Prorogata al 22 maggio mostra “Giovani Artisti Ungheresi”

Prorogata al 22 maggio prossimo negli spazi espositivi della Galleria Civica di Palazzo Loffredo, la mostra “La Nuova Europa – Giovani Artisti Ungheresi” a cura di Laura Gavioli, una ricognizione sulla giovane Arte Ungherese, erede di una grande tradizione artistica, che ha conservato, e oggi sta  rivitalizzando, la propria identità culturale, memore del retaggio della Mitteleuropa, dopo il lungo travaglio determinato dagli avvenimenti storici del primo e del secondo 1900 durante la lunga permanenza dell’Ungheria nella sfera del blocco sovietico. Esposte a Potenza, fino al 22 maggio prossimo, 62 opere tra dipinti e sculture di 21 giovani artisti ungheresi.
L’Amministrazione Comunale di Potenza –ha detto il Sindaco Vito Santarsiero- propone, da alcuni anni, eventi culturali di notevole importanza che hanno riscosso un notevole successo di critica e di visitatori a livello nazionale e la richiesta di visitatori, anche da fuori regione, a voler ammirare le opere che arricchiscono la mostra “La Nuova Europa-Giovani Artisti Ungheresi”  ci ha portati a prorogare l’esposizione.
Nella selezione degli artisti –ha scritto Laura Gavioli- si percepisce il trascorrere di tre generazioni che possono essere comprese tra il 1964, nascita di Robert Csáki, e il 1982, anno di nascita di Márta Czene.
La prima generazione, che maggiormente ha sofferto la condizione politica, è caratterizzata da un gruppo che si è concentrato con passione e rigore negli studi della grande tradizione dell’arte internazionale del passato, come si può comprendere osservando l’opera pittorica di Csáki, o le sculture di Taubert e Párkányi ; altri artisti, partendo dagli stessi presupposti hanno letteralmente reinventato un canone espressivo personale, strettamente individuale all’interno del linguaggio pittorico, come nel caso di Attila Szűcs e di Adrián Kupcsik.
Alla seconda generazione, nella quale è compreso il maggior numero di artisti, possiamo collegare personalità che sentono fortemente il bisogno del racconto, come Márton Takáts, Mozés Incze, Gabór Szenteleki oppure, come nel caso di Dorottya Szabó, di Balázs Duronelly e di Rabóczky Judit, tutti artisti che cercano, attraverso mezzi espressivi meno convenzionali, di portare l’osservatore ad una riflessione diversa, sia sull’opera d’arte che sul suo destino. Casi isolati di riflessione intima sono impersonati da Attila Kondor, Imre Elek, Borbála Szanyi e, nella maniera originale di un primitivismo metropolitano, da Krisztian Sándor.
Alla generazione dei più giovani, nati negli anni Ottanta, appartengono scelte stilistiche molto individuali come possiamo riscontrare nel lavoro di József Csató e di Andrea Papageorgiu, di Eszter Sipos e di Ágnes Verebics, di Ágnes  Tóth e Márta Czene. Si passa da una figurazione del quotidiano con un pensiero a Bonnard di Csató, all’impostazione pop di Sipos, alla passione per la manipolazione del fotogramma di Verebics, fino al rapporto di riflessione sull’io di Ágnes Toth e a quello letteratura-cinema privilegiato da Márta Czene,  due delle artiste di punta di questa selezione.

 Tipologia e numero delle opere:

Circa 60 opere tra dipinti, incisioni e sculture

 Gli Artisti:

21 giovani artisti ungheresi: Róbert Csáki, József Csató, Márta Czene, Balázs Duronelly, Imre Elek, Mózes Incze, Attila Kondor, Adrián Kupcsik, Andrea Papageorgiu, Péter Párkányi, Judit Rita Rabóczky, Krisztian Sándor, Eszter Sipos, Dorottya Szabó, Szanyi Borbála, Gábor Szenteleki, Attila Szücs, Márton Takáts, Laszló Taubert, Ágnes Toth e Ágnes Verebics.

Ingresso: dal martedì alla domenica, ore 9.00 – 13.00 / 16.30 – 20.30. La mostra rimane aperta durante le festività    Ingresso libero

Info e prenotazioni visite guidate
0971415009 – 097127185
archivio.comune.potenza.it
info.galleriacivica@comune.potenza.it