“Con la decisione del Consiglio dei Ministri di far slittare i termini per il voto del parere sul decreto attuativo del federalismo sul fisco comunale, che doveva essere esaminato nella commissione bicamerale entro il 28 gennaio, sembrano riaprirsi le trattative sul testo tanto criticato dai Comuni.” Così il capogruppo del PD in consiglio comunale, Gianpaolo Carretta il quale aggiuge che “l’esecutivo apporterà, a quanto pare, delle modifiche al testo per venire incontro alle osservazioni dell’Anci.L’Anci ha infatti votato all’unanimità un documento in cui vengono elencate le proprie richieste: sbloccare subito le addizionali Irpef; prevedere che l’incremento dei tributi resti ai Comuni; estendere la possibilità di introdurre un contributo di soggiorno a tutti i Comuni (non solo quindi ai capoluoghi, dal momento che vi sono molti Comuni piccoli altamente turistici che potrebbero ottenere un buon introito da questa tassa); decidere con i Comuni le aliquote di compartecipazione a tributi immobiliari, Irpef e cedolare secca; definire un quadro dettagliato del Fondo perequativo; definire rapidamente la disciplina di Tarsu/Tia; sostenere le unioni e fusioni di Comuni.Come già sottolineato dal Sindaco di Potenza Santarsiero, il decreto non garantisce un’equa distribuzione dei 12,5 miliardi stanziati dallo Stato per l’intero comparto degli enti locali. In questo modo, non si può parlare di Federalismo laddove saranno più evidenti Comuni di serie A e altri di serie B, a causa di una disparità di trattamento tra Comuni ricchi e Comuni poveri.Va sottolineata la partenza della macchina dei «fabbisogni standard», il megacensimento su caratteristiche e costi dell’attività dei comuni e delle province che dovrà individuare i livelli di finanziamento giusti per le loro funzioni fondamentali.Si partirà inizialmente con i fabbisogni standard di polizia locale e funzioni generali, per poi passare a censire tutti gli altri settori, con revisioni triennali. L’obiettivo sarà quello di stabilire il giusto livello di finanziamenti federalisti.Si auspica dunque – conclude Carretta- che le trattative in corso siano il segno di una apertura al dialogo e che la Commissione Bicamerale possa portare a compimento la richieste dei Comuni su alcuni punti fondamentali.