Cooperazione transfrontaliera: il CdR chiede la semplificazione delle regole e lancia una piattaforma di sostegno al GECT
Bruxelles, 27 gennaio 2011
Oggi i sindaci e i presidenti delle regioni hanno esortato i legislatori UE a semplificare le regole per le infrastrutture e i servizi pubblici transfrontalieri. Alla sessione plenaria del Comitato delle regioni a Bruxelles, essi hanno fornito indicazioni su come migliorare uno strumento giuridico fondamentale: il gruppo europeo di cooperazione territoriale. Hanno inoltre lanciato una piattaforma per gli enti pubblici che creano e gestiscono organismi transfrontalieri di questo tipo.
La cooperazione diretta tra regioni e città apporta benefici concreti ai cittadini, ad esempio sotto forma di servizi pubblici forniti o erogati congiuntamente nelle zone frontaliere. Il gruppo europeo di cooperazione territoriale o GECT è uno strumento che consente di ridurre al minimo la burocrazia in tali progetti transfrontalieri. Si tratta di uno statuto unico all’interno del diritto europeo creato nel 2006 dopo un’intensa campagna da parte del Comitato delle regioni (CdR). Da allora, di GECT ne sono stati creati 16, che riuniscono oltre 320 enti pubblici di tutta Europa, e molti altri sono in cantiere. La Commissione europea proporrà al Parlamento europeo e al Consiglio di riesaminare l’attuale quadro giuridico prima dell’estate: questo riesame offrirà l’occasione per un’ulteriore semplificazione delle regole che disciplinano il GECT.
La Presidente del CdR Mercedes Bresso, che nel 2008 ha elaborato un parere su questo tema, ha sottolineato che “gli enti regionali e locali hanno bisogno di strumenti efficaci per offrire risultati concreti ai cittadini. Le frontiere nazionali non dovrebbero più costituire un problema quando due regioni limitrofe intendono gestire congiuntamente una struttura come ad esempio un ospedale o un ufficio di collocamento. Il gruppo europeo di cooperazione territoriale ha sicuramente semplificato la gestione quotidiana di questi progetti. Sussistono tuttavia alcuni problemi che ne ostacolano lo sviluppo. Oggi abbiamo indicato come si potrebbero superare questi problemi. Ora la palla è nel campo delle altre istituzioni UE e degli Stati membri. Il CdR si impegna tuttavia a collaborare per apportare i miglioramenti necessari.”
Alberto Núñez Feijóo (PPE), presidente della regione Galizia in Spagna, autore del parere di iniziativa adottato oggi dal CdR, ha affermato: “il GECT da noi creato con la regione del Portogallo del Nord (Norte de Portugal) fornisce un buon quadro per la realizzazione di progetti transfrontalieri. Tuttavia, dopo qualche anno di esperienza e dopo esserci confrontati con altri GECT, abbiamo anche un quadro chiaro delle sue lacune. Alcune parti del regolamento sono piuttosto nebulose e le istituzioni dell’UE devono fornire agli enti regionali e locali una maggiore chiarezza.”
Le proposte del CdR si basano sui risultati di una vasta consultazione dei GECT esistenti, degli enti regionali e locali e di altre parti interessate. Una delle questioni fondamentali sollevate dal CdR riguarda la mancanza di coordinamento degli ultimi cinque anni, che si è tradotta in un insieme disomogeneo di misure di attuazione non sempre compatibili tra loro. Il parere del CdR esorta quindi le istituzioni europee a fornire orientamenti più chiari su come applicare questo concetto nel diritto degli Stati membri. Un altro ostacolo è rappresentato dai tempi lunghi con cui le amministrazioni centrali degli Stati membri trattano le richieste di creazione di GECT, tempi che il CdR vuole ridurre.
Paradossalmente, dalla consultazione è risultato che alcuni GECT abbiano avuto problemi nell’ottenere finanziamenti UE. Questo è dovuto al fatto che talvolta non viene riconosciuto il carattere multinazionale dei GECT e i progetti da essi presentati vengono quindi respinti per numero insufficiente di nazionalità rappresentate, oppure perché non è chiaro lo status giuridico del GECT. Il CdR esorta quindi affinché vengano messe a disposizioni delle amministrazioni a tutti i livelli, ivi compresa la Commissione, maggiori informazioni su questo strumento. Rinnova inoltre il suo appello per la creazione di un programma UE specifico per il finanziamento dei GECT nascenti.
Per dar seguito alle sue proposte e ottenere riscontri pratici dai territori, il CdR ha lanciato una piattaforma GECT che è stata accolta con favore dalla presidenza ungherese dell’UE, rappresentata dal sottosegretario di Stato per la Pubblica amministrazione e la giustizia Bence Rétvári. Questo nuovo organismo, presentato nel corso di un convegno svoltosi a Lille e a Bruxelles, riunirà tutti gli esperti e le parti interessate. I suoi lavori saranno coordinati dal presidente della commissione Politica di coesione territoriale (COTER) del CdR, attualmente Michel Delebarre (PSE), sindaco della città francese di Dunkerque, e dal presidente del GECT West-Vlaanderen / Flandre-Dunkerque-Côte d’Opale.