Gianpaolo Carretta (Partito Democratico)

Le recenti polemiche riguardo la regolamentazione delle pratiche di riproduzione assistita, della ricerca sulle cellule staminali e della clonazione terapeutica hanno promosso l’idea che l’etica nel discorso politica si riduca soltanto alla bioetica. Sempre più spesso invece si sente parlare di “questione morale”, associata all’etica che in politica dovrebbe guidare i comportamenti di coloro che ricoprono ruoli di responsabilità. È fondamentale infatti che vi sia un’etica a regolare i comportamenti dei politici, si tratta di una necessità di cui un paese civile non può fare a meno.

Ci si accorge però che non bastano regole etiche non scritte a fare in modo che i politici, con una propria morale e con diversi principi ed ideologie, non perseguano i propri interessi.
Negli stati di diritto le leggi sono scritte, univoche e non sindacabili. Le regole non scritte, potrebbero invece non contare nulla.
Quindi l’idea di proporsi all’elettorato non solo muniti di un programma di governo, ma anche accompagnandolo con la proposta di un codice di comportamento etico fatto di regole scritte che ogni membro della coalizione è tenuto a rispettare, getterebbe delle ottime basi tra l’elettorato e la politica.
L’adesione a un sistema etico avente il carattere della volontarietà o meglio della non obbligatorietà, al contrario delle leggi aventi un carattere vincolante per tutti i suoi cittadini, determinerebbe a maggior ragione quel senso di appartenenza al partito politico che si sceglie.
Il Partito Democratico, a questo riguardo, già da tempo ha approvato un Codice Etico al quale i suoi aderenti si attengono, fondato prima di tutto sul riconoscimento della Costituzione italiana come fonte primaria delle regole della comunità politica, ma fondato in linee generali su di una politica basata sull’ascolto dei bisogni della società, sul contrasto di ogni forma di discriminazione nel nome dell’
uguaglianza sostanziale, sul confronto democratico, sull’impegno politico vissuto con responsabilità, sul rinnovamento dei gruppi dirigenti, che devono ispirare il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà, utilizzando i mezzi di comunicazione per favorire una informazione corretta dei cittadini sulle questioni politiche ed istituzionali.

Adesso la sfida è nel far rispettare in modo puntuale, rigoroso e democratico i principi contenuti nel Codice Etico del Partito Democratico, in quanto gli elettori ci giudicheranno per le capacità e la coerenza rispetto agli impegni declamati ed assunti in nome di una politica migliore, meno cinica e più idealista.