Professore per un giorno per parlare di “Federalismo e ruolo dell’Anci per l’attuazione di una politica di sviluppo del Sud”.
E’ stato questo l’invito rivolto al Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, dalla Preside dell’Istituto Tecnico Statale Economico F.Nitti, Caterina Perta che ha chiesto al Primo Cittadino di incontrare gli studenti dell’Istituto da lei diretto per tenere una lezione sul Federalismo, per far comprendere l’importanza del tema e le sue ripercussioni nella realtà che viviamo.
E così questa mattina, per oltre un’ora, Vito Santarsiero, nella loro scuola, ha parlato agli studenti delle classi quinte dell’ITC , accompagnati dai loro professori, non solo di Federalismo ma anche degli articoli fondamentali della Costituzione e facendo rilevare le differenze apportate dalla modifica del Titolo V.
Tra il 1990 ed il 2001 –ha detto- abbiamo vissuto una stagione nella quale si è coniugato in modo ottimale idea e norme del decentramento amministrativo e sono stati messi in campo anche strumenti amministrativi per definire in maniera unitaria azioni di sviluppo. Ed in questo periodo, quando l’Italia ha puntato sul protagonismo dei territori, il Sud è cresciuto a ritmi maggiori che il Nord. Questa stagione si è conclusa con la modifica del Titolo V della Costituzione che ha riconosciuto il nuovo ruolo dei Comuni sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza e ha introdotto la perequazione per tutelare i territori più deboli. Negli ultimi dieci anni invece abbiamo assistito ad una inversione di tendenza ed il PIL del Mezzogiorno è tornato a livelli minimi. Santarsiero ha quindi elencato una serie di numeri che evidenziano come il Sud del Paese abbia grandi problemi rispetto al Nord, dalla mancanza di infrastrutture, al reddito pro capite, alla scarsa incidenza degli investimenti produttivi.
“Il Federalismo –ha detto- resta una chimera e tutto ciò di cui si sta discutendo è ben lontano da quanto previsto dalla Legge 42, la legge Calderoli, una buona legge. Una legge che si fonda sul fabbisogno standard, sui costi standard, sulla perequazione infrastrutturale, sul fondo perequativo, sull’autonomia finanziaria e gestionale, sul codice delle autonomie che individua in maniera chiara le competenze dei vari enti, fondi europei non sostitutivi dei contributi speciali dello Stato, sostegno alle unioni dei Comuni.
Il Federalismo municipale oggi in vigore produce il solo risultato di continuare a vedere i Comuni perdere risorse ed autonomia, con grave danno soprattutto per il Mezzogiorno.
Siamo quindi in assenza di una reale forma di federalismo in grado di chiamare i territori a responsabilità e protagonismo, le norme in vigore garantiscono solo l’azzeramento dei 12 milioni di euro di trasferimenti dello Stato ai Comuni sostituendoli con nuove forme di fiscalità. Tutto ciò senza clausole di salvaguardia in grado di evitare enormi disparità tra Municipi.
D’accordo che superare la spesa storica significa accettare il principio di una differenziazione di entrate tra Comuni e tra territori, ma se ciò non viene compensato da una vera forma di autonomia gestionale, da territori ugualmente infrastrutturati, dalla possibilità di essere in grado di attuare liberamente forme di fiscalità locale, dalla presenza di un fondo perequativo per i fabbisogni standard, vien fuori che il superare la spesa storica significa solo azzerare i trasferimenti statali e abbandonare i Comuni più deboli al proprio destino.
Per evitare assurde differenze di trattamento tra Comuni ricchi e Comuni poveri, che è problema tanto del Sud come del Nord, e rispettare i cittadini di ogni parte del Paese, sono necessarie norme di tutela certe per tutti i Comuni. Vogliamo un Paese in cui ovunque ogni cittadino, ogni contribuente deve coincidere con il beneficiario dei servizi. Se tutto ciò non sarà, e si vorrà un Paese diviso ed ineguale, al Sud come al Nord.
Voi studenti, futuri gestori della nostra comunità –ha concluso Santarsiero- dovete avere piena consapevolezza di quanto vi succede attorno e conoscere bene i meccanismi che troppo spesso vengono semplificati.
Il protagonismo dei territori deve essere il vostro protagonismo.”