Salvatore Lacerra (Gruppo M.A.L. – M.P.A.): Calcio a Potenza

Ricordate quella  pagina di  quotidiano in cui si raffigura una vecchia immagine della squadra del Potenza Calcio con la scritta cubitale Potenza “miracolo”.Erano gli anni della serie B, gli anni di Boninsegna, di Bercellino, di Mercuza, del Capitano  De Grassi, del mitico Rosito.. Gli anni n cui il calcio ha meglio rappresentato la comunità. Oggi si assiste ad uno spettacolo totalmente diverso. Gia in altre occasioni ho dichiarato che la politica deve stare fuori dalle vicende del  Calcio  professionistico, può creare le precondizioni perché si trovi  la quadra di una situazione, può invitare, se ne ha l’autorevolezza, può favorire una politica sportiva che includa e non escluda, può investire sullo sport come politica giovanile e di lotta al disagio ed alla emarginazione e sviluppo di un sano tessuto sociale, ma penso che non possa e non debba fare di più.

Ma Lui invita il Titolare del Potenza Sc a cedere il marchio, quel famoso leone rampante su sfondo rosso blu a cui noi Potentini siamo attaccati, promette di risvegliare gli entusiasmi negli imprenditori e di rilanciare le avventure calcistiche in Città.

Eppure il nostro Sindaco va oltre. Ecco che il nostro Sant’ Arsiero ora passa dai proclami epocali e storici addirittura ai miracoli. Così dopo aver promesso che la squadra del Potenza avrebbe continuato a militare nella Lega Pro (e conosciamo com’è andata), dopo aver tentato di trasferire  l’Avigliano al Viviani (progetto naufragato prima ancora che venisse consacrato in atti), dopo aver sottratto la gestione del Viviani al Potenza Sc e affidato di fatto ad altra squadra il campo (con contestazioni sulle ripartizioni dei costi sulle aperture e chiusure del centro sportivo e sulle squadre che oltre a giocare si allenavano), dopo aver amoreggiato con l’Atletico Potenza, amore subito interrotto e dopo  aver assentito all’ingresso del Fortis Murgia sul nostro campo, dopo aver diviso gli sportivi e le realtà e non aver proposto e programmato alcuna politica di coesione e di programmazione sportiva, ecco che Sant’Arsiero gioca la carta del Miracolo, il famoso Potenza Miracolo by Sant’Arsiero.
Peccato che il vero Miracolo, quello per cui vale la pena di giocare la partita è ricreare le condizioni per costruire un tessuto sportivo unitario, che valorizzi la realtà giovanile, le tante scuole calcio presenti, che faccia diventare  la prima squadra il riferimento del calcio giovanile,  che ricrei l’interesse degli operatori economici e di quanti sono appassionati del calcio di poter “rischiare”,  dimostrando la loro passione e bravura sul campo, senza necessità di protezioni o appoggi. Perchè la fede sportiva non ha bisogno di miracoli, di quelli  solo proclamati  e tanto meno dei miracoli di Sant’arsero.