Becce (PDL) su pubblicazione Qui Touring

Si può promuovere una regione e dimenticare di citare il suo Capoluogo di Regione?  Non può succedere, eppure è accaduto nello speciale Qui Touring della Basilicata, nemmeno una menzione a Potenza, neanche un rigo, una parola quasi la nostra città non esista sulla cartina geografica lucana. Eppure, Plinio il vecchio, nella sua Naturalis Historia la cita nelle tribù osco-lucane, quindi esisteva. Se non erro Potenza la conoscono anche le migliaia lucani e italiani che nella festività di San Gerardo si sono riversati per ammirare la nuova Sfilata dei Turchi o partecipare al Banchetto dei Portatori del Santo.  Iniziative lodevoli, attrattive e ottimamente organizzate, grazie però al contributo di tanti volontari, studiosi, circoli ed associazioni potentine che sono stati i protagonisti e gli artefici di un successo straordinario di presenze in città. Ora scopriamo invece a distanza di qualche mese che Potenza è cancellata da ogni percorso possibile di turismo in Basilicata. Una gaffe? Un attentato mediatico? Uno sgarbo verso qualcuno e chi poi è cosi importante per il resto nel mondo che risiede in Potenza? Ne dubitiamo, ma resta il rammarico, poiché la nostra città merita di essere conosciuta, visitata nei suoi vicoli, nel suo centro storico, nei suoi musei e anche per quel autentico gioiello di architettura dal nome Ponte Musumeci, sul quali migliaia di cittadini transitano, ignari ma non per colpa loro se quel capolavoro di metallo è abbandonato all’oblio e all’indifferenza invece di esser valorizzato come merita. La scelta di ignorare Potenza è gravissima, qui non si discute, ma è anche l’esempio di una sciatteria imperante nel Palazzo di Città, troppo teso a pubblicizzare piccoli e grandi eventi o non eventi, a organizzare di tutto con finanziamenti a pioggia ma che poi risultano essere circoscritti solo nel perimetro cittadino, conosciuti da pochi, poco interessanti ai più perchè oltre Potenza esiste il Mondo. Ed il mondo corre il pericolo di ignorare Potenza e le sue peculiarità, le sue tradizioni, le sue bellezze. E’ solo il segnale del fallimento del mecenatismo alla Santarsiero rivolto da sempre a volersi creare un’immagine mediatica quale protettore delle belle arti, ma praticamente ignorato dai circuiti che contano, quelli che si rivolgono ad un target preciso di turisti informati, interessati e curiosi di conoscere nuove realtà. Non vorrei assistere però ad un litigio di sapore stracittadino, infarcito da venature Pd e messaggi di sostegno al sindaco Santarsiero. Il Qui Touring non ha bocciato Potenza, ha bocciato senza appello l’incapacità di una classe dirigente di promuovere una Comunità ed una Città, tutta protesa ad autocelebrarsi, a magnificarsi, a costruire piccoli palcoscenici di provincia dei quali il mondo esterno non è interessato. Si consoli Santarsiero, perchè è in ottima compagnia con l’amico Restaino, assessore regionale al Turismo e potentino doc e con la dirigenza dell’APT che è capace di far sbarcare i Greci a Senise – porteranno anche il mare con delibera di giunta regionale – ed è incapace di far conoscere che esiste Potenza anche nel 2011. Ridateci Plinio il Vecchio, per favore.