo

5- Obiettivo non obiettivo. Dialoghi tra arte e fotografia

L’andamento della mostra dunque rispetta il procedere storico attraverso le sezioni, come un ideale filo di Arianna, ma restringe l’analisi dei “realismi” esclusivamente agli artisti scelti e ad una loro opera precisa portata in mostra per evitare qualunque pretesa esaustiva dell’argomento oppure qualunque confronto con le numerose esposizioni tematiche già realizzate, e quindi non ricalcare ricerche su fenomeni artistici già conosciuti e studiati.  L’approccio al tema dell’artista e del vero è qui condotto in presa diretta, fresco e stimolante, più incline a sollevare dubbi e a puntare su incertezze e contraddizioni che ad esprimere rassicuranti ipotesi.

La mostra, curata da Laura Gavioli con la collaborazione di Flavia Matitti, Francesca Romana Morelli, Valerio Rivosecchi, Giovanna Caterina De Feo, Stefano Fugazza, si concentra su questo tema de L’enigma del vero, conducendo il visitatore attraverso un’affascinante esperienza che si snoda nell’ambito di cinque sezioni. Frutto di un’impostazione originale, il percorso rispetta un andamento storico e cronologico con un centinaio di opere di altrettanti artisti tese a focalizzare l’evoluzione della cultura figurativa italiana dagli ultimi decenni dell’Ottocento, attraverso il Novecento (fino agli anni settanta), con un approccio anche alle problematiche del contemporaneo, nell’ultima sezione che riguarda il rapporto tra la pittura e la fotografia.

La prima sezione, La sfida della realtà tra fine Ottocento e primo Novecento, è a cura di Stefano Fugazza, il quale concentra l’attenzione su come sia possibile l’assoluta aderenza al vero, cioè come si possa realizzare “la rappresentazione del fatto così come si era effettivamente svolto”, tema trattato nel suo saggio intitolato Il vero come retorica e come ricerca sincera. Con la presenza in mostra di opere emblematiche dell’800, da Gemito a Mancini, da Ximenes a Toma, da Pellizza da Volpedo, Fattori, Nomellini, Michetti, Barbella, Morbelli e altri autori, fino al volgere del ‘900, con Balla, Sironi, Sartorio, Andreotti.

La seconda sezione Realismo magico, Novecento e anti Novecento è curata da Giovanna Caterina de Feo e comprende il periodo tra gli anni ’20 e la fine della seconda guerra mondiale, tempo in cui “l’approccio degli artisti verso la realtà che li circonda si manifesta con modalità e contenuti molto diversi. Ciò si intuisce dal fatto che gli stessi protagonisti nell’utilizzare il termine realismo hanno sempre sentito il bisogno di accostarlo ad un altro aggettivo… “ideista”, “magico”, “sintetico”… Si dibatte su come rappresentarla, la realtà, ma anche su quale realtà rappresentare.” Da qui la scelta di artisti con grandi capolavori degli anni venti come sono le opere di Ferrazzi, Dudreville, Guidi, Oppi, Socrate, Levi, Morandi, Donghi, Manzù, Messina e infine le opere degli anni trenta di Cagnaccio, Casorati, Pirandello, Severini, Sassu che chiudono la sessione.

Realismo e ideologia, il dopoguerra è la sezione condotta da Valerio Rivosecchi che cita nel titolo del suo saggio la frase di Renato Guttuso “Tempi pericolosi ma straordinari”. L’ansia di “stabilire un nesso tra la ricerca artistica e la realtà sociale e politica” amplifica e polverizza in tanti esiti le diverse istanze estetiche ed etiche maturate negli anni trenta. Con un omaggio a de Chirico e un preambolo sui Pittori moderni della realtà, Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni, Antonio Bueno, gli anni quaranta si chiudono con le opere di Guttuso e di Birolli aprendo l’esaltante stagione del realismo del dopoguerra con Titina Maselli e Vespignani, Migneco, Treccani, i temi della civiltà contadina di Zigaina e l’alluvione in Polesine di Pizzinato, la Roma di Ziveri e la ricerca  molto personale di Leoncillo e di Morlotti.

La sezione Consumo della realtà e realtà del consumo, a cura di Francesca Romana Morelli comprende gli anni sessanta e settanta. L’accelerazione della circolazione delle idee, la realtà urbana e metropolitana sempre più straniante, l’analisi dell’assenza umana, della perdita del senso delle cose favoriscono negli artisti un nuovo rapporto con la realtà e la scoperta di nuovi linguaggi che prendono forma nelle ricerche di Jannis Kounellis, di Piero Manzoni, di Rotella e di Ceroli; da Schifano a Tano Festa, dalle teofanie di Luigi Ontani alle ricognizioni di Carlo Maria Mariani, alla realtà del consumo di Dino Boschi e di Titonel alle complesse problematiche esistenziali e sociali di Leonardo Cremonini.

La quinta sezione Obiettivo non obiettivo, dialoghi tra arte e fotografia, a cura di Flavia Matitti prende in esame l’irruzione della fotografia nel panorama della pittura, sulla metà dell’Ottocento, e gli esperimenti fotografici degli artisti precursori nell’uso del mezzo come Pellizza e Michetti. Ma nel contemporaneo affascina la concomitanza tra pittura e fotografia espressa da Gianfranco Ferroni e, tra i più giovani, da Martinelli e da Barin. La sezione presenta una serie di maestri della fotografia, da Nino Migliori a Mario Giacomelli, da Franco Fontana ad Aurelio Amendola e Claudio Abate e Gianni Berengo Gardin, fino alle recenti ricerche di Mimmo Jodice e Mario Cresci, impegnati a rilevare relazioni tra figure dell’arte antica e una certa umanità di oggi. Alcune opere magnifiche, create da Maurizio Bottoni, Luciano Ventrone, Adelchi Riccardo Mantovani, Giuseppe Modica e Piero Guccione, completano il percorso espositivo.

Laura Gavioli è stata già curatrice, in collaborazione con il Polo della Cultura della Provincia di Potenza, delle mostre: “Giorgio de Chirico-dalla Metafisica alla Metafisica”, “Ilario Fioravanti-Terracotte policrome”, “Gaetano Martinez, Sculture e Disegni”, “Ernesto Ornati, Sculture”, “La bella Pittura 1900-1945”, “Montecitorio e la bella Pittura”,, “Cinesi! Artisti fra tradizione e presente” e in collaborazione con il Comune di Potenza Città Cultura della mostraGiovanni Colacicchi Onofrio Martinelli Un Sodalizio artistico 1921 -1966”, “Visionari Primitivi Eccentrici – da Alberto Martini a Licini, Ligabue, Ontani”;REALIDAD arte spagnola della realtà”; “Carmelo Zotti, l’epica, il racconto, l’elegia”; Verità e bellezza: realismo russo, dipinti dal Museo Nazionale d’Arte Lettone di Riga.

<< Sono ormai diversi anni che Potenza –ha detto il Sindaco Vito Santarsiero- con le sue mostre, è diventata punto di riferimento nel settore delle arti figurative, annoverata come tra le protagoniste nel panorama della grande arte europea. Dopo aver ospitato le opere di De Chirico, Carrà, Carlo Levi, Ilario Fioravanti, Ernesto Ornati, Gaetano Martinez e collettive quali La Bella Pittura, Colacicchi e Martinelli, da due anni nel capoluogo lucano è iniziato un viaggio che ha esplorato le espressioni del realismo. Realidad per la Spagna, Verità e Bellezza per la Russia, hanno fotografato, grazie ad opere provenienti dai prestigiosi Musei di Madrid e Riga, una realtà ed una temperie culturale riproposta con grande successo  a Potenza, nella Galleria Civica di Palazzo Loffredo. Quest’anno, grazie ancora al prezioso e decisivo contributo di Laura Gavioli che ha creduto ed investito nel nostro progetto fino a far nascere un sodalizio, che ha segnato la recente storia culturale della nostra comunità ed offerto un serio contributo all’arte nazionale, un originale ed unico, per approfondimenti e ricerca, viaggio nel realismo italiano che ci accompagna non solo nei nuovi rapporti tra artisti e realtà, ma anche nelle profonde trasformazioni del nostro Paese in un periodo importante quale è stato quello tra il 1870 ed il 1980

E’ così che nasce, si consolida e continua in particolare un affascinante viaggio nel settore delle arti figurative che pone la Galleria Civica di Potenza tra i siti di maggiore interesse nazionale come hanno dimostrato le migliaia di visitatori e la forte attenzione della stampa nazionale.

L’Enigma del Vero, Percorsi del realismo in Italia, 1870-1980 che apre una finestra sul realismo italiano  è dunque il prezioso tassello che il Comune di Potenza appone a questo percorso che indaga nelle origini, nella storia, e nelle tante interpretazioni del realismo nell’arte.

In un contesto, che chiama in Italia pubblico e privato ad investire in processi di effettiva valorizzazione e promozione di beni, talenti e attività culturali,  si colloca l’investimento culturale della città di Potenza, tra azioni orientate al recupero della memoria collettiva, artistica, storica, economica, istituzionale ed azioni tendenti a porre la città al centro di iniziative culturali  che affondano nella storia nazionale ed europea per aprirsi a nuovi confronti, nuovi orizzonti, nuove e stimolanti contaminazioni, o più semplicemente per nuove conoscenze artistiche che arricchiscono un più ampio percorso di formazione collettiva.>>

 L’Enigma del vero. Percorsi del realismo in Italia, 1870 -1980 a cura di Laura Gavioli

dal 14 novembre 2008 al 15 Febbraio 2009, Galleria Civica di Palazzo Loffredo, Potenza

Inaugurazione: 14 novembre 2008 ore 18.30 Teatro F.Stabile di Potenza

Ingresso: dal martedì alla domenica, ore 9.00 – 13.00 / 17.00 – 21.00. La mostra rimane aperta durante le festività

Prezzo mostra: € 3,00 intero; € 1,50 ridotto (studenti fino a 24 anni, adulti oltre i 60 anni); l’ingresso per i portatori di handicap è gratuito e avviene da Largo Duomo.

Informazioni e prenotazione visite guidate: Galleria Civica Tel./Fax 0971-27185

Come arrivare:

Per chi viaggia in auto
autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria,
uscita Sicignano-Potenza;
autostrada A16 Napoli-Bari,
uscita Candela e da qui superstrada Foggia-Potenza.

Per chi viaggia in treno
Ferrovie dello Stato, linea Roma-Potenza