Potenza è in crisi. Crisi di identità, crisi di ruolo, crisi di amministrazione. Chi vede con occhio disincantato la realtà e ricorda le eterne discussioni fatte per la realizzazione di alcune opere (Ponte attrezzato, ora ridotto a semplici scale mobili; scale mobili che dovevano collegare il centro alla stazione ferroviaria e che si sono fermate davanti al Viviani; le altre scale mobili che dovevano partire da via Zara se non addirittura dalla fondovalle e che partono solo dalla Via Mazzini, in un posto infelice ed incomprensibilmente disagevole) si chiede se quello che viene definito “storico o epocale” lo è per i costi o per la reale utilità; si domanda se quanto finora fatto per il nodo complesso sia realmente così rivoluzionario ed utile, come viene presentato, o se siano costi o opere di cui si poteva, allo stato anche fare a meno. La galleria accorcia di poco lo stesso percorso che non aveva intralci e il viadotto appena inaugurato e con l’asfalto già a pezzi, ripercorre la preesistente strada.Potevamo risparmiare i milioni investiti in queste opere semplicemente utilizzando la preesistente viabilità canalizzata sul ponte Musumeci. La politica di questa amministrazione ha grandi colpe ma non meno ne ha la intellighenzia e la classe dirigente. Vedere che concorsi riservati non hanno i concorrenti che si aspettavano, o che dopo le mirabilie annunciate per il bando sul fotovoltaico questo viene rinviato, tutto ciò deve far pensare. Evidentemente vi è un errore di prospettiva, prima politica e poi amministrativa. Vi sono costi che perdurano, risparmi che non arrivano, competenze che rifuggono dall’Amministrazione e un modello organizzativo tra i più dispendiosi d’Italia.Occorre evitare questi continui proclami, con ripensamenti ancor più veloci, che di fatto confondono la comunità.
Il piano trasporti che non decolla e una gara annunciata da sempre e continuamente rinviata, la ZTL che a dire del Sindaco doveva operare già alcuni anni addietro e di cui non si discute più, i lavori dello snodo complesso che dovevano terminare già nel 2009 e per cortesia: basta con le definizioni non corrette. Con i fondi ministeriali si riusciranno ad eliminare solo due passaggi a livello, mentre rimarrà il più pericoloso e fastidioso, quello di Rione Mancusi. Sempre con questi fondi si amplierà il servizio metropolitana, peccato che nonostante reiterate richieste fatte da tutti, l’area di ingresso sia stata individuata presso l’Ospedale San Carlo.Questo significa avere il traffico in città e non valorizzare la contrada di Lavangone che vede ultimato il Palazzetto dello Sport, senza adeguate vie di accesso e dove si dovrebbe invece creare una nuova stazione della metropolitana, infrastrutturando la zona anche per la previsione della delocalizzazione del Viviani attrezzando anche un’area di raccolta in caso di calamità, sicuramente più accessibile, altimetricamente migliore e meglio servita rispetto ai piani del mattino.