Salvatore Lacerra (Gruppo M.A.L. – M.P.A.): Ultimi eventi a Potenza

In questi giorni si sono avvicendati nella nostra comunità accadimenti che corrono il rischio di non avere la giusta considerazione ed il peso dovuto.

Analizzandoli, in ordine cronologico, inizio dalla marcia organizzata da Libera nella nostra Città e con i commenti che ne sono seguiti. Per uno strano caso  nella medesima giornata si è avuta l’archiviazione di un procedimento denominato toghe lucane.

Evidentemente quella terra dei lupi richiamata e temuta nella brochure di presentazione della

iniziativa di Libera, ha meno lupi di quelli paventati. Non che non ve ne siano, sia chiaro!

Peccato però che il messaggio di Libera non sia stato capito o non si è voluto capire. Quando nell’opuscolo si legge  che l’obiettivo  è ribadire un “NO” alle mafie e alle tante forme di corruzione e abuso, e come precisato da Don Ciotti nel suo discorso:.  un no alla  corruzione,  premessa di un sistema malavitoso e mafioso: e  confermare un “SI” ad una società più attenta e responsabile, ad una informazione approfondita e libera, ad una scuola che formi alla partecipazione democratica,  ai diritti sempre legati ai doveri, alla legalità, ad una politica che è servizio al bene comune, ad una memoria che non è semplice celebrazione ma stimolo e motore di un impegno quotidiano e collettivo, mi pare che il messaggio è chiaro. Ma non trovo riscontri nei diversi commenti, tanto meno trovo impegni o programmi  in linea con quello che doveva essere non una celebrazione ma un impegno. Leggere le dichiarazioni del Sindaco che si compiace della prova di efficienza data dalle  Scale Mobili  poste sul vallone di Santa Lucia,  se è indice dell’attenzione posta affinché  la Città non manifestasse la disorganizzazione  emersa in altre occasioni (Sfilata dei Turchi) è però sintomo di  un fraintendimento: non è arrivata la tappa del Giro D’Italia o altra  manifestazione similare, ma una manifestazione che ha il chiaro obiettivo di denunciare che nel nostro territorio, libero dalle mafie propriamente intese, vi è il pericolo che la corruzione, l’abuso, la clientela, il familismo degenerando diventino esse stesse mafie.  Ma sul vero tema della manifestazione oltre a non trovare commenti da parte dei diversi politici, quegli stessi che con sorrisi e bandiere hanno partecipato alla marcia, non ho trovato nemmeno programmi, idee, impegni per combattere e ridurre la corruzione che tutti riconoscono essere presente nella Pubblica Amministrazione e che la Corte dei Conti ha stigmatizzato nella presentazione dell’Anno Giudiziario.

Non so perché mi viene da chiedere a chi sono servite le celebrazioni dei quaranta anni della Regione Basilicata? Quanto sono costate? A cosa è servito quel convegno regionale sull’energia, COPAM 2011 tenuto a Matera  nel Palazzo Viceconte (ma il Petrolio non si estrae altrove?) e, poi a Viaggiano?

Quella marcia era anche in ricordo di tutte le vittime di mafia, e del malaffare. E allora mi viene da chiedere quando si chiude l’inchiesta sulla povera Elisa Claps; quando sarà restituito quel corpo martoriato ai parenti per  poterLo finalmente piangere, come solo una madre può fare, e adempiere  ad un gesto così richiesto, e voluto, e carico di amore  e di infinito, quale la sepoltura e la sicurezza  che sarà accolta tra i Giusti nell’eternità.

E mi viene da chiedere: ma quando sarà dissequestrata la Chiesa della Trinità e se ne è stato mai richiesto il dissequestro.

Ed allora mi collego al secondo evento: la morte del nostro giovane concittadino per una overdose. Mi dicono e leggo, che il ragazzo era persona squisita, non tossico. Mi hanno colpito nella vicenda l’invito della Madre, rivolta ai nostri ragazzi e quello della Zia.

Sono vicino a loro, come a tutte le altre famiglie che hanno vissuto lo stesso dramma, nella preghiera e penso che  da questo ennesimo fatto di droga, che ormai investe tutto e tutti in Città ed in Regione bisogna trovare un riscatto. Pensare ad una giornata per questi morti,  per  questo ragazzo e tutti gli altri che paiono dimenticati e rimossi dalla nostra mente, ma non dai nostri ricordi e dal nostro cuore, sarebbe atto di grande Carità. Celebrare collettivamente tutti i morti di droga, penso, sarebbe atto di grande conforto per quelle famiglie che spesso hanno vissuto in solitudine questa tragedia e oggi vivono il dramma di non avere vicino i propri cari, i propri figli, il concretizzarsi del loro futuro. Sarebbe bello che si costituisse una loro specifica associazione, che finalmente noi genitori iniziassimo a presidiare gli ambienti nei quali si ritrovano i ragazzi, a mostrare attenzione alle loro richiese, ai loro silenzi, alla loro mancanza di parole e di certezze, a richiedere con fermezza progetti e futuro per i nostri figli, evitando di ripercorrere scorciatoie controproducenti.