In merito alla questione dell’ordinanza che dovrebbe proibire la vendita, la somministrazione e consumo del vino durante il pranzo dei Portatori del Santo, intervengono i consiglieri Coviello e Fanelli (FLI) i quali dichiarano:
“Il pranzo dei portatori è l’anima goliardica e festosa delle celebrazioni in onore di San Gerardo e non può essere “stoppata” da un’ordinanza che risponde forse alle esigenze di una sparuta minoranza della città. Se ‘Piazza Prefettura’ è il salotto buono della città, è anche il luogo di maggiore aggregazione dei tanti giovani potentini che durante questi festeggiamenti si incontrano e si confrontano all’insegna della tradizione, della celebrazione ma anche della goliardia che – a quanto ci risulta – non ha mai ucciso nessuno”.
Del resto l’evento del Pranzo dei Portatori, iniziato non tanto tempo fa come un pranzo tra un manipolo di amici è, anno dopo anno, cresciuto sempre più tanto da raggiungere, oggi, una partecipazione considerevole: si parla di oltre mille prenotazioni già giunte.
Si potrebbe dire che sia dunque la vera anima delle celebrazioni per le festività di San Gerardo e certo non si può liquidare con un’ordinanza tout court un evento come questo che negli anni ha visto la partecipazione, compreso chi vi scrive, di diversi esponenti politici, alcuni dei quali oggi vorrebbero proibirne o limitarne lo svolgimento. Né se ne comprendono bene le motivazioni dal momento che durante lo svolgimento del ‘famigerato pranzo’ non si sono mai verificati eventi delinquenziali né si è arrecato danno al bene pubblico.
Si tratta di una festa popolare tradizionale come ce ne sono tante in tutte le parti del mondo e non c’è forse neanche bisogno di guardare tanto lontano: la Bruna a Matera, le Cantine a Sant’Angelo… e poi il Palio di Siena, la corsa del toro a Pamplona, ecc… e a noi non risulta che alcun sindaco abbia mai proibito l’uso del vino in una di queste manifestazioni né che si siano svolte consumando esclusivamente acqua.
E poi fa parte della tradizione della nostra regione, della nostra gente il consumare il pasto accompagnandolo con un bicchiere di vino. Chi non lo fa! Il pranzo è un ritorno alle radici, alle feste celebrate dai nostri nonni quando la festa era un bicchiere di vino fatto in casa, un organetto e il quartiere riunito in balli e canti. La nostra generazione è la prima, vera generazione che sente nuovamente forte questo legame, che cerca di interpretarlo a pieno, oggi come ieri.
Invitiamo quindi il Sindaco a rivedere le sue intenzioni soprattutto perchè troviamo assolutamente sbagliato il modo con il quale si è proceduto fino ad ora: si può discutere e cercare di trovare una soluzione condivisa, ma emanare un’ordinanza senza un momento di confronto rischia di essere una incomprensibile forma di ostruzionismo. Bisogna educare e non soffocare!
Ci saremmo aspettati un atteggiamento differente dall’Amministrazione cittadina rispetto al fatto che il Pranzo dei Portatori affascini un cospicuo numero di “forestieri” attirandoli in città (e questo è positivo per una città che certo non vive di turismo); ci saremmo aspettati che, rispetto all’esagerato consumo di vino, l’Amministrazione si adoperasse altrimenti, magari con una maggiore azione di controllo (di concerto con le forze dell’ordine), con una più numerosa predisposizione di bagni chimici, con una maggiore attenzione per l’accoglienza di quanti si riverseranno durante questi giorni in città; ci saremmo aspettati e ancora ci aspettiamo un maggiore dialogo quale unica via percorribile per giungere ad una soluzione che non sia la non celebrazione – questo anno – del patrono con la Parata dei Turchi ma anche con l’ormai tradizionale Pranzo dei Portatori.