La seduta si apre alle 9,50 e, subito dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, posta in votazione dal presidente Vincenzo Santangelo e approvata all’unanimità, si procede con la discussione del primo punto all’ordine del giorno, la mutazione di destinazione d’uso e trasferimento al demanio comunale di una porzione di terreno civico in contrada Botte dove realizzare opere di interesse generale per la popolazione, delibera illustrata dall’assessore al Patrimonio Federico Pace. Il primo intervento dagli scranni dell’aula è quello del consigliere del gruppo misto Rocco Coviello. “Si parla di terreni agricoli e quindi la mia preoccupazione è d’obbligo: la gestione del patrimonio necessita di particolare attenzione, constatato come si giunga da anni contraddistinti da tempi eccessivamente lunghi”. Il presidente della Terza Commissione consiliare Beniamino Straziuso (Pd) invita “il presidente della Sesta commissione Antonio Losasso a lavorare congiuntamente sul tema del paino antenne”. La delibera viene approvata all’unanimità. Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Pietro Campagna passa a illustrare il provvedimento successivo che riguarda le modalità di determinazione del contributo di costruzione, (il costo di costruzione passa da 256,38 a 274,15 euro, gli oneri di urbanizzazione primaria -previsto il meccanismo dello scomputo- e secondaria), e della disciplina della realizzazione delle opere di urbanizzazione, “il tutto per il necessario adeguamento alle indicazioni giunte dall’Istat”. Anche in questo caso il primo intervento è quello di Rocco Coviello che annuncia il suo voto favorevole evidenziando come “con il deliberato viene applicato un concetto importante, così come non è stato fatto in precedenza, vale a dire che le urbanizzazioni e le spese relative vengano prima dell’edificazione degli immobili”. Il consigliere Straziuso parla di “una delibera che fin dal primo momento ha visto una grande comunione di intenti durante i lavori svolti in Commissione”. Anche in questo caso il provvedimento è approvato all’unanimità. L’assemblea passa a discutere il disciplinare per le parate e le rievocazioni storiche dedicate alla commemorazione di San Gerardo patrono della città di Potenza. Prende la parola il Sindaco: “Istituzionalizziamo il momento principale della vita civile della nostra comunità. La città si stringe attorno alla propria storia e ricorda momenti significativi della propria cultura. La città entra in festa anche attraverso momenti ludici, di festa, in piazza, riesce a vivere con particolare intensità la parata dei Turchi e il momento principale religioso, con la processione dedicata al santo patrono. Due momenti che appartengono al dna dei potentini da secoli. Ripiegarsi sulle motivazioni più profonde di questi momenti ci ha permesso di proseguire quel percorso di recuperare il protagonismo dei potentini all’interno della loro storia. Era necessario mettere punti fermi: la parata nel suo svolgimento si è ritenuto dovesse avere dei momenti che non fossero modificati di volta. Che avesse un momento di caratterizzazione istituzionali, che fosse quella e non altro. Necessaria dunque la riflessione storica. La prima parte importante del lavoro fatto dal comitato presieduto dalla dottoressa Pellettieri, al quale partecipano anche don Messina, Viggiano e Paternò, ci pone oggi dinanzi a una parata ancorata a tre quadri storici, le modalità della partecipazione, i costumi, gli apparati scenografici. Gli allegati che accompagnano il disciplinare, il logo, le notizie storiche, le modalità di svolgimento. Rispetto alla storia si parte dal 1111 con l’allora vescovo Gerado La Porta, per passare al 1578, con i Guevara, fino a giungere al 1800 che raccoglie gli aspetti popolari della parata, penso alla ‘Iaccara’. Siamo giunti a questo passo anche grazie all’organizzazione di appositi convegni, che ad esempio hanno esaminato la figura del corsaro assoldato per combattere i cristiani e che i turchi vollero a comandare la loro flotta, figura a metà tra leggenda e realtà, quello che noi chiamiamo ‘Civuddin’. Si fa festa perché c’è una grande storia e una grande devozione a santo Gerado”. La presidente Pellettieri spiega “che oggi si conclude un percorso cominciato lo scorso anno. Aspetti storici, antropologici, tradizionali vengono regolarizzati attraverso questo disciplinare, già a partire dalla data. La cattedrale di Potenza sorge già nel V secolo, con la festa dedicata al santo patrono di allora, Oronzo. L’evoluzione della diocesi, con la seconda generazione dei vescovi, quella dei normanni, la popolazione volle patrono il vescovo La Porto. Il Keraidin, il pirata, e il 1578, non hanno alcun collegamento con questa fase e per questo è stato ritenuto di raccoglierla in due quadri diversi, inseriti però all’interno della medesima festa, con un particolare scambio di ruoli che vede san Gerardo su una nave e Civuddin su un carro trainato da buoi. Il disciplinare non cristallizza la festa ma ne fissa i momenti principali”. “Il costo di fitto di abiti, armi e altro, che ogni anno sono necessari per la parata, notevole, grazie al disciplinare, potrà essere abbattuti, passando dal fitto all’acquisto”. Il presidente della IV Commissione Franco Casella (Pd) sottolinea “il dibattito serrato svolto per giungere alla definizione del documento, con contributi importanti come quello del consigliere Rocco Summa che ha chiesto che all’interno della parata venisse riservato uno spazio dedicato alle persone diversamente abili”. Il consigliere Rocco Coviello esprime apprezzamento “per il lavoro svolto da tutti. Adesso bisogna guardare con maggiore attenzione al momento goliardico che con grande sforzo stanno organizzando la generazione di giovani potentini, che offrono un contributo importante a questi giorni di festa. L’Amministrazione dovrebbe farsi carico di istituzionalizzare anche le altre serate”. Il coordinatore dei gruppi d’opposizione Giuseppe Molinari parla “di un provvedimento estremamente importante. I Turchi forse non sono mai arrivati a Potenza, il Basento non è mai stato navigabile, forse dunque si tratta di una leggenda, comunque di una festa pagana. Disciplinare la parata storica, più che istituzionalizzare la festa che già lo era ci consente di porre dei paletti fermi. Dobbiamo tendere a trasformare la festa in una settimana di festeggiamenti, magari dividendo la parata e i quadri in tre serate diverse, per recuperare la vera essenza della festa patronale. Proporrei inoltre la nascita di un comitato festa, magari per avere cantanti di rilevanza almeno nazionale. Il momento ludico è importante con l’auspicio che rimanga entro i canoni della correttezza, confidando molto nella responsabilità dei giovani che parteciperanno. Bisogna allargare ancora di più al mondo associativo, ai comitati di quartiere, alle scuole”. Per il capogruppo dei Dec Angelo Laieta “era importante che il Sindaco avesse messo insieme un comitato scientifico più laico, per ottenere un lavoro che rappresentasse tutta la città di Potenza. Un comitato così ristretto rappresenta l’intera città? Per quest’anno e per gli anni futuri?. Il lavoro svolto è stato in ogni caso encomiabile. Bisogna studiare il modo per far partecipare tutti i potentini, sostenendo concretamente queste giornate di festa”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta dà atto “all’Amministrazione comunale di aver sottratto al volontariato, fattivo e prezioso, che però non aveva un approccio storico-culturale al principale evento cittadino. Una manifestazione si sintetizza si racchiude nell’evocazione ‘il restauro della memoria’. Serviva un punto di riferimento certo e importante e il lavoro meticoloso compiuto lo ha prodotto. La questione economica è importante sia per la parte pubblica sia per la parte privata. Questa manifestazione culturale deve essere promozionata affinché possa essere conosciuta e apprezzata anche fuori dai confini regionali. Dovremmo, in un ottica di contestuale riqualificazione del centro storico, pensare anche alla valorizzazione delle porte storiche della parte antica di Potenza”. Il capogruppo del Pdl Fernando Picerno oltre a complimentarsi per “il lavoro svolto dalla dottoressa Pellettieri e dagli altri esperti, che hanno operato gratuitamente. Importante un maggior coinvolgimento delle scuole e delle altre componenti cittadine”. Il presidente del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza’ Antonio Smaldone ci dice “concorde nell’allungare i festeggiamenti. Pensare a pranzi nei diversi quartieri e altro, anche se il disciplinare resta un caposaldo da approvare oggi e difendere negli anni che verranno conservando lo spirito filologico che lo ha determinato”. Il rappresentante del gruppo misto Emilio Libutti esprime “il voto favorevole, auspicando che il radicamento della parata lo conduca a diventare sempre più tradizione consolidata, evitando i continui cambiamenti”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra spiega “che l’obiettivo principale è stato e resta quello di radicare questa festa nel cuore di noi potentini. Il disciplinare, di ottima fattura, non può che essere un punto di partenza. Rispetto al già citato Palio di Siena, in quel caso la contrada vincitrice mette in luce l’anima della festa, che dovremmo essere in grado di realizzare anche a Potenza. E’ importante che tutta la città se ne appropri. I ‘Portatori del Santo’ che di questa città fanno parte a pieno titolo, sono quelli che tengono alta questa manifestazione, non solo per quel che riguarda l’aspetto sociale, ma la tengono alta proprio nell’anima. Il compito della politica è quello di rivitalizzare queste realtà sociali, sicuramente responsabilizzando questi ragazzi, anche consentendo che nel salotto buono della città, piazza Prefettura, svolgano il pranzo, dando anima anche al salotto buono. Gli eccessi non possono essere tollerati. Fatto il disciplinare mi auguro che la politica faccia un passo indietro e lasci l’iniziativa ai privati, magari a un necessario comitato festa”. Il consigliere del Pdl Antonino Imbesi cita “le lamentele ricevute nei mesi precedenti. Tra queste una che parla di un comitato all’interno del quale c’è la presenza di persone non esperte in storia”. Anche il consigliere cita la festa del Palio di Siena affermando “che il disciplinare è un punto di partenza”. Nella replica il sindaco Vito Santarsiero vede con interesse “le molte sollecitazioni giunte, anche guardando alle altre città, ma la nostra festa è la nostra e il coraggio di aprire un confronto sulla festa patronale ne sancisce ancora una volta l’importanza, avvalorata dall’ottimo lavoro svolto dall’ottima commissione. Abbiamo lavorato per il protagonismo della città, per la partecipazione collettiva, ottocento figuranti, centinaia di volontari, 15 associazioni che hanno partecipato alla definizione della parata, il momento storico, il momento dell’identità. Pensando alla processione religiosa, anche in questo caso si esprime il carattere profondo della nostra comunità, attraverso il silenzio, la preghiera, la meditazione. Il momento ludico è comunque importante. I Portatori del santo hanno di fatto costituito un comitato festa che ha drenato risorse dalla città, non avendo risorse pubbliche. Certamente si può lavorare per arrivare a definire un programma di manifestazioni che interessi i 5 giorni. Rispetto al pranzo di piazza è lapalissiano che il passaggio dal pranzo dei soli portatori della statua sacra a quello del pranzo collettivo debba evitare ogni forma di eccesso. Per la location è importante un confronto una volta terminati i festeggiamenti. 450 persone da Taranto, la presenza del Sindaco di Piacenza, gruppi organizzati di centinaia di persone da Roma e da Napoli, questi alcuni dei numeri di un grande evento per l’organizzazione del quale non può che andare un sentitissimo ringraziamento a tutte le associazioni e a tutti gli uffici comunali coinvolti, all’Acta, al Cotrab, alle Fal, alla Croce Rossa e a tutti gli altri”. Il disciplinare viene approvato all’unanimità. L’assemblea passa alla discussione della delibera riguardante le modalità operative per la vendita parziale delle aree ai proprietari degli alloggi che insistono sulle aree comunali che si trovano nelle zone di Macchia Giocoli e Murate, già discussa nel corso della precedente seduta, quella dello scorso 18 maggio. Il presidente della Seconda commissione Coviello nello spiegare l’andamento dei lavori svoltisi all’interno dell’organo consiliare parla di un documento ottimo svolto grazie al lavoro egregio svolto dai consiglieri comunali “non così si può dire per quel che riguarda gli uffici. L’emendamento riscrive completamente il deliberato”. Il consigliere del Pd Angelo Raffaele Rinaldi spiega che questa “delibera paga lo scotto di un iter molto difficile, figlio di due provvedimenti giudiziali rivenienti da espropri non corretti effettuati dal Comune anni addietro. Ci si è mossi per garantire pari trattamento a tutti i cittadini. Perfetta la sinergia tra Amministrazione e uffici comunali. Gli emendamenti sono frutto di una profonda condivisione tra tutti i consiglieri”. La delibera viene approvata a maggioranza con il voto di astensione del solo consigliere Rocco Coviello. Il capogruppo Pd Carretta, chiede di rinviare la discussione dei punti ancora iscritti all’ordine del giorno al Consiglio che si andrà a convocare “mancando molti consiglieri”. Imbesi si pronuncia contro il rinvio “perché la delibera che riguarda i rilievi della Corte dei Conti sul Bilancio di previsione 2010 va discussa molto prima della discussione del Bilancio preventivo 2011”. Dopo un confronto tra i consiglieri Imbesi, Rocco Liccione (Pd) e il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza, la proposta viene approvata e il Consiglio termina i lavori alle 13,20.