E’ scaduto col 31 marzo l’ultimo giorno ‘ortodosso’ entro il quale il Comune di Potenza doveva approvare il Bilancio Preventivo per l’anno 2011. Tra le mille notiziole che ogni giorno la Giunta emette, questa, che è di vitale importanza, invece si tentava di farla passare sotto traccia. Trattasi, purtroppo, di una mancanza che porta con sé una mole di problemi operativi e gestionali. Nonché rappresenta la poca intenzione di rendere note precise scelte politiche.
Ogni probabile ricerca di ‘scusante’ che Sindaco, Assessore e Amministrazione tutta cercheranno di usare risulterà vana. E’ vero che il recente Decreto del Ministero ha dato proroga fino al 30/6, ma ciò ha soprattutto valenza per quei comuni che si apprestano a tornate elettorali. E’ vero anche che l’avvio del federalismo fiscale comporta studi per potersi adeguare. Ma tutto questo non giustifica una amministrazione che non è stata in grado di fare il SUO bilancio, che avrebbe aperto le discussioni sulle SUE scelte politiche, e rese note le strategie per le azioni di impatto sulla collettività. E non sarà piacevole rilevare che Potenza è una delle pochissime città capoluogo italiane a non aver presentato il Bilancio per il 2011. La norma di buona amministrazione non contempla questo ritardo, non opta mai per andare in esercizio provvisorio (come sta accadendo da mesi e durerà ancora) perché questo comporta rischi ed imprecisioni. Lavorare per dodicesimi (ossia ogni mese le varie Direzioni spendono un dodicesimo di quello che era il loro budget dell’anno precedente) è il peggior modo di far condurre la macchina comunale. Non si palesano le scelte e si mettono in difficoltà strutture, servizi ed uffici che neppure sanno se stanno spendendo a ritmi poi non sostenibili dopo l’ufficiale approvazione. Un Sindaco ‘declamatore’ come Santarsiero avrebbe dovuto essere ben più tempestivo in tema di Bilancio, anche solo per mantenere le sue tante affermazioni circa il fatto di mettere con puntualità on-line (entro il 31/12 di ogni anno) i suoi bilanci. In caso, poi, di sostanziali modifiche dalle normative nazionali avrebbe avuto la possibilità di aggiustare il tiro con le variazioni di bilancio. Operando così, invece, dove sta la scelta politica di Santarsiero? E in cosa si sostanzia il lavoro dell’Assessore al Bilancio, Federico Pace? Entrambi erano chiamati ad esprimere le proprie intenzioni programmatiche e invece tutto fa supporre che cercheranno di edulcorare ed annacquare certe decisioni coprendosi col ‘fumus generale’ e con la scusa di non aver ricevuto tutti i fondi che volevano. Questo opportunismo, però, porta con sé pesanti vincoli operativi, come l’impossibilità di aprire mutui. Tante sono le tematiche che non vengono chiarite ma estremamente impattanti sul Bilancio, come gli oneri di urbanizzazione, la vendita dei beni immobili comunali, la mancanza della gara per il servizio di trasporto pubblico locale e per la pubblicità.