Sicurezza in città, nota di Picerno

6.9.17-ore 13,50: Il consigliere comunale del gruppo misto Fernando Picerno interviene sul tema della sicurezza in città:

La città di Potenza ha superato di gran lunga la quota di accoglienza dei profughi ed immigrati passando da una previsione iniziale di 350-400 agli attuali oltre 1.000. Si pone pertanto la necessità prioritaria di interessare della questione il Prefetto del capoluogo anche perché dal Ministero dell’Interno giungono notizie di nuovi arrivi che la città non più permettersi. L’accoglienza deve essere garantita, come abbiamo sempre sostenuto come Anci, a livello paritario tra i Comuni, nel senso di percentuali tra ospiti e popolazione, altrimenti non si è in grado di  tutelare le comunità interessate e di offrire servizi adeguati a profughi e immigrati. Un altro aspetto importante è quello della lunghissima burocrazia che riguarda i permessi di soggiorno: troppi anni trascorrono prima del riconoscimento con il risultato che profughi ed immigrati sono lasciati al proprio destino e le città che li ricevono ad affrontare ogni tipo di problematica di convivenza.

L’Anci è da tempo impegnata nell’attivazione di progetti per l’impiego in attività di utilità sociale degli stessi profughi. A Potenza esiste un progetto per l’impiego di 240 immigrati in un anno a rotazione trimestrale per lavori di pulizia, affidato alla gestione dell’Acta. A tutt’oggi non si capisce perché non parte mentre i giovani immigrati non hanno altra alternativa di quella di gironzolare per la città. Impegnarli in un lavoro di pubblica utilità è senza dubbio un deterrente a fatti di cronaca come quello accaduto, che va decisamente condannato attivando ogni forma di prevenzione perché non accada più, in modo da favorirne il primo reintegro sociale.

Mi farò interprete delle preoccupazioni dei cittadini di Potenza nei confronti delle istituzioni, in primo luogo Prefettura, perché la quota di attribuzione degli immigrati sia rispettata e siano garantite le condizioni di sicurezza e di corretta e costruttiva convivenza.