Potenza (PU) su emergenza rifiuti

E’ dei giorni scorsi la notizia dell’accordo intercorso tra la Regione Basilicata ed il CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – per incrementare essenzialmente i livelli di raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio provenienti da superficie pubblica e di quelli assimilati prodotti dalla piccola e media industria, e dalla distribuzione.Sembra ormai dimenticata quella fase di “emergenza rifiuti” che nei mesi scorsi ha interessato  il Comune di Potenza e quelli del vicino comprensorio. Quella situazione, per chi non lo ricorda più,  fu generata  da una semplice protesta di cittadini, i quali bloccarono l’ingresso dei rifiuti nella discarica materana, così mandando in “tilt” il labile quanto inadeguato sistema di raccolta e smaltimento del potentino.Comunque, il tempo corre e la Regione Basilicata, piuttosto che programmare attraverso un serio piano di intervento, brancola nel buio e rincorre palliativi per risolvere un problema che potrebbe scoppiare da un momento all’altro ed avrebbe comunque implicazioni anche per la salute della popolazione.La città di Potenza, dal canto suo, continua ad essere concentrata su soluzioni obsolete e nocive: le discariche e gli inceneritori.Autorevoli amministratori del capoluogo, nel mese di novembre u.s., proprio durante l’emergenza, ipotizzarono la realizzazione di un “termovalorizzatore di nuova generazione”, dimenticando, però, che esiste ancora un problema “inceneritore di San Luca Branca”. Un’opera il cui costo è stimato in circa 7 mln di euro e da oltre vent’anni brucia più soldi che rifiuti, con ovvie ricadute negative sul bilancio del comune. Forse bisognerebbe chiudere un ciclo, facendo una volta per tutte chiarezza sulla questione.Nell’immediato, invece, l’amministrazione del capoluogo dovrebbe puntare verso una raccolta differenziata spinta, mutuando le esperienze di comuni molto vicini al nostro sia per estensione territoriale che per numero di abitanti.Necessiterebbe un piano serio di raccolta differenziata, eliminando i contenitori in strada, ponendo come punto di raccolta il “condominio” e promuovendo una capillare campagna di informazione per far comprendere a tutti gli abitanti le modalità ed i criteri di separazione dei materiali.La Regione Basilicata, poi, attraverso gli strumenti legislativi a sua disposizione, dovrebbe stabilire da subito  dei criteri di premialità e penalità per i comuni. Premiare chi raggiunge nel periodo stabilito gli obiettivi della raccolta differenziata; finanziare l’ente che decida di passare dalla raccolta in strada a quella domiciliare; stanziare degli incentivi per i comuni più virtuosi nella riduzione della produzione dei rifiuti. La Regione Basilicata, inoltre, dovrebbe finanziare la costruzione di impianti a servizio della raccolta differenziata o per il pre-trattamento del conferimento in discarica. Qui sarebbe necessario discutere del Piano Regionale dei rifiuti e di quelli che sono gli obiettivi da raggiungere; purtroppo, oggi, ancora non esiste un Piano di prevenzione, come neppure esistono dei progetti finalizzati alla riduzione dei rifiuti. Tutto ciò oggi sembra un’utopia, invece è possibile partendo da una nuova politica di tutela del territorio.