1.9.17-ore 10: “Il plesso scolastico San Giovanni Bosco facente parte dell’istituto comprensivo ‘Luigi La Vista’ è stato finalmente restituito al suo rione e ai suoi ragazzi”. Così il consigliere comunale Fernando Picerno interviene in merito alla riapertura della scuola di via Verdi. “Abbiamo completato anche piazza Verdi, così da ridare complessivamente al rione il decoro e la funzionalità che gli competono. La restituzione della scuola che è presidio di cultura e luogo nel quale si coltivano e si formano i cittadini del domani, farà in modo che via Verdi, viale Dante, e tutte le zone limitrofe possano tornare ad avere quella struttura storica in grado di rivitalizzare complessivamente l’intera area. Ringrazio quanti a vario titolo si sono adoperati affinché si potesse raggiungere questo importante traguardo entro i tempi necessari e auspico che l’intera zona di via Verdi possa tornare a essere luogo di incontro e si socializzazione per l’intero rione” continua Picerno.
Il consigliere comunale, che è anche dirigente dell’Anci Basilicata, inoltre, sottolinea la necessità di non lasciare soli i genitori negli adempimenti delle vaccinazioni obbligatorie. Come sollecita l’Anci per prevenire disagi – aggiunge – le scuole forniscono gli elenchi degli iscritti all’Asl e queste verificano che quei bambini siano stati sottoposti alle vaccinazioni. Una soluzione prevista peraltro anche dalla legge, ma solo a partire dall’anno scolastico 2020-21. Tre anni in cui viene richiesto ai genitori di produrre, e ai responsabili delle scuole di raccogliere, delle certificazione che di fatto sono già in possesso di un’altra pubblica amministrazione, la Asl.
“I tempi sono stretti – continua Picerno – rischiamo di ritrovarci il 10 settembre con le famiglie in coda prima agli sportelli delle Asl e poi davanti alle scuole. In attesa che magari insegnanti o bidelli siano costretti a interpretare le certificazioni”. Una corsa contro il tempo, aggravata dal carico di lavoro aggiuntivo in arrivo sui centri vaccinali. Il rischio infatti è l’intasamento, per via dell’aumento dei vaccini obbligatori e del nuovo calendario vaccinale in vigore da quest’anno, per cui ogni neonato da 0 a 15 mesi deve effettuare 8-9 sedute vaccinali, il doppio rispetto alla situazioni precedente di genitori a caccia dei certificati vaccinali dei figli, in coda agli sportelli delle Asl. Per facilitare la vita delle famiglie e del personale scolastico – spiega ancora Picerno – l’Anci ha messo a punto un protocollo che impegna i ministeri della Salute e dell’Istruzione, la Conferenza delle Regioni e l’associazione dei Comuni a una collaborazione efficace per produrre i certificati necessari all’iscrizione dei bambini a scuola, senza nessun onere per i genitori ». Il protocollo prevede che le scuole trasmettano i nomi degli iscritti alle Asl, che queste ultime effettuino le necessarie verifiche e che inviino i certificati alle scuole. «Resta il fatto – prosegue Picerno – che in mancanza della documentazione i piccoli che frequentano gli asili nido e le scuole dell’infanzia saranno allontanati dalla scuola a metà anno. Cosa impensabile ed evitabilissima. Sarebbe bastato escludere la possibilità dell’autodichiarazione e pretendere i certificati vaccinali fin da subito. E non pretenderli dai genitori, ma dalle Asl».