25 luglio 2017 – ore 16.05 Chi mi conosce ed ha seguito la mia azione politica sa che non mi sono mai risparmiato sul tema dei trasporti: ho presentato Mozioni in Consiglio, avanzato proposte nella Commissione competente, ho contestato alcuni lavoratori quando non svolgevano bene le loro mansioni e li ho difesi, al contrario, quando venivano calpestati i loro diritti.
Purtroppo, però, mi rendo conto che a poco o a nulla sono servite tutte le azioni succitate se oggi, ad ormai tre anni dall’inizio della consiliatura e a circa due dalla data di insediamento della ditta Trotta, ci troviamo a discutere sempre delle stesse cose.
Ancora una volta, infatti, gli autisti e gli addetti agli impianti meccanizzati del servizio di Trasporto Pubblico Locale non si sono visti pagare, alla data prevista, né gli stipendi ordinari né la tanto agognata quattordicesima mensilità. E questa situazione in alcuni casi non solo ha determinato – purtroppo per essi – l’impossibilità a prenotare le vacanze estive cui hanno diritto come tutti, ma la consuetudine con cui si procrastina il ritardo nel pagamento degli stipendi ha comportato che molti lavoratori cadessero in una condizione debitoria dalla quale, ovviamente, più passa il tempo e più è difficile uscire.
La causa del ritardo dei pagamenti sarebbe da ricondurre, a detta della ditta, ai mancati trasferimenti da parte del Comune che, sempre più spesso, risulta inadempiente; quest’ultimo, a sua volta, sembrerebbe vantare una serie di crediti non onorati da parte della Regione che determinerebbero – sempre a discapito dei dipendenti Trotta – il mancato pagamento della ditta che presta servizio nella nostra città.
In questo gioco al rimbalzo delle responsabilità, però, chi ci rimette sono sempre i lavoratori che, nonostante cerchino di svolgere al meglio il proprio lavoro, continuano a pagare le conseguenze di una pessima gestione non solo del Trasporto Pubblico Locale, ma anche del danaro pubblico da parte di tutti i soggetti interessati.
Regione, Comune e ditta Trotta pongano immediatamente e definitivamente rimedio, quindi, a questa annosa e non più sopportabile vicenda riconoscendo ai lavoratori il sacrosanto diritto alla puntuale remunerazione. In alternativa bene farebbero i responsabili di tanti disservizi e inadempienze a rassegnare le dimissioni dimostrando alla comunità di porre sommessamente fine all’inadeguatezza del ruolo che esercitano.