“Primo Energy day: parole, parole, parole. Solo parole perché nei fatti la città di Potenza è indietro riguardo agli impegni presi per lo sviluppo di una politica energetica rispettosa dell’ambiente e capace di produrre effetti benefici sulla qualità della vita dei residenti nel capoluogo lucano”.
Lo affermano i gruppi di opposizione in seno al Consiglio comunale di Potenza: Fli, Dec, Lista civica per la città, I Socialisti, Mal- Mpa che evidenziano, all’indomani del comunicato stampa sull’apertura a Potenza della due giorni dedicata agli “interventi ed azioni per una città rinnovabile e sostenibile”, quanto il capoluogo di regione sia di fatto indietro rispetto ad altre città italiane ed europee per quanto riguarda la crescita di una cultura e di una politica incentrata ad incentivare energia pulita ma anche uno stile di vita nel rispetto dell’ambiente.
“Solo per cominciare – evidenziano i gruppi di opposizione- sarebbe il caso di ricordare il bando sul fotovoltaico andato deserto, e non solo una volta. Da notare anche il ritardo con cui l’amministrazione comunale ha messo a punto l’avviso pubblico snobbato dagli imprenditori che probabilmente hanno ritenuto poco conveniente rispondere all’appello del Comune. Per proseguire si può anche ricordare come il programma che prevedeva una razionalizzazione dell’illuminazione pubblica in città sia rimasto sostanzialmente solo un’idea concretizzata unicamente nel centro storico ed in parte a rione Francioso dove, però, da un’illuminazione eccessiva si è passati al buio quasi totale, così come lamentano i cittadini del quartiere. Mentre in alcune campagne non si accendono i lampioni della luce in altre aree vi è uno sperpero. Non possiamo dimenticare le buone intenzioni tradite per incentivare la raccolta differenziata nella città di Potenza dove sarebbe necessario un sistema di raccolta dei rifiuti diretto, incentrato sul sistema porta a porta mentre, invece, dopo l’aumento della Tarsu lascia ancora a desiderare il classico metodo di recupero dei rifiuti mentre continua il valzer delle cifre sulla raccolta differenziata. Non servono spot e campagne di comunicazione come quelle organizzate di recente per sensibilizzare i cittadini se poi non seguono azioni concrete per migliorare il sistema di raccolta rifiuti”.
“Sull’inceneritore di Pallareta, alle porte di Potenza, bisognerebbe fare un discorso a parte ma ci limiteremo – continuano- solo a dire che dopo l’audizione nella competente commissione consiliare, il 20 maggio scorso è stato comunicato che l’impianto, costato fino ad oggi 17 milioni e 857 mila euro, non è ancora completato e che bisognerà attendere il collaudo con un costo di 750 mila euro a cui si aggiungeranno i circa tre milioni e mezzo di euro annuali che serviranno per la gestione. Soldi, secondo alcune associazioni ambientaliste, non spesi bene visto le caratteristiche dell’inceneritore il quale servirà, dicono, a ben poco. Ci chiediamo, inoltre, perché il piano di esercizio dei trasporti, dopo la sua approvazione cinque mesi fa, non è ancora entrato in funzione e perché non si vede neanche l’ombra della gara d’appalto per la sua gestione?”.
“Le comunicazioni e le manifestazioni di facciata servono a ben poco dinanzi all’amara realtà: le scale mobili più lunghe d’Europa sono anche le meno utilizzate. La città di Potenza, infatti, detiene ancora il triste primato per quanto riguarda il numero di macchine in circolazione ogni giorno e che in proporzione al numero di abitanti fa certamente capire – concludono – la poca se non nulla efficacia delle politiche a favore del rispetto dell’ambiente”.