Consiglio Comunale del 28 aprile 2011

Il Consiglio comunale si apre alle 10,15 con il presidente Vincenzo Santangelo che dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, provvedimento votato all’unanimità, cede la parola all’assessore al Bilancio Federico Pace che illustra il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2010. “Di questo bilancio consuntivo, l’Amministrazione può andarne fiera, esso rappresenta i miglior consuntivo degli ultimi cinque anni e ciò non solo dai numeri pure positivi che emergono dalla gestione finanziaria dell’Ente (che chiude con un avanzo finanziario di competenza pari a 40.000 euro, ed un avanzo di amministrazione di circa 122.000 euro), ma perché rappresenta il coronamento di un complicato e difficile lavoro di risanamento a cui gli uffici si sono dedicati con spirito di abnegazione fin dal 2006 e che oggi ci consentono di poter affermare di essere di fronte ad un bilancio povero sì, ma sostanzialmente risanato. Possiamo dire di aver definitivamente archiviato la triste storia dei riconoscimenti di debiti fuori bilancio per errate procedure espropriative che, nell’ultimo quinquennio hanno gravato sulle nostre casse per 26 milioni di euro; grazie ad un una illuminata politica di transazioni finalizzate a prevenire condanne giurisdizionali sfavorevoli all’Ente, attraverso accordi bonari tra le parti, abbiamo raggiunto risultati straordinariamente positivi con cui abbiamo superato le pesantissime eredità del passato, ve ne ricordo solo alcune tra le più importanti: dalla transazione “Russillo”, con il Comune ha pagato solo 2,2 milioni di euro a fronte di 4 milioni di danni per errate procedure espropriative relativamente all’aree occorse alla costruzione degli alloggi di Via Ondina Valla (e ciò ci ha anche consentito di vendere ai legittimi assegnatari la gran parte degli alloggi medesimi dopo uno stallo burocratico durato quasi tre anni); alla transazione con l’Asi, dove il Comune di Potenza ha pressoché azzerato per compensazione un contenzioso di 3,5 milioni di euro derivante dalla depurazione delle acque reflue della città relativo alle annualità precedenti al passaggio del servizio idrico integrato in capo ad Aql; dalla vicenda “Scancase” risoltasi in un favorevolissimo accordo bonario con l’Avvocatura dello Stato con cui l’Ente ha riconosciuto la sola sorte capitale del contenzioso dimezzando di fatto il proprio esborso finanziario, all’accordo con l’Aquedotto Pugliese per questioni di fornitura idrica risalenti al decennio precedente il 2004 e che abbiamo chiuso per 300.000 euro, poco più di un terzo del valore conteso. L’ultima grande transazione, attualmente in corso, riguarda l’annoso contenzioso con le Fal, un contenzioso del valore di circa 4 milioni di euro e che confidiamo di concludere nelle prossime settimane per un importo che probabilmente riusciremo a decimare. Siamo anche riusciti a ridurre l’indebitamento complessivo dell’Ente che è passato dai 140 milioni di euro del 2006 agli attuali 116 milioni, ma la manovra sul debito sarà completata verosimilmente entro il prossimo mese di Giugno:  è attesa a giorni la pubblicazione dell’avviso per la vendita dell’immobile adibito a Palazzo di Giustizia, abbiamo già una manifestazione formale di acquisto, confidiamo e ci aspettiamo offerte migliorative, contiamo di abbattere ulteriormente e notevolmente il nostro debito così da poter conseguire i benefici finanziari ormai a voi tutti noti e conseguire quindi, questo strategico obiettivo di finanza pubblica. Nonostante le nostre note criticità finanziarie, abbiamo rispettato il Patto interno di Stabilità  con un saldo finanziario positivo per olte 2 mln. di euro. Un risultato per certi versi insperato se si considerano sia le querelle nazionali che hanno visto protagonisti i Sindaci dei più grandi comuni d’Italia, sia il dato statistico che vede quasi il 50% dei comuni non rispettare il Patto. E come Comune capoluogo, aderiamo al Patto regionale Territoriale mettendo a disposizione della cassa comune, della Regione, delle due Province e di tutti i comuni lucani con popolazione superiore a 5000 abitanti, i nostri saldi finanziari positivi ai fini del Patto appunto, per poter consentire anche agli altri Enti di rispettare questo importante strumento di controllo della finanza pubblica attraverso proprio la reciproca compensazione dei saldi finanziari tra Enti diversi. Rispettiamo i principali parametri finanziari imposti del Ministero dell’Interno perché non fossimo catalogati come Ente strutturalmente deficitario, viene completata una vera a propria operazione di “pulizia” dei residui dell’Ente tale che la loro incidenza sugli accertamenti di competenza passa dal 199% del 2006 al 119% di quest’anno.  Abbiamo pressoché azzerato le Consulenze esterne, abbiamo abbattuto i cosiddetti costi della politica (missioni, spese di rappresentanza, auto di servizio, e così via) al livello più basso dei capoluoghi d’Italia (Indagine “Autonomie” periodico di informazione enti locali mese di Marzo 2010); Entusiasmanti i dati sulla lotta all’evasione fiscale che presenta un incremento di quasi 800.000 euro rispetto alle previsioni di inizio anno; un versante, questo, dal quale ci aspettiamo ulteriori importanti risultati attraverso l’istituito Consiglio tributario e l’attivato sistema Informativo Territoriale che incrocerà i dati fiscali dei contribuenti mettendo in rete gli accertamenti dell’Ente, con l’Agenzia del territorio e l’Agenzia delle Entrate: anticipando, in un certo senso, lo spirito autonomista e di autosufficienza sul controllo tributario auspicato dal Federalismo fiscale. Cogliamo risultati da manuale sul valore di capacità di spesa corrente rispetto alle previsioni ( 99,32%), la spesa per i personale che subisce un’ulteriore contrazione rispetto al 2009, attestandosi al 27,9% della spesa corrente e confermando una incidenza tra le più basse in Italia ( la media italiana è del 34%, dati 2009), incrementiamo la copertura dei costi dei servizi a domanda individuale portandola al 57% rispetto alla percentuale minima prevista dalla normativa vigente del 36%. Nel coso del 2010 abbiamo finanziato ed avviato opere  per oltre 10 milioni di euro e che hanno riguardato, oltre una rimodulazione per il completamento del nodo viario del Gallitello, quasi 2,5 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole, il completamento della riqualificazione di Rione Cocuzzo, la costruzione di nuovi loculi, la riqualificazione dell’area cimiteriale, manutenzioni straordinarie della viabilità rurale, urbana, degli impianti sportivi e del patrimonio comunale più in generale. Le opere avviate negli anni precedenti, sono state tutte ultimate ovvero in avanzato stato di realizzazione, solo per citare le più importanti, ricordiamo: la viabilità di accesso al Nodo Ospedaliero, la riqualificazione delle fontane cittadine, il collegamento meccanizzato Stazione Inferiore-Stazione autolinee, riqualificazione immobile ex Ipias, messa in sicurezza della Domiziano Viola e del III circolo di via Verdi, nonché l’aggiudicazione dei lavori del Parco fluviale del Basento e della riqualificazione di Piazza Mario Pagano. Appare a questo punto doveroso informare l’Assise che sul documento contabile, il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, che sintetizza un pò gli elementi essenziali della relazione al Rendiconto di gestione,  è favorevole. Colgo l’occasione per salutare il neoeletto Collegio, ringraziarlo per il lavoro profuso in questo parere, data anche la ristrettezza dei tempi, ed augurar loro un proficuo lavoro in questo Ente.  Per il resto, la gestione di competenza ci mette di fronte ad un mero atto amministrativo – contabile che a stento è riuscito ad assicurare i servizi minimi alle sole finalità istituzionali dell’Ente. Sei anni di tagli indiscriminati dei trasferimenti dallo Stato per un totale di circa 9 milioni di euro, una diffusa e generalizzata diminuzione dei trasferimenti Regionali sulle funzioni delegate, una spesa corrente che subisce una compressione di 2 milioni di euro rispetto al 2009 (al netto dei due milioni di euro di incremento Tarsu) e se a  tutto questo ci aggiungiamo la nota rata mutuo di 12 milioni di euro per far fronte al nostro enorme debito,  con un pizzico di rammarico mi sento di poter affermare che, di anno in anno, gli sforzi profusi da politiche di bilancio improntate al rigore, alla razionalizzazione, alla continua ricerca di efficienza della macchina amministrativa, sono state sistematicamente vanificate dal susseguirsi inesorabile delle manovre finanziarie dello Stato.  I nostri sforzi, sono serviti a Tremonti per far quadrare i conti di uno Stato che ha scaricato sui comuni la scure della finanza pubblica, spostando di fatto il conflitto sociale intermini di minori servizi erogati, dal livello centrale a quello periferico. Un Governo che apparentemente non aumenta le tasse, ma che mette nelle condizioni le Regioni ed i comuni e ridurre drasticamente i servizi alla collettività in termini di sanità, di trasporto pubblico, di servizi sociali, di viabilità, manutenzioni e così via. Oggi ci troviamo ad una svolta epocale, il federalismo fiscale è legge, un argomento di cui se ne è parlato troppo poco, colgo l’occasione per proporre a questa onorevole assise, un Consiglio Comunale dedicato a questo argomento fondamentale per la vita di ogni cittadino. La città deve essere informata su quali effetti, oserei dire devastanti, produrrà l’attuazione del federalismo fiscale non solo per la città Capoluogo, ma per tutti i Comuni del Mezzogiorno d’Italia; ne parleremo in questa auspicata giornata di dibattito, oggi vi dico solo che l’Ente è nell’impossibilità oggettiva e soggettiva di predisporre il bilancio di previsione per il 2011: i tagli dei trasferimenti dallo Stato ammontano a 12 milioni di euro per il triennio 2011/2013, il fondo perequativo, così come ipotizzato, non compenserà alcunché rispetto ai minori proventi federali che i comuni del sud avranno rispetto a quelli del nord; in attesa dei decreti attuati, gli uffici finanziari sono nell’oggettiva impossibilità tecnica di individuare i canali di entrata derivanti da cedolare secca, imposta di registro, compartecipazione Irpef, nonché della cosiddetta iva regionalizzata; né tantomeno è ipotizzabile prevederne gli importi e quindi gli stanziamenti in bilancio. A nulla sono valse le frequenti comparazioni tra quanto introitabile in meno, con il nuovo sistema dai Comuni rispetto agli aboliti trasferimenti statali da anni in godimento agli stessi. Ebbene, da questa vicenda è emerso un grave difetto della politica, anche di quella più rappresentativa, che appare irresponsabile nell’ esercizio di disaminare gli eventi senza neppure conoscerli, persino quelli vitali per il futuro della collettività. E’ quanto sta succedendo ed è successo in Italia sul federalismo fiscale, nei confronti del quale vegeta l’assoluta ignoranza. Quando il nostro Sindaco si è accorto dell’inganno rischiando di rompere il tavolo delle trattative in seno alla direzione nazionale dell’Anci e proponendo provocatoriamente il ritorno al criterio della cosiddetta  “Spesa Storica”, è stato bollato come un untore! Ed era ormai, troppo tardi! Cosa succederà ai comuni con il provvedimento attuativo in itinere?  E cosa dire poi dei cosiddetti Costi standard: signori, questo è il più grande rompicapo mai escogitato.  Cerchiamo di spiegarlo in parole povere. Prendiamo ad esempio il trasporto scolastico dove il Comune di Potenza, con vasto territorio rurale ha dei costi del servizio molto più alti del Comune di Varese che ha un territorio molto più ristretto ed urbano. Come si riuscirà a far quadrare i conti in base all’applicazione dei costi standard ? Il Comune di Potenza dovrà rivedere  il servizio riducendo i punti di raccolta degli studenti per rimanere nei parametri dei costo standard stabilito, quindi ci rimetteranno i cittadini che abitano in questo Comune che sicuramente è quello più disagiato con un servizio più costoso data la vastità del territorio. Occorre parlarne. Ciò allo scopo di rendere consapevoli i cittadini del contenuto di quel progetto politico che ha portato il centrodestra ad attuare nel 2009, con l’astensione del centrosinistra, quanto deciso da quest’ultimo con la riforma costituzionale del 2001. Non ne faccio una questione di appartenenza politica, maggioranza ed opposizione, insieme, hanno il dovere di dibattere sul futuro della nostra collettività ed informare la città sugli effetti delle scelte legislative consumate e quindi, sulle responsabilità politiche assunte di fronte alla Nazione. Quello che ci stanno propinando non ha niente a che vedere con il federalismo  quello vero e non capisco come la Lega possa cantar vittoria. Se ne accorgeranno ben presto gli elettori leghisti quando anche loro si vedranno o ridotti i servizi oppure aumentate le tasse, perché anche i Comuni del Nord, notoriamente ricchi e beneficiari principali delle scelte federaliste, avranno problemi a chiudere i loro bilanci”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta chiede che la relazione dell’assessore possa essere acquisita dai gruppi consiliari e l’inizio del dibattito sia rinviato al pomeriggio. A favore della proposta si pronuncia il consigliere del Pdl Antonino Imbesi. Contro il capogruppo di ‘Con Santarsiero per Potenza’ Antonio Smaldone. I lavori vengono sospesi alle 10,50 per riprendere nel pomeriggio.