8.5.17-ore 11,20: Il consigliere del gruppo ‘Insime si Cambia’, Gianpiero Iudicello interviene sulla questione relativa agli impianti eolici:
Il ritardo con cui prima a livello nazionale e poi a livello regionale si è legiferato in materia di eolico e mini eolico per fissare criteri, norme e vincoli a tutela del paesaggio , della sicurezza e della salute dei cittadini rappresenta una delle pagine più brutte della vita amministrativa di questo paese e della nostra comunità regionale.
La l. 387/2003 demandava ai Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente il compito di fissare le linee guida che facessero da bussola per i legislatori regionali. Solo nel 2010 con D.l. vengono fissate queste linee guida e la Regione Basilicata le recepisce in prima istanza alla fine del 2015 e definitivamente e compiutamente solo nel 2017 (disciplinando dopo 7 anni la realizzazione degli impianti di mino eolico sotto i 60 KW), in grave ritardo rispetto ad altre regioni e alla tempistica dettata dal buon senso. Nelle more si sono realizzati impianti che sarebbe il caso di valutare per accertarne la conformità alle regole già esistenti in tema di sicurezza, distanze, salute dei cittadini, cumulo ( raggiri alla normativa ).
Lo scempio che si è consumato in alcune contrade del Comune di Potenza è purtroppo sotto gli occhi di tutti.
Si tratta di un ritardo colpevole che non ha colore politico o un unico responsabile, l’intera classe dirigente è passibile – ad essere buoni – dell’accusa di inerzia e sottovalutazione del fenomeno.
Bisogna chiedere scusa ai cittadini ed evitare il teatrino del rimpallo di responsabilità e delle polemiche. Scorretto è il tentativo di scaricare le responsabilità sui sindaci e gli amministratori dei comuni, che senza leggi cornice e indirizzi chiari da parte del legislatore regionale e senza un piano paesaggistico regionale, che ancora attendiamo con ansia, non avrebbero potuto normare compiutamente in materia. Se una colpa va attribuita anche agli amministratori dei comuni e’ quella di non aver richiamato con la necessaria forza – sebbene non siano mancate voci di stimolo e di critica- il legislatore regionale a procedere a legiferare nei tempi dovuti e di non aver preso atto prima della inerzia intorpidente del medesimo. Da questo a capovolgere il tema delle responsabilità ce ne passa.
Quello che pero dispiace è leggere polemiche sui giornali. Il compito delle istituzioni non è fare propaganda o imputare responsabilità ma cooperare e tutelare i cittadini partendo dal far rispettare le leggi che già ci sono e colmando nei tempi dovuti le lacune normative. E’ solo in questa maniera che si affrontano i problemi quando c’e’ la reale volontà di risolverli.