150° Unità d’Italia: Consiglio comunale solenne del 17 marzo 2011

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Consiglio comunale celebrativo si svolge nella Sala dell’Arco del Palazzo di Città, presenti le maggiori autorità civili e militari della regione. Alle 10 di giovedì 17 marzo 2011 in un aula gremita, i presenti intonano l’inno nazionale che segna l’apertura dei lavori. Il presidente Vincenzo Santangelo apre i lavori chiedendo ai 37 consiglieri e a tutti i convenuti di osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’ultimo terremoto che ha colpito il popolo nipponico. “L’importanza del momento mi provoca un emozione che non riesco a non far trasparire. In un momento come questo dobbiamo mettere da parte ogni divisione di sorta e, rifacendomi a quanto dichiarato nel discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica Napolitano, ricordo i sacrifici compiuti per giungere a celebrare un giorno così importante, protetti dal documento più importante per la nostra comunità nazionale, la nostra Costituzione”. La parola passa al coordinatore dei gruppi d’opposizione Giuseppe Molinari che apre il suo intervento ricordando “che il sacrificio compiuto al quale faceva cenno il presidente Santangelo ci vede coinvolti, constatato come vide tra i protagonisti i giovani lucani, militari di leva, impegnati in prima linea in questa battaglia per l’unità nazionale. Ringrazio anche la televisione nazionale che, attraverso un impegno costante e puntuale, ha contribuito non poco a diffondere il senso di appartenenza alla patria che gli italiani esprimono anche partecipando alle celebrazioni del 4 novembre e del 2 giugno. Il percorso verso l’Unità d’Italia non può dirsi completamente concluso viste le differenze, ancora troppo sensibili che segnano il confine tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Lo spirito d’unità dovrebbe e deve far superare ogni divisione e anche alla luce del federalismo non deve mettere in discussione i valori comuni della democrazia che tutti condividiamo e che prima di noi hanno condiviso le generazioni che ci hanno preceduto in questo percorso. Dobbiamo, altresì, saper guardare anche oltre, verso l’Europa, verso il mondo”. Secondo intervento dagli scranni comunali è quello del rappresentante del gruppo misto Rocco Coviello che nel corso del suo eloquio parla “di un territorio nazionale fondamentalmente diviso in tre con una parte del territorio che produce, una intermedia e una che annaspa, il Meridione. Noi siamo quelli meno nell’Italia, ma quelli più italiani di tutti e dobbiamo far sì che il nostro sentire si concretizzi attraverso comportamenti e atti reali”. Per il gruppo misto il consigliere Emilio Libutti vanno ricordati “gli eroi di Potenza e della Basilicata che hanno contribuito in maniera rilevante al traguardo più importante per la nostra Nazione: l’Unità che oggi celebriamo. Dobbiamo proseguire in un percorso che deve saper rafforzare i vincoli d’appartenenza dentro i singoli territori e tra i territori che compongono il nostro Paese. L’unità non è un valore dato, un valore automatico, ma un valore che va coltivato di giorno in giorno anche nel nuovo contesto del federalismo”. Ancora dai banchi dell’opposizione il capogruppo del Pdl Fernando Picerno  sottolinea l’importanza di “superare le minacce separatiste in nome di una unità Nord-Sud che è un valore che non deve essere messo in discussione. Dobbiamo recuperare i momenti di fierezza e di orgoglio nazionale così come richiestoci dal presidente Napolitano. Il consigliere prosegue con un excursus storico, che va da Garibaldi a Racioppi. “Il popolo vuole l’Italia? Fu la domanda posta anche ai lucani. La Basilicata rispose ‘sì’ in maniera plebiscitaria. Abbiamo l’obbligo di consegnare ai nostri figli un’Italia la cui unità si basi su valori condivisi, quelli della verità e della giustizia”. Il capogruppo dei Dec esordisce ricordando le parole di Zanardelli quando ebbe a definire “Potenza la capitale dell’insurrezione lucana. Oggi arriviamo al 150esimo anniversario dell’Unità nazionale, per certi versi divisi. Con un Nord che non crede che non vuole avere ancora una visione d’assieme del Paese. Con un Sud che fatica ad affermarsi e che non ha paura del federalismo a patto che ciò non implichi divisioni e individualismi che non hanno motivazioni storiche e pratiche di alcun tipo”. “E’ incomprensibile – interviene il capogruppo di Con Santarsiero per Potenza Antonio Smaldone – come ancora oggi si trovino parti del Paese che fatichino a condividere una giornata di festa, una giornata che dovrebbe accomunarci tutti sotto lo stesso vessillo della medesima nazione. Grande il contributo fornito dai lucani in tutti i passaggi che segnato il sorgere e l’evolversi della nostra Repubblica, primi tra tutti quelli della Prima e Seconda Guerra Mondiale. La Costituzione è una Carta che va vivificata ogni giorno e che unisce i giovani di ieri con quelli di oggi, il sacrificio di chi ha dato la sua vita al sacrificio di quanti oggi sono impegnati a trovare un lavoro che troppo spesso non c’è”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra parla di “uno Stato , una Patria, la nostra, antica e giovane nello stesso tempo. Il concetto di nazione, ‘natio’ o nascita e un concetto che ci accomuna tutti”. Cita poi i ‘fatti del 1860’ che hanno reso “la città protagonista di una rivoluzione che ha rafforzato nel popolo potentino quel senso di forte appartenenza alla nazione. Da allora in poi una storia che passa anche attraverso l’arte, la cultura, un’espressione che ha fatto conoscere il nostro Paese oltre i confini, ma soprattutto che ha fatto conoscere il Paese a se stesso, malgrado l’ignavia e le colpevoli omissioni di alcuni”. Per il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza nella sua riflessione di carattere storico evidenzia “il passaggio da un’estrema disomogeneità che contraddistingueva l’Italia pre e immediatamente post unità e l’unità appunto che si è andata pian piano costruendo”. Potenza cita poi la ‘Questione meridionale’ e richiama “l’impegno congiunto che ci interpella, che ci stimola a produrre uno sforzo congiunto in ricordo del sacrificio che ha visto protagonisti tanti nostri concittadini italiani. La politica deve confrontarsi, aprirsi, mettersi in discussione, ma mai ignorando quanto la storia ci ha insegnato nel corso degli anni, discutendo in quella casa di vetro, una casa che è di tutti gli italiani e dentro la quale ogni italiano deve poter guardare consapevolmente”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta parla “del sorgere di una coscienza nazionale che non è stato contrassegnato da un cammino lineare. Tutt’altro per personalità del calibro di Mazzini, Cavour, Garibaldi le difficoltà sono state molteplici. Si è giunti addirittura a combattere due eventi tragici come tre guerre di indipendenza e addirittura una guerra mondiale. Per finire alla crisi agraria che segna in maniera forte il destino del Sud e il processo migratorio delle sue genti verso il Nord del Paese. Oggi celebriamo quella Unità che tanto ci è costata e che tanto ci sta a cuore”. Il presidente Santangelo chiede al Prefetto Luigi Riccio di porgere un saluto all’assemblea che ricorda le parole con le quali venne promulgata la legge “che ufficialmente segna il sorgere dell’Unità d’Italia. Il progressivo sfaldarsi degli stati italiani, approdò in un Italia unita che costituì un elemento di stabilità per tutta la sua popolazione, 22 milioni di abitanti, e un freno alle mire espansionistiche degli altri Paesi. I festeggiamenti cominciati da qualche tempo e che nella celebrazione odierna vedono il loro apice non devono farci dimenticare neppure per un istante il sangue versato per consentirci oggi di testimoniare oggi i valori di identità e unità nazionale dalle tre bandiere tricolori che contraddistinguono questa giornata, una giornata che richiama l’importanza della nostra Carta costituzionale, una Carta che richiama la coscienza e l’orgoglio di un popolo. Forte il sentimento di appartenenza che suscitano i tanti festeggiamenti che oggi si tengono in Italia”. Il presidente Santangelo a conclusione della seduta sottopone all’assise l’approvazione di un ordine del giorno attraverso il quale “la città e i suoi amministratori chiedono a un anno dal ritrovamento del corpo di Elisa Claps, che sia fatta rapidamente piena luce sull’intera vicenda così da restituire alla famiglia e alla comunità tutta quella serenità che purtroppo è andata smarrita”. La seduta si conclude alle 11,20.