Consiglio Comunale del 27 e 28 giugno 2011

La seduta si apre alle 10 e il presidente Vincenzo Santangelo, dopo aver posto in votazione la delibera inerente ai verbali della seduta precedente, approvata all’unanimità, illustra quale sarà lo svolgimento dei lavori “così come concordato dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari”. I tre punti in discussione, che l’assessore al Bilancio è invitato a illustrare all’assemblea congiuntamente, sono: il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per quel che riguarda l’aggiornamento rispetto al triennio 2011-2013; le modifiche al Regolamento comunale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; approvazione del bilancio di previsione 2011, del bilancio pluriennale e della relazione previsionale e programmatica per il triennio 2011-2013, nonché del programma triennale 2011-2013 e dell’elenco per l’anno 2011 dei lavori pubblici. L’assessore Federico Pace esordisce: “Tirare le somme di quello che è stato l’ anno più difficile della storia finanziaria degli Enti Locali, ha rappresentato una prova di singolare difficoltà per gli uffici, per l’intera macchina amministrativa, per la politica,  per tutto il centro sinistra che governa questa Città. Questa di oggi dovrebbe essere un’ importante occasione della vita politica e amministrativa perché, come è noto, il bilancio di previsione  e il pluriennale dovrebbero, in linea di mera teoria, delineare  gli scenari normativi ed economico-finanziari necessari per la programmazione delle scelte amministrative e di governo. Invece, ci troviamo di fronte non ad un documento programmatorio, bensì ad un mero atto amministrativo contabile che a stento riesce ad assicurare i servizi minimi alle sole finalità istituzionali dell’Ente. Sette anni di tagli indiscriminati dei trasferimenti dallo Stato per un totale di circa 9 milioni. di euro, una diffusa e generalizzata diminuzione dei trasferimenti Regionali sulle funzioni delegate per 1 milione di euro (mi riferisco ai servizi sociali, trasporti, mense biologiche ecc…), una spesa corrente che subisce una compressione di 3,5 milioni di euro rispetto al 2010  e se a  tutto questo ci aggiungiamo la rata mutuo di 12 milioni di euro per gran parte derivante da debiti ereditati dal sofferto dissesto finanziario e dal riconoscimento di debiti fuori bilancio; appare di tutta evidenza come la città Capoluogo, oggi più che mai, rischia di rimanere soffocata sotto il peso del suo debito! Un Bilancio nudo dunque, scarnificato nella spesa. Non abbiamo più che cosa tagliare, non ci rimane che incidere dolorosamente sulla quantità e sulla qualità dei servizi offerti: abbiamo risorse calibrate per un comune di 65.000 abitanti e per giunta gravate dal debito di cui vi dicevo, offriamo però servizi all’intera comunità regionale. Ma questo è un ragionamento già consumato lo scorso anno, sempre attuale, ma che non ha sortito effetti costanti nel tempo: lo scorso anno, nel pieno della provocazione dei Ticket d’ingresso, la Regione contribuì con 2,8 milioni alla efficientazione dei servizi della Città capoluogo, quest’anno non vi è traccia di contribuzione in tal senso! Né possiamo sperare di beneficiare di interventi straordinari dello Stato che hanno fatto altrui fortune per ragioni assolutamente analoghe alle nostre, (mi riferisco ai 400 milioni di euro dati al comune di Roma perché riducesse il suo debito storico, ai 60 milioni di euro dati al comune di Catania per risollevare le sorti della sua azienda di trasporto pubblico al collasso finanziario, analoghi importi per il comune di Palermo per intervenire proprio sui costi di smaltimento dei rifiuti, ed in fine la possibilità prevista per decreto legge di congelare gli interessi sul debito dei Comuni che avessero fatto ricorso a strumenti finanziari ad alto rischio, gli svaap e similari, dove il solo Comune di Milano era esposto per centinaia di milioni di euro!). Con un pizzico di rammarico mi sento di poter affermare che, di anno in anno, gli sforzi profusi da politiche di bilancio di questo Ente improntate al rigore, alla razionalizzazione, alla continua ricerca di efficienza della macchina amministrativa, sono state sistematicamente vanificate dal susseguirsi inesorabile delle manovre finanziarie dello Stato. I nostri sforzi, sono serviti a Tremonti per far quadrare i conti di uno Stato che ha scaricato sui comuni la scure della finanza pubblica, spostando di fatto il conflitto sociale intermini di minori servizi erogati, dal livello centrale a quello periferico. Un Governo che apparentemente non aumenta le tasse, ma che mette nelle condizioni le Regioni ed i comuni e ridurre drasticamente i servizi alla collettività in termini di sanità, di trasporto pubblico, di servizi sociali, di viabilità, manutenzioni ecc… Oggi ci troviamo ad una svolta epocale, il federalismo fiscale è legge. La città deve essere informata su quali effetti, oserei dire devastanti, produrrà l’attuazione del federalismo fiscale non solo per la città Capoluogo, ma per tutti i Comuni del Mezzogiorno d’Italia; oggi vi dico solo che i tagli dei trasferimenti dallo Stato ammontano a 13,5 mln. di euro per il triennio 2011/2013. Di fronte ad un caos normativo che non ha precedenti nella storia amministrativa italiana, di fronte al regno sovrano della confusione tra il fondo sperimentale di riequilibrio, la  cedolare secca, l’imposta di registro, la compartecipazione irpef, la c.d. iva regionalizzata; godiamo solo per quest’anno, di una deroga che il Governo ha concesso di fronte alla oggettiva impossibilità dei Comuni di redigere il proprio bilancio previsionale. E le modalità attuative proprio di questa deroga, hanno rivelato la vera identità di questo “federalismo”, una vera e propria farsa, una presa in giro di entità plateale che di fatto ha significato un ritorno al passato e  ad un rinnovato centralismo dello Stato che vuole spacciare per federali i più classici meccanismi ispirati al criterio della Spesa storica. Ebbene, da questa vicenda è emerso un grave difetto della politica, anche di quella più rappresentativa, che appare irresponsabile nell’ esercizio di disaminare gli eventi senza neppure conoscerli, persino quelli vitali per il futuro della collettività. E’ quanto sta succedendo in Italia sul federalismo fiscale, nei confronti del quale vegeta l’assoluta ignoranza. Quando il nostro Sindaco si è accorto dell’inganno rischiando di rompere il tavolo delle trattative in seno alla direzione nazionale dell’Anci e proponendo provocatoriamente il ritorno al criterio della c.d.  “Spesa Storica”, è stato bollato come un untore!  Oggi viene restaurata la spesa storica trasformando l’abrogato Fondo ordinario dello Stato in due proventi federali: il Fondo sperimentale di riequilibrio e la compartecipazione IVA: due voci che ci verranno trasferite dallo Stato e che per giunta si compensano reciprocamente secondo un meccanismo perverso che di federale non ha neanche l’ombra. Ad esempio, se la Città di Potenza, per la vendita del palazzo di giustizia, i numerosi cantieri in essere,l’avvio della programmazione prevista dai Pisu ecc…, dovesse produrre un gettito IVA superiore a quello stimato dallo Stato, la plusvalenza verrà detratta dal fondo sperimentale di riequilibrio! Più saremo bravi a produrre ricchezza e più ne beneficerà lo Stato: ma che razza di federalismo è mai questo… ma si potrà obiettare che questo è solo un regime transitorio, dall’anno prossimo avremo i cosiddetti costi standard. Signori, questo dei costi standard è il più grande rompicapo mai escogitato.  Cerchiamo di spiegarlo in parole povere. Prendiamo ad esempio il trasporto scolastico dove il Comune di Potenza, con vasto territorio rurale ha dei costi del servizio molto più alti del Comune di Varese che ha un territorio molto più ristretto ed urbano. Come si riuscirà a far quadrare i conti in base all’applicazione dei costi standard ? Uno dei due Comuni dovrà rivedere  il servizio riducendo i punti di raccolta degli studenti per rimanere nei parametri dei costo standard stabilito, quindi ci rimetteranno i cittadini che abitano nel Comune di Potenza che sicuramente è quello più disagiato con un servizio più costoso, data la vastità del territorio. Occorre parlarne. Ciò allo scopo di rendere consapevoli i cittadini del contenuto di quel progetto politico che ha portato il centrodestra ad attuare quest’anno, quanto deciso con la riforma costituzionale del 2001. La difesa del principio dell’uguale trattamento dei cittadini, l’ordinato sviluppo del sistema delle imprese e la piena autonomia finanziaria dei Comuni sarebbero gravemente compromessi, se non si riuscisse a porre rimedio alle numerose incongruenze e difficoltà. Innanzi tutto, il meccanismo di distribuzione delle risorse, nello schema proposto, finisce per erogare più soldi non ai territori a minore capacità fiscale, ma a quelli più ricchi. Il maggiore fabbisogno rispetto alle entrate, è ragione non per assicurarne con mezzi adeguati la copertura, ma per consentire ai Comuni più ricchi di ricevere somme superiori al proprio fabbisogno, che per essi medesimi, lo Stato aveva preso in conto. Ancora, manca la valorizzazione dell’autonomia finanziaria ed impositiva degli Enti. Le scelte operate precludono pressoché totalmente lo spazio di libertà per gli Enti poveri. Tutto ciò è aggravato dalla scelta poco felice dell’IRPEF, come tributo su cui fondare l’autonomia tributaria degli enti locali. Oppure sulla Tassa di soggiorno , l’unico tributo che gli Enti oggi possono istituire e che ha fatto la fortuna solo di quei Comuni a maggiore vocazione turistica: pensate che il Comune di Roma, il primo ad istituire questa tassa, ha stimato di introitare non meno di 95 mln. di euro, chiudendo il proprio bilancio senza quasi accorgersi dei tagli e dei problemi legati al Federalismo fiscale. In fine, c’è il problema del rapporto tra Stato e Regioni. La disciplina in materia di finanziamento delle funzioni per assicurare i livelli essenziali delle prestazioni, resta contraddittoria e sconnessa. Si rischia di trasformare le Regioni in mere “Agenzie dello Stato” il quale ha titolo a stabilire l’ammontare della spesa, ne determina le prestazioni ed il costo di esse e verifica  i risultati ottenuti. In poche parole, è lo Stato a stabilire che cosa, con quali risorse ed in quale modo  le prestazioni essenziali debbano essere fornite agli utenti. Dal 2012 i Comuni lucani rischiano il collasso finanziario, non solo il capoluogo, ma tutte le nostre realtà locali non ce la faranno, non ce la possono fare a superare la scure federalista che, nel concreto, comporterà minori risorse  per importi ben più grandi di quelli già preventivamente conosciuti. Le stime dell’Ifel per il 2012 ed il 2013, solo per il Capoluogo prevedono minori entrate nell’ordine di 8/9 mln.di euro (ben oltre i 5,1 mln. già tagliati dal decreto legge n. 78) e di fronte a questi importi, il comparto Comuni non ha soluzioni credibili, non ce la può fare a meno di abdicare al proprio ruolo e alle proprie funzioni diventando meri uffici periferici dello Stato che non potranno erogare nessun servizio utile alla propria comunità. Di qui una necessità, una proposta che offro all’attenzione dell’intero Consiglio, del Centrosinistra, del Partito democratico: facciamolo noi Lucani il vero federalismo fiscale, riappropriamoci veramente delle nostre risorse, ricalibriamo i meccanismi di distribuzione delle royalty del petrolio, dell’acqua, riprendiamoci quanto ci è stato sottratto per finanziare i rigassificatori del Veneto,e proviamo a costituire un Fondo di Riequilibrio Regionale che vada a compensare quanto a tutti i comuni lucani viene e verrà sottratto da questo assurdo Federalismo Fiscale. Questo è il quadro in cui si inserisce questo documento contabile e all’interno del quale, nonostante le nostre lance spuntate,proviamo e mettere in campo operazioni finanziariamente virtuose che, nonostante tutto, ci consentiranno di sopravvivere. Il Piano delle alienazioni immobiliari, la finanziaria lo consente, noi lo attuiamo nella consapevolezza che gli immobili da vendere sono quasi terminati. Questo significa che quel famoso mutuo di 65 miliardi di lire, rinveniente dal passato dissesto finanziario e che fino ad oggi abbiamo coperto dai proventi delle vendite per poco più della metà, presto dovremmo continuare a pagarlo reperendo risorse dai nostri fondi ordinari.  Questo probabilmente sarà l’ultimo anno che potremo utilizzare tali proventi per le finalità di cui sopra, dobbiamo fare presto, accelerare le procedure di vendita, tutelare l’Ente con prezzi di mercato e con procedure chiare e trasparenti. Modifichiamo il regolamento di vendita dei beni dell’Ente, prevediamo procedure ad evidenza pubblica con bandi chiari, valori reali ma con meccanismi rapidi, al passo con i tempi. Interventi strutturali di risparmio energetico. Finalmente, dopo un lungo ma necessario approfondimento tecnico e giuridico, è stato pubblicato il bando che prevede un massiccio investimento di impianti fotovoltaici  mettendo a disposizione del miglior offerente, i diritti di superficie di tutti gli immobili di proprietà comunale compatibili. Un intervento dell’ordine di 8/10 milioni di euro che si autofinanzierà con la cessione dell’incentivo governativo riconosciuto all’Ente per ogni kwatt prodotto e che ci consentirà un rapido azzeramento della bolletta energetica, che ad oggi ammonta a circa 1,8 milioni di euro all’anno. Se a questo riusciremo ad affiancare un credibile e rapido intervento di risparmio energetico su tutta la vetusta rete di pubblica illuminazione, probabilmente, qualora dovessimo consumare meno di quanto riusciremmo a produrre, potremmo addirittura guadagnarci qualcosa dalla vendita dell’energia elettrica. La lotta all’evasione, gli interventi di ottimizzazione e monitoraggio delle utenze idriche (un milione di euro risparmiati!) la rinegoziazione dei contratti di fornitura luce e gas, la riscossione diretta delle entrate ici e tarsu, la vendita del Palazzo di Giustizia ( i cui effetti finanziari ricadranno nel primo semestre 2012 a causa del meccanismo di estinzione anticipata dei mutui in essere con la Cassa depositi e prestiti), la privatizzazione dell’impiantistica sportiva e tutto quanto ampiamente rappresentato nella delibera di risposta ai rilievi mossi  all’Ente dalla Corte dei Conti ed approvata da questa Assise soltanto un consiglio fa, rappresentano le vere scelte programmatorie, lo sforzo profuso nelle politiche di bilancio per la razionalizzazione della spesa ed il risparmio sui costi dell’Amministrazione. Se ne è già ampiamente dibattuto, non mi soffermerò oltre. Avete certamente seguito il rilievo nazionale che ha avuto la veemente protesta dei sindaci della Lombardia che chiedevano al Governo la modifica dei nuovi complessi criteri di calcolo finalizzato al rispetto del Patto di Stabilità per il 2011. Questi comuni, molti de quali molto ricchi, non rispetteranno il patto perché quest’anno nel computo rientrano anche le spese per investimenti. Provo a semplificare oltre modo una materia squisitamente tecnica: i più importati comuni d’Italia ricevono dallo Stato, dalle Regione, dal Cipe e da altri Enti i soldi da destinare ai propri investimenti; questi trasferimenti, in termini percentuali incidono enormemente sui bilanci rispetto alle spese correnti e quindi i saldi finanziari, nonostante i comuni siano ricchi, risultano negativi. Ciò significa che questi Comuni, per poter rispettare il Patto di stabilità, non potranno fare spese per investimento. Questo soltanto per rappresentarvi alcuni paradossi della nostra Italia: i comuni notoriamente ricchi, poiché ricevono una mole enorme di finanziamenti straordinari dallo Stato per investimenti, non rispetteranno il patto di stabilità; il Comune di Potenza,  notoriamente povero, poiché non riceve da altri Enti trasferimenti per spese d’investimento e gli unici investimenti che fa, li fa con fondi regionali e con le proprie forze espresse nel Piano triennale delle opere pubbliche, rispetterà il Patto di Stabilità per il 2011 senza eccessivi sforzi. Quanto ai profili più propriamente programmatici del bilancio di previsione, vorrei limitarmi ad alcuni temi che in questi giorni hanno animato il dibattito politico in commissione consiliare, in città e sulla stampa. La questione RIFIUTI. Dico subito e chiaramente che, se oggi avessimo l’ampliamento della nostra discarica, ridurremmo la Tarsu del 30% al netto dell’aumento di due mln. di euro che dolorosamente e obbligatoriamente siamo stati costretti a fare l’anno scorso. Il meccanismo vizioso funziona pressappoco in questo  modo: la Provincia con Ordinanze del Presidente  indica dove il Comune di Potenza deve conferire i rifiuti, individuando fuori Provincia i siti di smaltimento. In 18 mesi il costo complessivo di conferimento in discariche terze e passato da 90 euro a tonnellata agli attuali 194 euro per logiche di mercato a noi certamente estranee. La Città di Potenza è schiava di questo meccanismo perverso le vicende sono ormai a voi tutti note. Ma su questo tema, siamo ad un punto di svolta. La querelle relativa all’ampliamento della nostra discarica in località Pallareta cominciata quattro anni fa (un ampliamento pari a 95.000 mc., tale da soddisfare il fabbisogno del Comune di Potenza per diversi anni,) lascia auspicare esiti positivi. Il piano di caratterizzazione è finalmente partito, verrà completato in tempi rapidissimi e confidiamo di appaltare i lavori di ampliamento della nostra discarica entro i prossimi sei/otto mesi. Non ci rimane che investire e potenziare la nostra raccolta differenziata. Oggi raggiungiamo la percentuale più alta di Basilicata sfiorando il 30% (abbiamo comuni in provincia che si fermano al 5% ed una media regionale intorno al 15%). A questo punto consentitemi di chiarire un altro delicato aspetto sul tema: secondo un RAPPORTO SUI RIFIUTI SOLIDI URBANI  fatto dal sindacato Regionale della UIL sulle 104 città capoluogo di provincia italiane, una famiglia di 4 persone che vive a Potenza in un appartamento medio di 80 mq. paga 2,18 euro a mq. di TARSU contro i € 4,53/mq. di Napoli, i € 4,00/mq. di Siracusa, Livorno e Benevento e i € 4,12/mq. del Comune di Salerno. Vorrei soffermarmi proprio sul dato del Comune di Salerno che è preso ad esempio per tutti i comuni del Mezzogiorno con una raccolta differenziata che supera il 70%; ebbene, Salerno ha una tariffa doppia rispetto alla nostra e questo serve a comprendere che, investire nella raccolta differenziata ha comunque i suoi costi. L’Acta proverà a dare attuazione al Protocollo d’intesa che l’Amministrazione ha siglato con il consorzio nazionale CONAI per mettere in campo progettualità ed idee innovative che consentano, a bassi costi, di provare a portare la percentuale di raccolta differenziata della città di Potenza al 50%. Entro l’anno l’Azienda comunale di tutela ambientale procederà alla totale internalizzazione del servizio di raccolta differenziata. Parallelamente, si è deciso di ampliare il perimetro di raccolta e spazzamento della Città, ampliandolo fino ai nuclei rurali: garantiremo anche alle nostre principali contrade uno standard di servizio uguale a quello offerto al’interno del perimetro urbano. Eccoci spiegata la ragione del venir meno delle agevolazioni sulla Tarsu in essere fino all’anno scorso; e l’emendamento che la Giunta ha presentato alla delibera consiliare che definisce la tariffa, è esclusivamente nell’ottica di rendere graduale il venir meno delle agevolazioni previste nelle zone rurali, monitorando anche la qualità del servizio offerto dall’Acta in tali aree (incremento del numero dei cassonetti per la differenziata, spazzamento, frequenza della raccolta ecc…). Mi preme precisare e chiarire che lo strumento delle agevolazioni Tarsu sono previste dalla legge solo ed esclusivamente se vi è una differenziazione della qualità del servizio tra aree eterogenee della stessa città. Se si vuole ampliare il servizio, se si vuole ampliare la raccolta differenziata, queste agevolazioni vengono obbligatoriamente meno altrimenti si verificherebbe una evidente disparità di trattamento tra cittadini di uno stesso territorio a parità di servizio offerto. L’ACTA, oggi S.p.A. si lascia alle spalle un passato sofferto e discusso cominciato con la grave emorragia finanziaria del 2006. Un diligente lavoro di superamento delle criticità finanziarie e gestionali, ha fatto si che chiudesse finalmente in utile i propri conti relativi al trascorso 2010 e ci mette oggi di fronte ad un’azienda trasformata che si proietta sullo scenario di una più complessiva riorganizzazione delle proprie attività. Oggi l’ACTA è una società solida, in grado di competere con le sfide del libero mercato: al netto di quello che accadrà all’indomani dell’ esito referendario sull’acqua ( e difficile fare previsioni) entro un anno dovrà individuare un socio privato di minoranza e dovrà candidarsi a diventare un punto di eccellenza nell’erogazione dei servizi suoi propri ed affermarsi in una posizione di leadership su scala regionale. Il suo Piano Industriale e il Bilancio di esercizio 2011, come il codice civile prevede per tutte le S.p.A., verranno presentati e offerti all’attenzione di tutta l’Amministrazione nella prossima assemblea dei soci e solo dopo aver sottoscritto il Contratto di servizio con il Comune, negli stretti limiti dello stanziamento previsto nel Bilancio previsionale dell’Ente per il corrente anno . I TRASPORTI E LA VIABILITA’. Il prossimo primo Luglio sarà dato avvio ad un percorso sperimentale del Nuovo PROGRAMMA di ESERCIZIO del T.P.L., che insieme all’attivazione del Ponte Attrezzato, insieme alla scala mobile di Via Mazzini ed alla tratta ferrata ex FAL, cominciano a rendere tangibile il disegno di un nuovo modello di mobilità integrata della città di Potenza delineato dal Piano Urbano della Mobilità. Lo sviluppo di “un nuovo sistema” infrastrutturale di impianti meccanizzati, che ha già proiettato la città di Potenza all’attenzione dei media nazionali, porterà, nel corso dell’anno a raggiungere ulteriori significativi traguardi attraverso l’inaugurazione della scala mobile “BASENTO” che collegherà la stazione FS di Potenza Centrale con il CENTRO DIREZIONALE DELLA MOBILITA’” di Via Nazario Sauro. L’inaugurato parcheggio di Via Tammone e quello a servizio del Ponte attrezzato lungo Viale dell’Unicef, già in avanzato stato di realizzazione, entro l’anno, saranno la cornice e l’ideale completamento del sistema. Entro gli stessi termini l’intero sistema verrà presto messo a gara: l’avviso di prequalificazione è già stato pubblicato da tempo. E’ evidente che questa sarà la vera sfida che l’amministrazione si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, soprattutto al fine di rendere compatibile il costo del servizio con il nostro povero bilancio. Anche questa materia deve passare attraverso una revisione radicale da parte della Regione Basilicata del sistema di contribuzione ai comuni per il servizio di trasporto pubblico. Ed è in tal senso che in nostro Sindaco, nella sua qualità di Presidente dell’Anci Basilicata, ha avviato un serrato confronto con la Regione Basilicata. Le ragioni sono presto sintetizzate:  con il D. lgs. N. 422/1997 lo stato ha conferito alle regioni le funzioni e i compiti in materia di trasporto pubblico di interesse regionale elocale ( pertanto sia extra urbano che urbano. E in tale contesto alle regioni è stato dato il compito di individuare “ i servizi minimi, qualitativamente e quantitativamente sufficienti a soddisfare  la domanda di mobilità dei cittadini i cui costi sono a carico dei bilanci delle Regioni”. In applicazione di tale norma la regione Basilicata ha adottato la L. R. n. 22/1998 con l’obiettivo di disciplinare il sistema di trasporto pubblico regionale al fine di realizzare un sistema integrato di trasporto, favorendo il miglioramento della mobilità sul territorio e la razionalizzazione del traffico. La Regione ha quindi individuato i servizi minimi qualitativamente e quantitativamente sufficienti a garantire la mobilità dei cittadini, solo per il trasporto pubblico extraurbano di competenza provinciale, riconoscendo alle due Province, di Potenza e Matera, il 100% del costo del trasporto extraurbano i cui oneri sono interamente a carico del bilancio regionale. Insomma, è dal 1998 che la Regione è inadempiente verso i Comuni lucani dotati di servizio di trasporto pubblico, non avendo proceduto determinare il livello dei servizi minimi a garantire, con costi a carico del bilancio regionale, una mobilità sufficiente per rendere fruibili in un territorio i servizi a carattere socio-sanitario, amministrativo, turistico e culturale e per assicurare il pendolarismo scolastico e lavorativo ( art. 11 della l.r. 22/98). In particolare, per i centri maggiori, occorre tener conto dei servizi a livello regionale, degli ospedali, dell’università, dei Tribunali, degli uffici dello stato, ecc… al Comune compete solo predisporre il Piano della mobilità e mettere a gara il servizio. Pertanto, la regione è tenuta a farsi carico dei servizi minimi che non possono essere quelli scaturenti dalle risorse disponibili, bensì sono quelle correlate alla quantità e qualità del servizio necessario per un territorio. Pertanto, pur consapevoli del grave momento di crisi sistemico che non ha lasciato indenne i bilanci delle regioni d’Italia e la necessità di avere una gestione sana ed oculata del servizio, il trasporto urbano non può essere trattato come un servizio di esclusiva competenza comunale, né essere limitato il suo ruolo in una semplice compartecipazione di spesa senza rendersi conto della valenza strategica regionale che ha il trasporto pubblico locale in tutte le sue componenti, su gomma, su ferro, su impianti meccanizzati: come d’altronde indicato dalla stessa l.r. 22/98. Per il resto, abbiamo un bilancio poverissimo,scarnificato nella spesa. A stento siamo riusciti a coprire i contratti, i minimi servizi oggetto dei rispettivi appalti, le spese obbligatorie e necessarie. Dicevo prima dell’abbattimento per 3,5 mln di euro della spesa corrente rispetto al già sofferto bilancio consolidato dello scorso anno. Abbiamo pressoché azzerato i capitoli di spesa relativi alla Cultura, alle manutenzioni, all’immagine della città, alle spese per missioni e di rappresentanza, finanche quelle di cancelleria e di beni di consumo. Non è bastato,   ci avviamo purtroppo verso la chiusura o una drastica riduzione di tutti i servizi non essenziali alle finalità istituzionali dell’ Ente: mi riferisco ai trasporti, alle mense scolastiche, ai servizi di custodia, vigilanza e pulizia ecc.. se entro i prossimi due mesi non troveremo le risorse necessarie ad arrivare alla fine dell’anno, non faremo alchimie di bilancio, non ci esporremo a rischi dagli esiti infausti per la città: fino al 2025 pagheremo il sofferto dissesto finanziario del 1994, questa amministrazione non ha mai fatto e né mai produrrà debiti fuori bilancio. Siamo consapevoli di non riuscire ad offrire alla nostra comunità le attenzioni che merita su quegli interventi di miglioramento della qualità della vita, sul verde, sulle manutenzioni, sulle strade, ecc… ma anche su questo stiamo facendo un grande sforzo organizzativo: entro l’anno avremo la squadra comunale di manutenzione,un giardiniere ed un manutentore per ogni parco cittadino, una squadra che si sostituirà alle ditte esterne e che durante la stagione invernale curerà la manutenzione del patrimonio immobiliare del Comune, delle scuole, degli impianti ecc… e durante la stagione estiva curerà il taglio dell’erba: restituiremo dignità ai nostri parchi, le nostre fontane torneranno ad essere pulite e funzionanti. Già con il piano triennale delle opere pubbliche, proviamo, all’interno degli stringenti limiti di indebitamento e destinando il 75% della c. d. Bucalossi ad investimento (l’anno scorso era solo il 25% di cui il rilievo della Corte dei Conti sullo squilibrio, ancorché legittimo, della spesa corrente e che quest’anno proveremo a riequilibrare completamente) ed abbiamo previsto 900 mila euro alla manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici,  600 mila euro alla manutenzione delle nostre strade, 200 mila euro agli impianti sportivi, 400 mila alla manutenzione degli immobili comunali e di Bucaletto. Quasi 11 mln. di euro in urbanizzazioni ( per effetto del nuovo regolamento urbanistico), 200 mila euro per i parchi ed altrettanti per il collegamento via di Giura con il Parco Baden Pawell. Per una precisa scelta politica ed amministrativa, non abbiamo tagliato risorse ai SERVIZI SOCIALI perché vi può essere una crescita complessiva della Città solamente se essa è socialmente compatibile e amica dei sui cittadini. Per questo, si è programmato un disegno unitario di sistema urbano di welfare, di integrazione e di sistema al fine di pervenire ad un dispositivo-quadro per le politiche sociali, rappresentato dal Piano regolatore Sociale, oggetto di un interessante ad animato dibattito consumato in questa sede l’anno scorso, proprio di questi tempi. E questo è avvenuto nonostante un taglio dei trasferimenti regionali per circa 800 mila euro che abbiamo compensato con risorse proprie pur di garantire le giuste attenzioni agli anziani, ai pluriminorati, all’assistenza all’handicap, alle porte sociali, al progetto piano sociale ecc.. Mi fermo qui, penso di aver rappresentato i punti nevralgici e allo stesso tempo strategici per il futuro della nostra Città. Consentitemi, prima d concludere, di ringraziare gli uffici finanziari e tributari dell’Ente: La vera rivoluzione copernicana di questo finto federalismo fiscale, è stata uno stravolgimento complessivo del Bilancio degli Enti locali da un punto di vista meramente tecnico, in un groviglio di norme, circolari, chiarimenti e quant’altro, che gli uffici hanno seguito con straordinaria capacità e spirito di dedizione totale al lavoro compiendo un’ operazione di tale entità e portata che ha sorpreso anche chi vi parla. Le scelte discrezionali o politiche sono e possono essere sicuramente opinabili, ma la qualità e lo spessore delle persone di cui pure gli uffici sono fatti, rappresenta un motivo di orgoglio e vanto per tutta l’amministrazione, e do per scontato che  il Consiglio Comunale, nella sua interezza ne è unanimemente consapevole. Un particolare ringraziamento al Collegio dei revisori che con capacità e professionalità hanno dato corso al loro nuovo incarico dispensando anche importanti consigli tecnici e pratici dei quali l’amministrazione ne terrà certamente conto. Infine, un grazie affettuoso e convinto questa Amministrazione vuole offrirlo al dottor Luigi Martino, assente questa settimana perché impegnato in un corso di aggiornamento professionale presso la Bocconi di Milano. Il Segretario Generale presto ci lascerà, rispettiamo la sua scelta personale e professionale, ma non senza aver cercato di raccogliere molti suoi insegnamenti. La città lo ricorderà almeno per due grandi cose: il piano di stabilizzazione di tutto il personale precario dell’Ente e la vendita del Palazzo di Giustizia, è stato l’unico, insieme a chi vi parla, a crederci fino alla fine” conclude l’assessore Pace. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra chiede la sospensione dei lavori per “approfondire i contenuti della relazione dell’assessore Pace”. La proposta viene approvata all’unanimità e il presidente aggiorna i lavori al primo pomeriggio, sospendendo la sessione mattutina alle 10,55.

La sessione pomeridiana si apre alle 15,25 con l’intervento del rappresentante del gruppo misto Rocco Coviello: “Ringrazio l’assessore Pace per la grandissima collaborazione offerta nei lavori della Seconda commissione, che presiedo. La relazione però presentata oggi è risultata estremamente politica ed estremamente critica solo nei confronti centrale e assolutamente relegando a un ruolo marginale le responsabilità dell’Amministrazione regionale. Questa regione ha un monocolore da sempre, il tempo perso non può essere ascritto unicamente al governo nazionale. I due grandi temi sui quali si fonda il Bilancio sono i fondi rivenienti dalla Tarsu e quelli necessari a mantenere in essere i servizi pubblici. Oggi che siamo chiamati ad affrontare il tema della povertà incombente, ho verificato di persona, due settimane fa, che 10 corse del trasporto pubblico erano state utilizzate da 16 persone. Non possiamo continuare a fornire servizi evanescenti e non dare risposte concrete alle richieste della povera gente. Credo che un atto importante sia quello della riduzione del numero degli assessori. Non sarebbe la soluzione, ma un segnale importante. Rispetto alla Tarsu, se i problemi sono strutturali perché li deve pagare il cittadino. L’aumento che si registra per le zone rurali è del 150%, se pagavo 50 pagherò 125. Oggi i miglioramenti del servizio promessi, sono di là da venire. Se vogliamo bene alla nostra città non dobbiamo guardare solo al quotidiano, ma proviamo a confrontarci costruttivamente su temi grandi, importanti per Potenza”. Secondo intervento è del consigliere Filippo Gesualdi (Con Santarsiero per Potenza): “L’ACTA ha chiesto un aumento di circa 500.000 euro per maggiori costi da sostenere ( aumento del  carburante, stipendi, manutenzione mezzi) e per migliorare il servizio di raccolta acquistando più cassonetti per la differenziata, soldi che dovrebbero arrivare attraverso il censimento di nuove utenze relative a fabbricati di nuova costruzione che porteranno un maggiore  introito di 55.000 euro che vanno a compensare le modifiche apportate al regolamento comunale per l’applicazione della TARSU, che per mantenere invariata la tariffa vigente (già aumentata lo scorso anno del 17%) va ad abrogare l’agevolazione tariffaria per l’Università per le scuole pubbliche e le associazioni ed a ridurre la tassa nella misura percentuale dall’80% originario al 60% per quelle unità immobiliari che si trovano fuori dal perimetro di raccolta ad una distanza superiore ai 500 metri dal primo cassonetto , quindi sostanzialmente dal 20% che si pagava prima ora si va a pagare una tassa del 40%, ossia il doppio rispetto allo scorso anno. Invece per i nuclei rurali urbanizzati,  che si trovano ad una distanza uguale o inferiore ai 500 metri meglio asserviti e dove funziona meglio il servizio raccolta, che originariamente pagavano il 40% ora vanno a pagare il 30%, con una riduzione del 10%. Bene io ritengo che questo provvedimento oltre ad essere iniquo crea anche una disparità di trattamento tra  nuclei rurali che hanno una diversa collocazione nel circuito urbano, va a colpire ancora una volta gli abitanti veri delle aree rurali che nel solo anno 2010 ha visto un aumento di presenze soprattutto di giovani coppie e che già scontano di per sé ritardi, inadeguatezze e carenze i quali meriterebbero più attenzione soprattutto ora che sta allargando il suo raggio d’azione e che a mio modesto parere forse non dovrebbero proprio pagare il servizio di raccolta ma solo quello di conferimento dei rifiuti in discarica. Detto questo, che mi sembrava doveroso, confidando su quanto detto dall’Assessore, della volontà da parte dell’ACTA di monitorare ed ottimizzare i servizi offerti anche nelle contrade partendo dall’attivazione del  servizio di spazzamento e di una raccolta più frequente con la predisposizione di più cassonetti , mi riservo di esprimere il mio voto a termine della discussione generale. Un lavoro lungo e complesso fatto dall’Assessorato per cercare in una situazione finanziaria di assoluta emergenza, a seguito della riduzione dei trasferimenti statali di circa 3 milioni di euro rispetto all’anno precedente  del recente taglio di altri 300.000 euro all’anno per l’effetto dell’annullamento della riscossione coattiva deciso dal governo con il “Decreto sullo Sviluppo”, e della riduzione dei contributi Regionali per circa 2 milioni di euro ( – 21% rispetto all’assestato 2010), fronteggiabile con scelte drastiche ed impopolari, l’Amministrazione è riuscita non solo a tutelare la spesa sociale ed i servizi fondamentali rivolti al cittadino ma non ha perso di vista l’obiettivo politico che è stato quello di contenere il più possibile l’aumento di tasse e tributi, ad eccezione della TARSU per i residenti nelle campagne. Iniziando  proprio dalla razionalizzare e dalla riduzione dei costi diretti ed indiretti della politica, bastava ridurre del 20% le spese istituzionali per recuperare risorse che avrebbero potuto evitare possibili maggiorazioni dell’IRPEF locale  la cui aliquota è già all’8×1000  ( basti pensare che nel solo anno 2008 per il nostro Comune le spese sono state di circa 4 milioni e 800 mila euro) considerato che il reddito dei pensionati e dei lavoratori in questi anni ha subito un erosione consistente. L’Amministrazione non deve piangersi addosso per i tagli finanziari bensì deve cercare sempre più di valorizzare il proprio ruolo di città capoluogo e di mediazione con la Regione e la Provincia per esaltare e cogliere tutte le opportunità intercettando fondi pubblici sfruttando al meglio le risorse rinvenienti dai fondi Europei, dai PIOT (Pacchetti Integrati di Offerta Turistica) dai Fondi FAS (per le aree sottosviluppate) dal PSR 2007-2013 (Programma di sviluppo rurale), dai Pisus , che prevedono un investimento per 40 milioni di Euro, strumenti strategici per lo sviluppo ed il rafforzamento della nostra città, che oltre a risolvere alcuni problemi cronici legati soprattutto alla viabilità, daranno   nuovo impulso alle imprese che intendono investire nel nostro territorio essendo previsto uno stanziamento di circa 8 milioni di euro, un nuovo slancio quindi, verso lo sviluppo economico e occupazionale della nostra città ad alto tasso di disoccupazione, a ragione però il Consigliere Molinari, quando dice che bisogna velocizzare i tempi di attuazione e assumere gli impegni entro settembre 2011 altrimenti si rischia che la loro attuazione venga rinviata alla programmazione 2013. L’Amministrazione deve portare avanti però, una linea politica fatta di rigore, metodo, competenza, riconoscimento della meritocrazia, rispetto delle regole, tutto  per sostenere la necessità di una politica trasparente. Merita invece qualche riflessione il piano triennale delle assunzioni  le cui scelte sono state condivise anche dalle organizzazioni sindacali, concorsi che  prevedono figure professionali che permetterebbero all’Ente di fare un salto di qualità e di innovazione di quei servizi che hanno un impatto diretto con la comunità locale come quella del geologo e del tecnologo alimentare. La figura del tecnologo alimentare in questi giorni ha fatto molto parlare alla stampa locale, una figura questa che certamente non ritengo inutile, come l’ha catalogata qualche consigliere dell’opposizione, perché la vedo come una figura  professionale molto innovativa che va inserita in un contesto più ampio di alcuni servizi che l’Amministrazione  vuole modernizzare, necessaria per avviare e gestire quel sistema di qualità che consentirebbe all’Ente quel salto di qualità da tutti auspicato, certamente sono figure che ritengo non siano prioritarie rispetto al vero fabbisogno del personale di cui ha veramente bisogno il nostro Comune, tant’è che i concorsi non saranno banditi prima del 2013 e da 2 unità ne è stata prevista solo 1, rimane prioritaria invece la copertura del profilo professionale di istruttore di vigilanza per i quali per sopperire a tali carenze si fa ricorso a personale a tempo determinato e per i quali si prevede nel triennio 2011-2013 l’assunzione di 21 unità per concorso e mobilità , cosa diversa invece la programmazione del personale della scuola per l’infanzia, che ha tenuto conto del nuovo piano di dimensionamento scolastico cittadino che nel comportare una riduzione delle sezioni (da 25 a 16) comporterà una riduzione del personale difatti attualmente in servizio ce ne sono 41 , considerato che per ogni sezione necessitano 2 insegnanti , arriveremo a 32 , si profila un surplus di personale che dovrà trovare un differente impiego. La riduzione sostanziale delle disponibilità finanziarie della nostra Amministrazione, ha prodotto squilibri nelle politiche di bilancio, tali da non riuscire neanche a pagare ad esempio le fatture a favore della  coop. “Convivio” che gestisce  le mense scolastiche, il servizio assistente alunni al trasporto scolastico, il servizio ausiliario all’assistenza scolastica e il servizio assistente agli alunni diversamente abili  il tutto a discapito dei circa 120 operatori  che non percepiscono lo stipendio da tre mesi. L’ufficio patrimonio Ass. Pace,  aveva chiesto circa 20.000 euro per pagare alcune spese di gestione condominiali, ebbene ho verificato che nel capitolo di bilancio 1300 attestato al centro-costo 014 titolo 1 servizio 05 ci sono solo 1000 euro, Mi chiedo e Vi chiedo: come farà l’ufficio ad evadere le fatture giacenti che hanno importi di gran lunga superiore allo stanziamento previsto? si penserà di apportare una variazione al bilancio? I servizi Sociali e la cultura e pubblica istruzione , rappresentano elementi identitari per la nostra comunità e rimango fermamente convinto che sostenere le famiglie in difficoltà rappresenti un atto di democrazia per una comunità che si ritenga sana, anche se il settore sociale non ha subito tagli può contare solo su 3 milioni di Euro  pochi per portare avanti una serie di interventi alla persona come l’assistenza agli anziani , il trasporto dei disabili ed il centro di educazione alimentare, il settore cultura invece ha subito un taglio di circa 450.000 euro rispetto all’anno precedente a seguito dei minori trasferimenti regionali.  Bisogna che la politica regionale comprenda che alla città di Potenza vanno riservate le dovute attenzioni come città capoluogo , come città dei servizi, per poter svolgere con convinzione il ruolo di città capofila e riferimento del territorio, unica Città che può offrire un simile servizio, senza subordinazioni e senza essere appendice di altri territori, cose che non le sono permesse dal territorio e dall’animo  libero di noi lucani. Parlavo prima dei contributi regionali che tardano ad arrivare, ebbene questo comporterà che a partire da settembre ci saranno seri rischi per il mantenimento di alcuni servizi essenziali come  la mensa scolastica e per continuare a garantire il servizio di trasporto pubblico( soprattutto il trasporto scolastico e le scale mobili), per il quale la Regione ci deve 1 milione e 100.000 euro. Lo stanziamento di 300.000 euro per la manutenzione della viabilità rurale è apprezzabile assessore Pesarini, anche se le risorse stanziate sono poche, considerato che l’intero impianto viario si estende su circa 400 chilometri  e che nella nostra città circa 20.000 persone vivono nel territorio rurale, pertanto a mio avviso necessita mettere in piedi  un crono-programma, come suggeriva anche il consigliere Libutti giorni addietro, che dia priorità con trasparenza e chiarezza, al rifacimento del manto stradale di quelle strade rurali dissestate che necessitano urgentemente di manutenzione e mi riferisco ad esempio alla strada che collega Marrucaro con contrada Cugno del Finocchio che per una diecina di metri è diventata impercorribile , stessa cosa per contrada Cerreta strada che versa in uno stato pietoso, per non parlare delle buche che ci sono sia in città che nelle contrade (ad esempio via del Mandorlo e contrada S. Antonio La Macchia) più volte da me segnalate e che ancora oggi non trovano accoglimento per  mancanza di personale, allora forse è opportuno che tali lavori vengano affidati all’esterno. assessore Lovallo, è vero che il Comune versa in cattive condizioni economiche, ma va data priorità alle istanze fatte da alcuni cittadini che risiedono in alcune contrade ad esempio contrada Cugno del Finocchio, problema sollevato più volte anche dal consigliere Molinari, che attraverso  una petizione popolare chiedono il prolungamento  della rete di illuminazione pubblica , al fine di favorire l’aumentare di situazioni di degrado sociale (droga, furti, situazioni di oscenità), ambientale e igienico-sanitario (discarica di materiale) e quelli residenti in contrada Dragonara , che chiedono l’allacciamento della pubblica illuminazione essendo la rete già esistente. Problema rifiuti: va sempre più assumendo un aspetto deleterio, considerato che spesso il sistema raccolta rifiuti va in sofferenza, perché la stazione di trasferenza di Tito Scalo, è satura ,sarebbe pertanto opportuno Sig. Sindaco al fine di  tamponare il problema, ad impegnare almeno provvisoriamente la vasca di 8.000 metri cubi in località Pallareta attualmente inutilizzata perché destinata alle ceneri dell’inceneritore che è ancora spento, fino a quando non arriva  l’ok definitivo per la discarica più grande di Pallareta per la quale è stata fatta la gara per  il piano di caratterizzazione. Rimane comunque prioritario la messa in funzione dell’inceneritore che ci consentirebbe di incenerire 14.000 tonnellate di rifiuti soddisfacendo le esigenze della nostra città (che produce in tutto circa 28.000 tonnellate di rifiuto ma la parte che va all’incenerimento è proprio di 14.000 tonnellate dopo il passaggio al vagliatore), spero però,  Sindaco che i 400.000 euro messi in bilancio per la manutenzione sia l’ultimo intervento previsto per il suo definitivo collaudo e il suo avvio considerate le tante risorse sinora impegnate. Non esiste comunque il problema emergenza rifiuti nella nostra città, anche se dobbiamo stare attenti e vigilare sull’ACTA affinché predisponga  un vero piano industriale, incrementando ancora di più la raccolta differenziata arrivata al 28% che comporterebbe un notevole risparmio per i rifiuti non conferiti in discarica, attraverso politiche adeguate ed azioni di governo al fine di arrivare ad una gestione unitaria del ciclo integrato dei rifiuti gestita da un unico soggetto, ritengo pertanto utile la convocazione del presidente dell’Ato rifiuti Altobello, di un osservatorio per discutere dell’eventuale sviluppo dell’intesa istituzionale Regione-Provincia di Potenza 2009 al fine di poter validamente intraprendere il percorso per il rinnovo del Piano provinciale rifiuti. Bisogna attivare nel contempo,  la raccolta porta a porta, il cui piano che dovrebbe consentire  ai cittadini di fare la raccolta differenziata e quindi ipotizzare una riduzione della tassa,  messo in piedi con la CONAI è ancora fermo. I cittadini non possono più pagare ritardi e disservizi dovuti ai ritardi nel conferimento dei rifiuti. Concludendo: sicuramente potevano essere stanziate più risorse per il verde pubblico, considerato che sono molti i volontari che autonomamente provvedono allo sfalcio d’erba soprattutto nei rioni e nelle contrade, ma almeno assessore Lovallo provveda a liberare gli incroci per acquistare visibilità, è vero, ma l’amministrazione ha preferito garantire tutti i servizi soprattutto quelli a domanda individuale (tant’è che è rimasta invariata la retta per gli asili nido, per la mensa scolastica per il trasporto pubblico e la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani , continuando a mantenere gratis  i collegamenti verticali (scale mobili e ponte attrezzato) proprio per evitare di aggravare ulteriormente la situazione dei cittadini già in difficoltà per la crisi economica. I risultati raggiunti sin’ora sono da considerare positivi, dobbiamo pertanto, continuare su questa strada, stare attenti nella gestione assicurando contestualmente una certa stabilità politica, senza la quale la stessa stabilità economica si rileverebbe illusoria e temporanea. La stabilità politica Sindaco, è un bene prezioso, è una risorsa che non va sciupata, senza mortificare il pluralismo politico e culturale del nostro progetto e della nostra coalizione aperto e inclusivo in un rapporto di pari dignità di tutte le forze che lo portano avanti”. Dai banchi del Pdl Antonino Imbesi si chiede “perché il Comune deve operare nuovi pesanti tagli, gravando ulteriormente sulle tasche dei cittadini, e l’Acta no. Anzi per rispondere alle richieste si va a incidere pesantemente sulla Tarsu che sono costretti a corrispondere i cittadini delle zone rurali. Mi si dice che aumentano i soggetti d’imposta, allora come mai non aumentano tutte le altre imposte?”. Il consigliere prosegue evidenziando di non avere avuto copia del bilancio Acta e “dunque di non poter pronunciarsi scientemente sulla congruità delle spese programmate dall’Acta e che i cittadini dovranno sostenere attraverso le tasse”. Imbesi torna sulla “necessità di diminuire il numero degli assessorati. In momenti di grande difficoltà non è consentito arrivare al muro contro muro. E’ necessaria la collaborazione di tutti. I tagli arrivano dallo Stato, ma tanti sono imposti dalla Regione. Zero la spesa prevista per i Piot, Piot che hanno una genesi e un’applicazioni errate, che non consentiranno a nessuno di utilizzarli. Errato decidere aumenti nel settore dello sport, delle mense scolastiche, senza consultare il Consiglio”. “Oggi – il consigliere Antonio Triani (Popolari uniti) – non siamo nelle condizioni nemmeno di aumentare la pressione fiscale. Mancano i decreti. Se incassiamo più Iva dobbiamo anche versarlo. Il comparto Enti locali offre un miliardo di sovra riscossione che va a beneficio del Bilancio nazionale. Chiediamo che almeno il surpluss rimanga nel comparto dei Comuni. Ogni altra riflessione assume scarsa riflessione. Bilancio ingessato, spesa bloccata, entrata insufficiente. Sulla Tarsu invito l’assessore a una riflessione rispetto ai contributi richiesti ai residenti nelle aree rurali che vanno considerati congiuntamente a coloro che vivono nelle aree sparse. Rispetto all’Acta deve essere riempita di contenuti. Va efficientata l’azienda con i costi di struttura che vanno spalmati su una serie più ampia di servizi, sgravando il Consiglio anche da una serie di spese”. Il consigliere del gruppo misto Emilio Libutti interviene “per offrire alcuni punti sul tema del Bilancio. Vi è una difficoltà di dimensione nazionale. Come affrontare la spesa corrente? Come uscire da questa situazione di discrasia tra le esigenze del capoluogo e quella di alcuni cittadini? Rispetto al tema del trasporto pubblico urbano, elemento critico del documento oggi in approvazione, l’unica via d’uscita e riconsiderare a livello regionale la funzione sovra comunale che il capoluogo lucano svolge. Riguardo all’Acta, ci dicemmo che la trasformazione non dovesìva essere un semplice cambio di casacca, ma una sua efficientazione, con un organismo snello, pronto a raccogliere servizi e fungere da volano di sviluppo. Stiamo perpetrando dopo l’incremento del 17% dello scorso anno, un ulteriore aumento anche se solo per alcune persone, imputando ai cittadini le inefficienze di un sistema pubblico incapace di gestire l’intero comparto. La Campania è sin troppo vicina a noi per autorizzare chicchessia a non riservare al problema rifiuti il giusto rilievo. Per quel che attiene alle anticipazioni di cassa va evidenziato come la riduzione del tasso d’interesse, anche solo di un punto, può comportare già un risparmio di alcune decine di migliaia di euro. Lo scouting finanziario ci offre una possibilità enorme di sfruttare filoni finanziari che partono dal welfare, da progetti, idee, che ci consentirebbero di individuare una via d’uscita a questa situazione di grave crisi”. Il capogruppo del Pdl Fernando Picerno sottolinea “l’importanza del Consiglio che oggi svolgiamo, malgrado le diverse assenze che si registrano sugli scranni. Bisogna unire gli sforzi, maggioranza e opposizione. In 18 mesi il costo di conferimento è passato da 90 euro circa a 190 euro a tonnellata. Il governo non centra è la Provincia. La Sat ci disse che il Piano del trasporto pubblico andava approvato entro la fine del 2010, altrimenti, ci fu detto che avremmo perso tanti soldi. Oggi abbiamo previsto in bilancio 10 milioni di euro per il trasporto pubblico locale, mentre il Consorzio che oggi li gestisce continua a chiedercene 12 milioni. Non è che si renderà necessario l’ennesimo debito fuori bilancio. Perché rispetto all’Acta non si ritorna all’antico restituendole la competenza su aspetti quali la gestione del verde pubblico. Rispetto alla stabilizzazione del precariato, con un costo di 3,5 milioni di euro annui che potevano essere imputati e far sì che se ne facesse carico la Regione”.  Nel contratto che stipuliamo riguardo al soggetto che acquista il Palazzo di giustizia, ci facciamo carico di un fitto di oltre 3 milioni annui, da pagare anticipatamente. Ma ci conviene veramente?”. Per il Pd Sebastiano Papa “l’assessore Pace ha fatto un ottimo lavoro su una materia ostica. Difficoltà notevoli si registrano a livello dei trasferimenti dal governo centrale. Le poche risorse si somma al pesante debito storico che abbiamo ereditato. Per i rifiuti va posta attenzione al risultato referendario, soprattutto rispetto alla nuova normativa nazionale che sarà varata rispetto alla partecipazione di privati nella gestione di servizi affidati a strutture a prevalente capitale pubblico. Sono sicuro che l’Acta sarà capace di mettere in campo strategie tali da migliorare il servizio. Una delle risorse da considerare è quella della riduzione della produzione dei rifiuti da parte dei cittadini. Dobbiamo arrivare gradualmente a considerare non un peso, ma una risorsa. Passando al trasporto pubblico, dal primo luglio potremo verificare, seppure in forma sperimentale, il nuovo piano. Per i servizi sociali si è deciso di andare incontro alle esigenze dei più bisognosi, anche se è necessario ottenere maggiori attenzioni da parte della altre istituzioni”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta si dice “dispiaciuto della mancata attenzione di molti colleghi su questo tema, la giustificazione è l’asetticità del documento in discussione. Dalle notizie che giungono, pare che nel prossimo triennio possano essere perpetrati ai danni di un Comune come Potenza, ulteriori tagli per circa 15 milioni di euro. In questo quadro c’è un’azione politica che con il taglio al comparto degli enti locali guarda con sospetto i fondi necessari per il Mezzogiorno del nostro Paese. Tre le questioni che vanno affrontate nel contesto di Potenza capoluogo di regione. I trasporti, questione Pisus e Tribunale, prescindono dai colori politici e riguardano il bene della nostra comunità. In tempi non sospetti abbiamo scelto la costituzione dell’Acta spa, in nome di una scelta strategica che potesse renderla azienda leader a livello comprensoriale. Oggi o l’Acta viene collegata alla gestione di una discarica comprensoriale o la si deve legare alla gestione di un impianto comprensoriale di termovalorizzazione. Seconda questione che investe l’Ente Regione è la questione trasporto pubblico. La legge regionale sui trasporti va rispettata. La vendita del Tribunale prosegue, cosa che ci consente di abbattere gli effetti del debito. Vorrei che questo consiglio comunale potesse avere un confronto ampio sulle scelte di come impegnare le risorse in tema di ambiente, trasporti, temi sui quali non possono esistere vincoli di partito”. I lavori alle 18,10 vengono aggiornati  alla mattinata di domani.  

 

Alle 10,05 di martedì 28 giugno riprende la seduta con il primo intervento che è quello del consigliere del gruppo misto Vito Mitro. “Avrei preferito un maggior coinvolgimento e ricordo al Sindaco, che già in altre occasioni aveva fatto riferimento proprio all’importanza di scelte condivise, che è mancata una piena partecipazione. Perché fino a oggi non è ancora partito il nuovo programma di esercizio? Perché continuiamo a mantenere in piedi un sistema di trasporti che non è efficiente? Un sistema che incassa 356.000 euro l’anno e ne spende venti volte di più. Cerchiamo soluzioni condivise, noi commissari della Sesta siamo disponibili a un ampio confronto. Ci si dice che l’Acta è una società solida. A proposito della Tarsu e con l’analisi proposta dall’assessore Pace che sente in affanno i settori del verde, delle strade e delle manutenzioni perché non porre in relazione i diversi livelli? Le stabilizzazioni del personale vanno ascritte al Consiglio. E concludo sottolineando la disponibilità a un confronto”. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza dice che “oggi ci si trova dinanzi a una scommessa, quella del federalismo fiscale che ci invita a dimostrare tutta la nostra capacità amministrativa. Gli Amministratori saranno costretti ad adottare anche delle scelte impopolari. Un Comune con una spesa corrente di 80 milioni e una spesa di 24 milioni di euro per il personale penso che debba considerare la necessità di abbandonare la stagione dei 20 dirigenti. Dei 12,5 milioni della rata di debito che paghiamo annualmente, 4,5 milioni sono rivenienti da mutui contratti nella precedente consiliatura e non per intero, dunque, ascrivibili al dissesto. Dovremmo in futuro evitare atti di eccessiva generosità, quale la messa a disposizione di 14,5 milioni di euro, sottraendoli alla realizzazione di viabilità cittadina in favore dell’Ente Provincia. Per la  questione rifiuti, il regolamento per l’applicazione della Tarsu ci pone dinanzi a una scelta importante: la raccolta al di fuori del perimetro urbano e differente rispetto a quella fatta all’interno. Dovremmo immaginare di incrementare frequenza di raccolta, numero di cassonetti, frequenza di spazzamento, altrimenti coloro che sono interessati dall’aumento della tassa non capiranno. Dovremmo iniziare a pensare a un possibile abbandono dell’impianto, ivi compresa l’abbandono della struttura dell’inceneritore, constatati i problemi a esso connessi. Dovremmo immaginare un’Acta in grado di attrarre investimenti e non che ci costringa annualmente a revisione della Tarsu. Bisogna giungere alla definizione di una tariffa unica dei rifiuti. Passando ai trasporti la funzione di Potenza, capitale della Basilicata, il programma di sviluppo del sistema di trasporto pubblico Importante varare il piano regolatore per le insegne pubblicitarie, il Prip può anche favorire le casse comunali oltre a porre ordine all’itera materia. Dare battaglia ai tanti evasori e rimpinguare le casse dell’Ente, in questo ambito un ruolo strategico dovrà essere rivestito dalla polizia municipale. La città è di tutti e tutti devono sentirsi chiamati a rimboccarsi le maniche. Siamo all’inizio di un duro lavoro e di grandi sacrifici. I Popolari Uniti sono parte importante di questa maggioranza e pronti supportare il Sindaco in tutte le decisioni che saranno necessarie per far volare alto il nostro capoluogo”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta esordisce affermando di “aver depositato un emendamento, a nome del mio gruppo e di quello dei Socialisti secondo il quale scende dal 70% al 60% l’importo della tassa che dovrà essere corrisposta da chi abita entro i 500 metri dal punto di raccolta. Pur rivestendo un ruolo di opposizione siamo cosa diversa dal centrodestra. La sofferenza dei Comuni d’Italia e di Potenza sono determinati dai dissennati tagli del governo centrale. Non si tratta di un bilancio politico, ma meramente tecnico. E’ responsabilità di tutti quella di ricercare i canali regionali affinché, per esempio, il trasporto pubblico sia adeguatamente supportato, in una situazione che ci vede fornire servizi all’intero hinterland. La sfida che lanciamo rispetto alla Tarsu, portiamo a collaudo l’inceneritore e poi decidiamo liberamente il futuro. Difendo le scelte fatte rispetto al personale, come quella del tecnologo alimentare per migliorare i servizi offerte dalle scuole comunali. Dobbiamo porre particolare attenzione nello sfruttare l’opportunità offertaci dai Pisus, altrimenti sarebbe una tremenda sconfitta per una città e per i cittadini che oggi soffrono pesanti difficoltà pur nella estrema dignità. Per la vendita del tribunale effettueremo un attento e continuo monitoraggio”. Per il Pd Rocco Fiore apre il suo ragionamento asserendo che “sono minimi i margini di indirizzo politico su uno strumento quasi esclusivamente, purtoppo, tecnico. L’attuazione di questo pseudo federalismo fiscale, riversa solo sui comuni la copertura dei servizi che prima erano garantiti da finanziamenti erariali. Solo tagli: oltre 3 milioni quest’anno, fino a 5 milioni per i due  anni successivi. L’inosservanza dei vincoli posti comporterebbe difficoltà ancora maggiori. L’imposizione fiscale è stata traslata dal livello centrale a quello locale, questo il bluff perpetrato dal governo centrale ai danni dei cittadini. I territori non godono tutti delle medesime peculiarità e quindi tutti i cittadini non hanno pari possibilità di finanziare gli Enti locali. Occorre un federalismo fiscale che venga coniugato con misure economiche atte a favorire il recupero del differenziale che divide aree forti e aree deboli del Paese, applicando il principio della solidarietà e della sussidiarietà fino al recupero del gap di cui si diceva. In questo contesto si innesta il Bilancio del comune di Potenza, che ha la possibilità di accedere al finanziamento per oltre 100 milioni di euro, ma il patto di stabilità non consente tale eventualità. Tenuto conto dell’incomprimibilità di alcune spese, gli altri servizi risulteranno comunque a rischio. Bisogna prendere atto che però sul piano degli investimenti sono fatti molto progressi: scale mobili, viabilità, snodo del San Carlo, Nodo complesso del Gallitello, ancora parchi cittadini. Insomma grandi opere hanno migliorato questa città. Emerge però una grande contraddizione, alla grande capacità di drenare i finanziamenti necessari alla realizzazione delle stesse opere citate fa da contraltare la mancanza di risorse minime per manutenere le medesime opere. Rispetto al capitolo personale invito il Consiglio a un’attenta riflessione sull’utilizzo di figure professionali in settore che a oggi risultano a rischio: penso alla contrazione che si registra nel numero di bambini e quindi di classi. Ritengo che sarebbe importante l’istituzione di un tavolo permanente interistituzionale per decidere congiuntamente le linee di intervento futuro”. Dagli scranni il capogruppo dei Socialisti Giuseppe Ferraro prede la parola per dire che “su un bilancio così risicato, è sufficiente solo qualche riflessione. Il federalismo nelle altre nazioni è nato come esigenza culturale, da noi come esigenza economica. Nel 150° dell’Unità d’Italia ricordo la tassa sul macinato che i piemontesi ci imposero un secolo fa. Solo a inizio secolo scorso con Zanardelli nacque una questione meridionale. Il federalismo fiscale ha acuito il gap infrastrutturale tra Nord e Sud d’Italia. Riguardo alle Royalties ritengo che dovrebbero essere utilizzate per favorire il sorgere e il miglioramento delle infrastrutture del nostro territorio, penso all’aeroporto di Pisticci. Per quanto riguarda le scuole, maggiore attenzione va riservato alle mense. Voce trasporto pubblico: scarso utilizzo, forti somme utilizzate nel settore. Dovremmo riuscire a garantire la certezza della partenza e la certezza dell’avvio, con corsie preferenziali in primis. Raccolta differenziata a circa il 30%. Penso che la società Acta dovrebbe essere in grado di attrarre investimenti e non di attingere sempre alla fonte delle tasse imposte al cittadino”. Il consigliere del Pd Rocco Liccione chiede “l’attenzione del Consiglio sulle difficoltà che soffre il Comune di Potenza imputabile in larga misura al federalismo fiscale, un coacervo di norme imposte dal governo nazionale, sia in un’ottica provvisoria sia in quella strutturale dei costi standard in partenza dal prossimo anno. Scaricare sul livello comunale il ruolo di esattore e l’operazione che sta portando a compimento il governo nazionale. Di contro si impone agli Enti di fornire servizi delegatici dal governo nazionale interdicendo la possibilità di tassare il cittadino, eccezion fatta per la tassa di soggiorno, chiaramente importante per i Comuni a vocazione turistica. A chi più ha più è garantito, esattamente il contrario dell’approccio solidaristico che dovrebbe essere alla base di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica. Grave la dichiarazione dell’assessore con la quale ci porta a conoscenza del fatto che con questo stato di cose a fine anno si potrebbe arrivare a non garantire la copertura di servizi necessari per i cittadini. Nei trasporti il nostro interlocutore unico è la Regione. Gli argomenti della politica non hanno bisogno della lettera della legge per spiegare la cogenza della copertura di un costo così importante come quello da sostenere per garantire il servizio del trasporto pubblico a Potenza. Il nuovo regolamento della Tarsu garantisce ad alcuni cittadini una maggiore imposizione. Per determinate fasce di cittadini pare, pare, e ancora pare che il servizio che offrirà l’Acta garantirà un servizio uguale a tutti i cittadini, migliorandolo complessivamente. Propongo un esperimento per Potenza, il protagonismo dei privati nella gestione del verde pubblico”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra: “Più volte ho sentito risuonare in quest’aula un invito alla partecipazione e alla condivisione, mi sembra singolare sentirlo riecheggiare in aula semideserta, almeno per quel che riguarda i banchi della maggioranza. La riduzione delle risorse finanziare imporrebbe di comunicare agli interessati la stessa contrazione: lei Sindaco avrebbe dovuto contattare tutti i consiglieri per trovare insieme la quadra della situazione. Le spese andrebbero ottimizzate. Sul personale, in Consiglio è stata espressa la necessità di razionalizzare la macchina, a cominciare dal numero smisurato dei dirigenti e dai relativi stipendi. Esaminiamo delibere delle quali non conosciamo gli elementi contabili. I fondamenti di questo Bilancio si racchiudono in queste delibere. I cristiani sanno che c’è distinzione tra ortodossia e ortoprassi: la prima è il richiamarsi ai principi fatti dalla chiesa, l’altra è una vita ispirata a quei principi. Non basta dichiarasi virtuosi occorre innescare un processo virtuoso che riguardi anche la città. E’ un bilancio che non mi sta bene perché abbiamo a che fare con paghe da soldati semplici e un tenore di vita da generali. Chi ha detto che dobbiamo spendere 11,5 milioni di euro per un servizio di trasporto pubblico che non funziona. La pianta organica con 21 o 18 dirigenti è un problema immane. Non sono mai stato concorde sulla vendita del Palazzo di Giustizia. Non ritengo giusto vendere i gioielli di famiglia al miglior gioielliere ma a un rigattiere. Credo che la cartolarizzazione è un’opportunità che ci consentirebbe di ottenere introiti notevolmente maggiori con la possibilità di riacquistare i medesimi beni. Questo bilancio che prevede servizi che dovrebbero essere erogati per tutto l’anno, e che invece potranno essere coperti solo per un periodo è corretto?”. Per il Pdl Nicola Becce sottolinea come provenga “da una famiglia onesta, che si è retta sul proprio lavoro. Il governo centrale non vuole imporre ingiustificati sacrifici agli enti locali, vuole solo far comprendere agli italiani che è finito il tempo delle vacche grasse, che qualcun altro ha creato e fatto credere erroneamente che potesse continuare all’infinito. Oltre al Bilancio econoimco e finanziario propongo di predisporre un Bilancio sociale, per certificare un profilo etico, per verificare la buona amministrazione e fondare il legame con il territorio. Come mai si fanno vendite di locali comunali a cifre ‘da mercato’ in 24 ore. Con tutte queste ristrettezze economiche non era meglio una trattativa privata? Siamo disponibili a collaborare con l’Amministrazione per far sì che la mia famiglia, quella di Potenza possa diventare migliore di quella che è”. Il coordinatore dei gruppi d’opposizione Giuseppe Molinari giudica il dibattito “odierno un po’ troppo rituale, con un eccessivo numero di consiglieri pronto a difendere questo Bilancio. Io avrei chiamato tutti i soggetti interessati, associazioni, sindacati, comitati di quartiere, cittadini per verificare congiuntamente la direzione da assumere. Tutti hanno parlato di federalismo fiscale come se fosse la panacea di tutti i mali. Oggi siamo alla vigilia di una modifica del patto di stabilità imposto ai Comuni, per ovviare ai disagi che il federalismo ha comportato. Anche nei prossimi anni avremo ulteriori tagli, per questo avrei impostato in maniera rivoluzionaria la redazione del bilancio. Aumeti di mense, trasporti, Tarsu, impiantistica sportiva, va a impoverire ulteriormente il ceto medio di questa città che costituisce la spina dorsale della città. Chi ha poco o niente comunque ha servizi garantiti in base al reddito Isee. Renzi ha dimezzato la giunta, Fassino e Pisapia hanno ridotto del 15% i compensi ai dirigenti. Dare un segnale forte in questa direzione avrebbe consentito anche a noi dell’opposizione di ripensare il nostro atteggiamento sul documento. Il Bilancio ha due grosse uscite: Acta e trasporti. Molto è stato fatto nei trasporti ma le 30.000 auto che giungono a Potenza, continuano percorrerla in lungo e largo, senza utilizzare i sistemi di trasporto pubblico. Questioni rifiuti, perché l’accordo stipulato in regione non va avanti? Oggi scopriamo che servono 3,5 milioni per la manutenzione dell’inceneritore. La raccolta differenziata, il verde pubblico facciamo sì che possano essere ambiti sui quali l’Acta possa veramente cominciare a produrre utili, cosa che è richiesta a una società per azioni.  I privati devono essere un po’ più protagonisti della nostra città. Ci sarebbe voluto più coraggio. La borghesia di questa città deve dare di più a questa città. La politica deve evitare che questa città scivoli verso una palude e proporre nella pluralità idee e un confronto aperto e costruttivo”. La seduta viene sospesa alle 13,35 per riprendere il pomeriggio.

La seduta riprende alle 16,10 con la presentazione degli emendamenti alle delibere in discussione curata dal presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo. Preliminarmente il capogruppo Pu Sergio Potenza interviene sostenendo che gli emendamenti che “riguardano il regolamento sulla Tarsu, non essendo stati presentati almeno due giorni prima della discussione, e non essendo di entità limitata, ritengo che il Consiglio si debba pronunciare sull’ammissibilità degli stessi”. Santangelo legge gli emendamenti di cui trattasi.  Il consigliere Imbesi interviene sulla questione posta dal consigliere Potenza: “Noi abbiamo consentito di Amministrare anche in situazioni nelle quali il numero legale era risicato o mancante. Oggi non mi sembra che si possa invocare il rispetto procedurale su una questione che interessa la città. Non chiediamo che gli emendamenti vengano approvati ma che almeno vengano discussi”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta fa un osservazione: “La forma diventa sostanza e quando è rilevata un’istanza di procedibilità rispetto alla questione di merito. Il Sindaco e la giunta avranno modo di spiegare le decisioni assunte anche in merito agli emendamenti presentati. Quindi nel rispetto delle regola e della forma ritengo che bisogna tenere nella giusta considerazione il rilievo sollevato dal consigliere Potenza”. Il presidente pone in votazione la proposta del consigliere Potenza che viene approvata a maggioranza.

Il sindaco Santarsiero interviene in sede di replica e apre il suo dire sottolineando come “si tratta di un Bilancio che è stato sviscerato e approfondito in ogni suo aspetto. Partendo da considerazioni diverse, da sensibilità diverse, da posizione politiche diverse ma tutte ugualmente degne di essere analizzate. Non avremmo voluto discutere il Bilancio di previsione il 30 giugno, ma il caos che sul tema regna nel Paese, non essendo stato emanato a oggi il Dpcm chiamato a dettare con chiarezza le cifre che lo Stato trasferisce agli Enti Locali. Noi stessi siamo costretti a operare in una situazione di assoluta incertezza. Quello che stiamo facendo è talmente importante che può distruggere il Paese o può renderlo migliore. Noi abbiamo già respirato l’area del federalismo, e sappiamo le opportunità che ci offriva negli anni ’90, quella caratterizzata dall’autonomia, caratterizzata dalle grandi norme che puntavano sugli enti locali, con una crescita superiore al 3%. Quella stagione ci disse che quando di punta sugli enti locali il Sud cresce addirittura di più delle altre zone del Paese. La legge 42 è un’ottima legge che però rischia di essere una legge annuncio, perché necessita di tutto un corollario che al momento manca e che oggi vede solo un decreto sul federalismo municipale che risulta essere del tutto inadeguato con tagli pesanti e indiscriminati tra Comuni, tagli che si rifanno a criteri incerti. Un sistema che annulla ogni forma di autonomia gestionale senza tener conto del fardello impostoci dal patto di stabilità. I trasferimenti dello Stato quest’anno sono stati tagliati di 3,7 milioni di euro. Abbiamo dunque entrate appena sufficiente a fronteggiare le emergenze senza poter programmare. Quando parliamo di Bilancio parliamo di uno strumento che non ci mette nelle condizioni di poter soddisfare le esigenze dei nostri concittadini, tutto ciò però non ci deve e non ci fa venir meno rispetto al ruolo che ci compete. Non ritengo che Potenza debba necessari mante guardare a città più virtuose. Potenza è presa ad esempio per il rigore con il quale stiamo gestendo la finanza pubblica. Molti Comuni guardano a noi anche per la capacità di crescere. Il Comune di Potenza si presenta con un reddito medio procapite ben al di sopra della media nazionale. Rispetto al 2005 c’è stato incremento del reddito medio del 17%. Una città che rispetto al resto del paese ha dimostrato di sapersi difendere nei confronti di una crisi che ha investito tutto e tutti. 200 milioni di opere realizzate, centinaia di case popolari realizzate e programmate sono il segno di come l’economia si stia muovendo in città. Interveniamo sul personale in maniera rigorosa. Negli ultimi 5 anni sono andati in pensione 7 dirigenti. Un solo dirigente esterno è stato chiamato. Oltre 100 dipendenti collocati a riposo non sono stati sostituiti, garantendo lo stesso standard di servizi. Nonostante le difficoltà è una città che a testa alta si presenta davanti ai propri cittadini. L’Acta sta presentando al capoluogo i risultati ottenuti. Rispetto allo scorso anno riceve grosso modo le stesse risorse. I risultati del nuovo modello organizzativo ha dato risultati evidenti. Giuste le richieste di maggiori attribuzioni all’Acta anche se bisogna tener presente che il trasferimento richiede un notevole incremento di costi a carico dell’Amministrazione. Il 29% di raccolta differenziata in città quando in regione non si raggiunge il 10%, mi sembra un risultato notevole. Non è risultato casuale. In Città ci sono 579 raccoglitori in città per la carta e il cartone. Per l’umido si può arrivare alla raccolta porta a porta che comporterebbe un notevole incremento della Tarsu. Nel frattempo abbiamo operato su tutto il resto. Oggi l’Acta è un azienda autonoma rispetto a quella privata che era prima della trasformazione. Sull’Acta pesano oltre 50 dipendenti che stanno nel settore amministrativo. Comunque opera bene anche se va migliorata. 15 milioni si spendono per la raccolta, spazzamento e per il conferimento dei rifiuti. La Tarsu non aumenta in città e nelle aree rurali confermiamo gli abbattimenti tenendo conto anche del tessuto sociale che in quelle zone è più debole. Abbattiamo del 35% nelle aree servite da cassonetti e del 50% in quelle non servite. L’Acta sta lavorando bene e conseguirà l’incremento della raccolta differenziata grazie alle professionalità e all’esperienza che può vantare. Pallareta e inceneritore, sono contraddistinti da due storie articolate complesse e che si avviano a soluzione. Si è parlato di energia, un settore che ha molto a che fare con il risparmio. Recupero del biogas, impianti di cogenerazioni, quelli fotovoltaici, la prospettiva della Smart City, che mette in rete l’intera città sono tutti aspetti che ci pongono all’avanguardia. Questione mense: rispetto alla normativa rigorosa abbiamo operato affinché la norma fosse rispettata e che gli otto punti di produzione potranno servire le 16 scuole cittadine. Questione personale: il tecnologo alimentare è una figura che serve nell’ambito del’operazione appena citata e non è da mettere in rapporto alla situazione delle insegnanti, che l’anno prossimo addirittura saranno in esubero per quanto ci riguarda. Tutti i soldi in questo settore sono impiegati per il concorso per vigili urbani: è prevista l’assunzione di 5 figure per concorso e 4 sfruttando la mobilità. Non c’è nessun aumento delle mense. E’ salita da 6 a 8 mila euro la fascia di esenzione. La vendita del Tribunale, se non fosse stata realizzata così come è stato, ad esempio pensando alla cartolarizzazione, avrebbe comportato problemi ben più ingenti. Con una massa debitoria come la nostra, dopo aver venduto case, mi sembra non corretto pensare a mantenere il possessore del Tribunale, che è un peso, una zavorra per la nostra Amministrazione. Quando Tremonti taglia non garantisce nessuna autonomia, se introitassimo più Iva dovremmo restituirla al Governo nazionale. Con una rata mutuo di 12 milioni di euro è facile cadere in una crisi pesante. Nel settore dei trasporti è vero che ci è richiesto uno sforzo in più. 14.000 passaggi quotidiani con punte prossime ai 50.000 ci dicono che il sistema delle scale mobili funziona. C’è un problema per il trasporto su gomma. Ho dato mandato all’assessore competente di chiudere la procedura di gara per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico entro l’anno. Siamo riusciti a spuntare all’interno del prezzo complessivo che paghiamo al Cotrab, il controllo dei biglietti, il servizio di trasporto dei bus fino alla stazione di viale dell’Unicef del Ponte Attrezzato, il completamento della scala mobile che collega questo edificio comunale con la stazione. Il sociale, che risente dei tagli nazionali, non è affatto dimenticato. Stamane abbiamo firmato la convenzione con le scuole paritarie considerandole una ricchezza per la nostra società. Penso alla disponibilità di immobili del Comune da destinare ad associazioni con finalità volontaristiche. Prevista una spesa di 139.000 euro per la lotta al disagio. Riguardo la lotta all’evasione sono previsti 1 milione e 600 mila euro di introiti, frutto di un’azione organizzata. Il Pisus lo abbiamo approvato in quest’aula. Il Bilancio è il quotidiano il Pisus è la storia, è la prospettiva della Città che la porterà a Potenza 2020. La Regione decide di conservare l’asse 5. 40 milioni di euro messi a disposizione della nostra città. Non è un Comune isolato quello che tiene da anni un tavolo istituzionale di confronto permanente con 10 Sindaci del territorio. Alla città dobbiamo dare fiducia. Potenza è un Comune che è uscito con forza, che sta ragionando sul futuro, programmandolo nel concreto. Tanti gli sforzi amministrativi prodotti e in atto. Il Bilancio deve essere inserito in questo contesto e deve essere trasmesso alla città. Siamo chiamati a lavorare per la città. Il nostro bilancio in molti casi può essere definito virtuale. Gli incontri con i comitati di quartiere nei quartieri, sono durissimi, si toccano con mano i problemi. Laddove c’è stata la necessità ci siamo confrontati apertamente. La nostra apertura è caratterizzata dal confronto avviato con l’Università, con il mondo della scuola con l’iniziativa la ‘Comunità educante’. Nessuna palude (il Sindaco qui replica a un affermazione del consigliere Molinari, ndr), serve chiarezza. Nella chiarezza il Consiglio comunale può crescere e diventare ancora più forte. Nessuna nebbia nessun punto d’ombra. Infine questione lutto cittadino per Elisa. 18 anni di strazio per la famiglia Claps. Abbiamo ritenuto che quello fosse il giorno nel quale la città si stringe attorno a una sua figlia. Chiediamo che alla fine della vicenda vogliamo la verità tutta intera, qualunque essa sia. Potenza non è omertosa, che condanna fenomeni di questo tipo in maniera netta, senza incertezze. E’ una città che non offre coperture e che saprà lanciare un messaggio forte di riconciliazione”. Il consigliere Potenza chiede alle 18,45 una sospensione dei lavori, sospensione che viene approvata a maggioranza.

Alla ripresa dei lavori si riprende con le dichiarazioni di voto le prime riguardano il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari: aggiornamento triennio 2011-2013. Primo intervento è del Pdl con il consigliere Imbesi: “L’azione di forza messa in campo dalla maggioranza, negando la possibilità di confrontarci su alcune proposte, è estremamente grave. Chi rappresenta la città la rappresenta per intero. Non volevamo che le nostre proposte dovessero essere accettate, ma solo discusse. Ciò non è stato possibile. In svariate occasioni abbiamo offerto la nostra collaborazione, nell’occasione in cui l’abbiamo chiesto a voi ce l’avete negata”. La delibera viene approvata a maggioranza con il voto contrario del Pdl, gruppo misto (consiglieri presenti in aula), Mpa, Socialisti, Molinari, astenuti i Dec.

Seconda delibera in discussione è la modifica al Regolamento comunale per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sulla quale la giunta ha prodotto un primo emendamento, sul quale ha prodotto un ulteriore emendamento che diminuisce dal 70% al 65% l’importo della tassa che sono chiamati a versare coloro che abitano entro i 500 metri dai cassonetti. Sulla questione espone una pregiudiziale il consigliere Imbesi che sull’intera vicenda chiede che il Collegio dei revisori dei Conti si esprima ufficialmente. Chiede quindi un ulteriore sospensione affinché i componenti del Collegio (presenti in aula) possano riunirsi e pronunciarsi.

Alle 19,50 il documento viene presentato corredato dal visto dei Revisori e si apre la fase dedicata alle dichiarazioni di voto. Si comincia con la discussione degli emendamenti. Il consigliere Rocco Coviello definisce “umiliante la presentazione dell’emendamento fatta dall’assessore Pace, che prevede un diminuzione della tassa in media per famiglia pari a meno di dieci euro. Mi sento mortificato come consigliere e come residente delle campagne”. Il consigliere del Pu Antonio Triani, pur lodando l’intervento del Sindaco “di altissimo livello” stigmatizza l’assenza del gruppo Pd durante lo stesso intervento. “Avremmo preferito mantenere più bassa la tassa a chi vive oltre i 500 metri, e uguale quella a chi nei nuclei rurali risulta comunque servita. Il nostro voto sarà dunque di astensione”. Il capogruppo Dec Laieta sottolinea come “anche quel poco è comunque importante per i cittadini interessati”. Il consigliere del Pdl Imbesi esprime “grandissima perplessità sull’emendamento in discussione. Mi sarei atteso una reimpostazione della tassazione, magari sulle persone e non sui metri quadri. Era necessario dare un segnale sociale e i nostri emendamenti chiedevano ciò. Non ci è stato consentito di poterli discutere. E’ ridicolo chiederci di votare un risparmio di 5 o 10 euro. Votiamo contro questo emendamento”.

Il Sindaco asserisce “che nel pieno rispetto delle considerazioni espresse da tutti, sottolinea come non ci sia alcun atto di furbizia. E’ un atto deciso dalla giunta a seguito di un preciso indirizzo giunto in seno al mio partito e in seno a questo Consiglio. Un’esigenza chiara emersa sin dall’inizio di questo dibattito. L’obiettivo del pari trattamento anche nei nuclei resta tale, un obiettivo al quale tendiamo e per il quale stiamo lavorando”. Il presidente pone in votazione i due emendamenti. Gli stessi vengono approvati rispettivamente a maggioranza con 15 voti favorevoli, 8 contrari e 7 astenuti. Per dichiarazione di voto sulla delibera così come emendata si pronuncia negativamente il consigliere del Pdl Imbesi “perché bisognerà pagare la Tarsu anche se si possiede una casa abbandonata”. La delibera che prevede modifiche al Regolamento comunale per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Si svolge il voto nominale il cui esito è il seguente: 17 favorevoli, 7 contrari e 6 astenuti. Il provvedimento viene approvato a maggioranza.

Ultima delibera è quella del Bilancio di previsione 2011, del bilancio pluriennale e della relazione previsionale e programmatica per il triennio 2011-2013, nonché del programma triennale 211-2013 e dell’elenco per l’anno 2011 dei lavori pubblici. Primo intervento per dichiarazione di voto è quella del consigliere del gruppo misto Rocco Coviello che si dice contrario al documento. Per il gruppo Con Santarsiero per Potenza il presidente Antonio Smaldone si dice favorevole al Bilancio “che anche attraverso un’opera meticolosa e paziente ha prodotto i tagli inevitabili senza gravare eccessivamente sulle tasche dei cittadini, malgrado quelli decisi dal governo nazionale nei confronti degli enti locali. Finché convivremo con questa gigantesca evasione fiscale, il futuro sarà sempre più contraddistinto da notevoli sacrifici”. Il consigliere conclude attestando l’ottimo lavoro svolto in Seconda commissione grazie alla professionalità con la quale ha diretto i lavori il suo presidente Rocco Coviello”. Il consigliere Imbesi annuncia il suo voto contrario “al termine della più brutta sessione di Bilancio nei 18 anni che ho partecipato a sedute consiliari, nella quale la maggioranza ha ritenuto di essere l’unica portatrice di idee degne di essere discusse in questa assise. Il nostro voto è motivato anche dal fatto che mancavano le relazioni degli assessori, la relazione del Sindaco, e comunque il Bilancio risulta pieno di buchi come le strade del capoluogo. Ingiustificato anche l’aumento deciso a carico di chi frequenta gli impianti sportivi cittadini”. Per il gruppo la Potenza dei Cittadini, il capogruppo Giuseppe Laviero annuncia il suo voto favorevole pur “chiedendo alla Regione che riconosca al capoluogo la sua funzione sovra comunale, riconoscendole i contributi che le necessitano soprattutto in tema di trasporti. Sui rifiuti importante la cooperazione con il Conai. No comment sull’inceneritore. Importante la possibilità di verificare interventi finanziati attraverso le royalties del petrolio. Soddisfatto per l’incremento della squadra di manutenzione comunale e per non aver registrato tagli sui servizi sociali”. Il capogruppo Dec giudica la replica del Sindaco “ricca di molte luci e qualche ombra. Noi sul provvedimento ci asteniamo”. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza interviene sostenendo che “come Popolari uniti abbiamo la responsabilità per trovare la quadra nell’ambito della maggioranza per la redazione di un Bilancio massacrato dai tagli imposti dal governo nazionale. Abbiamo l’obiettivo di portare l’inceneritore a regime e successivamente avviare un confronto. Rimane l’interrogativo: con quale personale? L’inceneritore in materia ambientale è pericoloso quanto il percolato. Le nano-particelle prodotte dall’incenerimento hanno un’influenza sulla salute pubblica. Rispetto all’accordo con il Conai rimaniamo in attesa di informazioni più puntuali. La connessione wi-fi è una tecnologia usata, per Potenza dobbiamo immaginare una rete tecnologicamente avanzata che salvaguardi anche la sicurezza. Riguardo ai mille quadri del palazzetto destinato al volontariato che dovrebbe sorgere nel comparto F12, credo che andrebbe avviata una riflessione attenta e valutiamo tutti gli aspetti. Il personale rappresenta la voce più grande del Bilancio comunale: 24 milioni di euro. E’ finita la ragione delle vacche grasse. Gli uffici devono essere veloci e fornire servizi efficaci. I Pisus sono una grande opportunità e non possiamo prenderci il lusso di sprecare questa occasione. Concludo annunciando il nostro voto favorevole”. Il capogruppo Mpa Lacerra evidenzia come “lo stile racchiuda la sostanza. Dovremmo cacciare i cafoni dalla città, e persone che non hanno la storia, non hanno il passato e non hanno nemmeno una visione del futuro. Ho apprezzato lo stile del consigliere Triani rendendo la sua posizione leggibile a tutti. Non ho trovato altri insegnanti. Per essere insegnanti bisogna essere autorevoli. C’è differenza signor Sindaco tra i partecipare e l’ascoltare. Partecipare comprende la voglia di incidere, per trovare le scelte migliori per amministrare al meglio la nostra città. Il mio voto sarà contrario”. Il coordinatore dei gruppi di opposizione Molinari annuncia il voto contrario “per un Consiglio che si è svolto non in maniera ottimale, non essendo stata consentita la discussione degli emendamenti presentati dall’opposizione ed essendo stato fatto proprio dall’esecutivo uno di quegli stessi emendamenti, che ha prodotto risultati ridicoli, con un risparmio per i cittadini interessati di pochissimi euro. Il nostro voto sarà contrario al provvedimento”. La mancata discussione degli emendamenti presentati dall’opposizione è l’argomento rimarcato anche dal consigliere del gruppo misto Vito Mitro: “Esprimo anche per le ragioni espresse il mio voto contrario”. “Il gruppo del Pd, il suo gruppo Sindaco le annuncia il voto favorevole alla delibera del Bilancio, al di là del vincolo partitico e politico. Questo Consiglio comunale ha bisogno di chiarezza – prosegue il capogruppo Carretta – e i tagli perpetrati anche ai danni del Comune di Potenza ci richiamano proprio alla maggior chiarezza possibile. I Pisus sono un provvedimento importante, come importante è il tema dei trasporti, dei rifiuti, dell’ambiente. Sappiamo che nella Regione troveremo su questi temi interlocutori attenti. I cittadini non ci hanno eletto per amministrare l’ordinario, ma per dare un futuro a questa città. E’ importante un fronte comune su questi argomenti”. Anche questa votazione si svolge per appello nominale. La delibera viene approvata, così come annunciato dal presidente Santangelo a maggioranza con il seguente esito: 23 consiglieri favorevoli, 3 consiglieri astenuti e 8 consiglieri contrari. La seduta si conclude alle 22,35.