“Non servirà certo adottare il cane di quartiere per risolvere il problema del randagismo in città. Pur apprezzando l’iniziativa comunicata dall’assessore all’ambiente è evidente che la questione non è stata adeguatamente affrontata. Piuttosto dell’ennesimo comunicato che annuncia iniziative, sarebbe necessario un comunicato che fornisca i dati, da noi dell’opposizione più volte richiesti, sui risultati raggiunti a riguardo”.
Così il consigliere comunale di Potenza Giuseppe Molinari evidenzia “la mancanza di un censimento della popolazione canina randagia, di un controllo sull’anagrafe canina e sul rispetto della norma relativa ai microchip per il proprio cane. Per affrontare il fenomeno del randagismo servono misure urgenti ma anche un adeguato e dettagliato studio sulle cifre che lo caratterizzano. In questo momento l’amministrazione è in serie difficoltà economiche ma non può continuare a delegare ai cittadini compiti come la cura dei cani randagi. Ai residenti di Potenza si sta chiedendo troppo. Adotta un’aiuola, adotta il cane di quartiere e cosa altro più? In particolare l’assessore all’ambiente dovrebbe essere chiaro e dire quanti soldi ha a disposizione per portare avanti il suo lavoro. I cittadini non possono sostituirsi all’amministrazione comunale ma al massimo affiancarsi, eppure si continua a lasciare che alcuni dei principali compiti del comune siano affidati per buona parte alla responsabilità di chi abita nel capoluogo di regione”.
“Avremmo preferito leggere – continua- un comunicato diverso invece di quello sulle adozioni dei cani di quartiere. Avremmo voluto sapere come e con quali risultati funziona l’ambulatorio veterinario di contrada Trinità Sicilia, ma sappiamo bene che il progetto non è ancora attivo. Ci avrebbe fatto davvero piacere conoscere il numero delle multe fatte dagli ispettori ambientali preparati per affiancare la polizia municipale nel controllo della città, ma anche su quest’ultimo bel progetto tutto tace”.
Secondo Molinari “ tra le tante urgenze da risolvere nel Comune di Potenza, e che in particolare riguardano l’ambiente, si pensa all’adozione del cane di quartiere. Ripeto: nulla da dire sul progetto in sé ma nel contesto di degrado ed abbandono in cui vivono i cittadini di Potenza sembra davvero troppo poco e per niente incisiva la politica per la cura dell’ambiente. Siamo lieti di sapere – conclude Molinari – che ai cani sarà assicurato tutti i giorni un pasto, ma questo non garantirà maggiore sicurezza per i cittadini”.