Strategie aziendali ACTA, nota di Campagna

22 agosto 2017, ore 12,30. “Quali sono le strategie aziendali dell’ACTA?” si domanda il capogruppo di Centro democratico in Consiglio comunale, Pietro Campagna.
“E così, come si conviene (secondo le solite lingue maldicenti) quando non si vuol dare molto risalto ad alcune notizie, ecco che in pieno mese di agosto sul sito aziendale di ACTA S.p.a. vengono, tra gli altri, magicamente pubblicati tre avvisi relativi a manifestazioni di interesse preordinate allo svolgimento di altrettante gare, mediante procedura negoziata sotto soglia, per l’affidamento del:
– Servizio di trattamento e recupero presso impianti autorizzati, dei rifiuti organici urbani provenienti dalla raccolta differenziata “porta a porta” …… per la produzione di compost di qualità….. per un quantitativo presunto di 330 tonnellate/mese (oltre 33 tonnellate/mese di residui biodegradabili), per l’importo di € 205.000 (IVA esclusa) e per la durata (presunta) del servizio di 90 giorni;
– Servizio di raccolta, trasporto e smaltimento del “rifiuto liquido percolato di discarica (stimato in complessive 8.000 tonnellate/anno) dal sito di località Montegrosso – Pallareta” per l’importo di € 200.000 (IVA esclusa), per la durata presunta del servizio di 180 giorni;
– Servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili indifferenziati da avviare a smaltimento. e dei rifiuti solidi urbani ed assimilati provenienti dalla raccolta differenziata da avviare a recupero e riciclo. In particolare il servizio ha per oggetto la raccolta quotidiana stradale (6 giorni/settimana) della frazione indifferenziata dei rifiuti solidi urbani ed assimilati e la raccolta differenziata quotidiana (6 giorni/settimana) “porta a porta” delle frazioni carta, plastica/metalli, organico, vetro ed indifferenziato, per un importo di € 150.000 (oltre IVA 10%) per il periodo 18/9/2017 – 31/12/2017.
Dalla lettura di questi tre avvisi – prosegue Campagna – non possono che trarsi alcune considerazioni.
La prima è tentare di capire in quale direzione va l’Azienda, perché, in tutta sincerità, la sua nuova direzione politico-strategica ha dato sinora forti segnali di totale disorientamento (i cui effetti sono ben visibili in giro per la città) se si tiene conto che sino ad ieri ci è stato raccontato che non si facevano i concorsi per assumere quel nuovo personale che anche il progetto CONAI prevedeva perché (secondo le ricorrenti “chiacchiere da bar”) l’azienda disponeva di numerose unità “imboscate”, mentre oggi si preannuncia, finalmente, il prossimo svolgimento di alcuni concorsi (sinora comunque ancora non banditi).
Nel frattempo, essendo arrivati come sempre, impreparati ed in grave ritardo, si colmano le carenze di personale con varie forme di lavoro precario alle quali si ricorre senza le necessarie garanzie di trasparenza delle procedure di selezione.
Sempre sino a qualche giorno addietro ci veniva raccontato che poiché il personale non sarebbe stato comunque sufficiente (qualcuno se n’era finalmente reso conto) a garantire, a regime, la piena operatività della raccolta porta a porta, si sarebbe andati verso l’esternalizzazione del servizio di spazzamento (da effettuare rigorosamente attraverso una gara di livello europeo) mentre oggi gli avvisi innanzi menzionati ci dicono, invece che sono i servizi di raccolta e conferimento ad essere esternalizzati, facendo ricorso a procedure molto più “veloci”.
Quegli stessi servizi che, come abbiamo più volte evidenziato, vengono già oggi in parte effettuati da ditte esterne (con quali procedure sono stati affidati?) formano ora oggetto dei predetti avvisi che non si comprende perché prevedano affidamenti limitati temporalmente:
– forse per evitare di ritrovarsi “sopra soglia” e di dover quindi svolgere procedure di gara più trasparenti?
– cosa è successo prima e come si prevede di organizzare i servizi dopo il breve periodo di affidamento previsto agli avvisi stessi?
– forse con successive proroghe?
Sono tutti interrogativi che la tempistica di pubblicazione degli avvisi, le modalità di affidamento dei servizi in parola fanno legittimamente e spontaneamente sorgere e che esigono risposte puntuali e circostanziate da parte dell’Amministrazione comunale, proprietaria dell’azienda e dai vertici della stessa azienda” conclude Campagna.