Anche politica o solo tatticismi?
Il quadro della politica potentina non appare ricco di particolari promesse per il futuro della città.
I programmi, i progetti sui quali i cittadini dovrebbero misurare la reale volontà e capacità di rinnovamento di una classe politica vengono offuscati per lasciare il passo a dispute che riguardano una pura questione di potere: chi sarà il Sindaco, di quale coalizione sarà espressione, da chi sarà spalleggiato e sostenuto, chi sarà il capogruppo, chi il segretario di partito, chi il presidente di commissione, chi il componente del cda, etc…
Rivendicando il servizio disinteressato reso alla città dall’inizio (luglio 2009) della mia prima esperienza amministrativa in qualità di consigliere comunale, e ricordando per un attimo -innanzitutto a me stesso – a tutte quelle forze politiche all’interno del consiglio comunale di Potenza che si dichiarano alternative al centro sinistra, della necessità di sederci attorno ad un tavolo per fare un esame dettagliato delle cose da fare a partire da oggi e fino al termine dell’attuale amministrazione cittadina governata dal centro sinistra.
Per tali ragioni pongo all’attenzione di tutti (i partiti alternativi al centro sinistra) alcune questioni di primaria importanza:
- Quale dovrà essere il futuro di questo territorio (Potenza) e dei suoi abitanti nei prossimi 10-15 anni?
- Quale ruolo dovranno giocare cultura, ambiente, turismo, attività produttive, artigianato, commercio, trasporto pubblico, servizi?
- In quale modo chiudere il ciclo dei rifiuti in Basilicata?
- Quando verrà attuato il piano regionale dei rifiuti?
- Come mai nessuno si interroga – seriamente – in merito ai risultati complessivi ancora molto deludenti (intorno al 30%) della raccolta differenziata nella nostra città?
- Quale peso dovrà avere l’energia da fonti rinnovabili nel territorio potentino?
- Il registro regionale dei tumori fornisce dati preoccuopanti per l’incidenza del cancro sia a livello regionale che nel territorio dell’ASP di Potenza (quindi compresa anche la città di Potenza). Tali dati vanno accettati passivamente o è necessario approfondire sulle cause di tale fenomeno?
- Quale futuro per l’Università di Basilicata?
- Quale futuro per l’Ospedale San Carlo?
Sono solo poche domande e non affrontano tutte le questioni, ma una classe politica che vuole dare segnali di novità ai cittadini deve misurarsi concretamente con questi problemi o lasciare nelle mani di altri la loro soluzione?
Personalmente non ho dubbi sulla necessità che debba essere la politica a farsi carico delle risposte.
Una politica trasparente, aperta, non più nelle mani delle strategie di segreterie che si parlano a mezzo stampa per segnali convenzionali.
E’ per questo che rilancio la proposta a tutte le forze che si identificano di centro destra e/o alternativi al centro sinistra di aprire un confronto pubblico, aperto a tutti, in cui le questioni della città e dei potentini possano essere affrontate senza i tatticismi dei mestieranti.
Un luogo in cui la democrazia può tornare ad essere esercitata dai giovani, dalle donne, dagli uomini di buona volontà che vogliono lavorare, disinteressatamente, per il progresso della città Potenza.