Il commercio ambulante abusivo di prodotti ortofrutticoli oltre a creare problemi in termini di evasione fiscale e di viabilità crea problemi a riguardo l’aspetto igienico-sanitario, in quanto espongono e commercializzano la loro mercanzia, di cui non si conoscono qualità e provenienza, ignorando e violando le più elementari norme igieniche-sanitarie che devono essere osservate da tutti i commercianti venditori alimentari, in violazione con la legge sul commercio che sancisce l’obbligo di indicare , per i commercianti ortofrutticoli –sottolinea il consigliere Gesualdi-non solo il prezzo al chilo, ma anche la provenienza e la categoria di appartenenza al fine di favorire una leale concorrenza tra gli esercenti e, contestualmente, un indubbio vantaggio per i clienti.
L’abusivismo è un fenomeno che continua a dilagare sempre più e che pertanto va represso con ogni provvedimento necessario e senza ulteriori indugi, spesso trattasi di commercianti in possesso dei relativi titoli autorizzatori, che di conseguenza comportano una limitazione dell’azione repressiva della polizia municipale, i quali possono applicare solo le sanzioni amministrative previste e sequestrare la merce quando ciò è previsto dalle norme legislative, pertanto il problema non è di facile soluzione ed assume maggiore rilevanza anche alla luce del fatto che molti sono gli acquirenti, attratti, molto probabilmente, anche dai prezzi bassi, pertanto per cercare di ridurre il fenomeno dovremmo tutti cercare di non alimentare questo mercato non acquistando dagli ambulanti irregolari o abusivi. L’assessore De Rosa, molto attento alle problematiche che investono il settore, sicuramente apporterà le giuste modifiche per rendere il settore più fruibile e più competitivo, creando più posteggi iniziando dalla trasformazione di quelli stagionali in posteggi a posto fisso e soprattutto riducendo l’area di territorio comunale in cui è interdetta la vendita, così come si attiverà per mettere a disposizione della polizia municipale strumenti legali più efficaci, visto che molto spesso non è possibile il sequestro della merce trattandosi di commercianti in possesso di regolare titolo autorizzatorio intervenendo nei confronti della Regione affinchè vengano apportate le giuste modifiche alla Legge Regionale sul Commercio n. 23 del 30 settembre 2008, così come ha fatto la Regione Emilia Romagna introducendo nella legge in materia, la sanzione della confisca obbligatoria della merce nei confronti di chi esercita il commercio sia su aree private che pubbliche senza autorizzazione.
Giudico pertanto positivo il bilancio tracciato dal Comandante della Polizia Municipale Donato Pace, nel primo semestre 2011, sottolinendo l’impegno profuso su tutto il territorio comunale dagli operatori della polizia municipale assolvendo con zelo e diligenza i propri compiti nell’ambito delle materie di competenza, come peraltro confermato dalle circa 110 violazioni accertate per inosservanza delle norme in materia di commercio su aree pubbliche redatti all’interno della parte di territorio comunale in cui è interdetta la vendita, per migliaia di euro di multa che se pagati, stroncherebbero anche un gigante della grande distribuzione e dei circa 4 verbali di sequestro di merce effettuati a venditori ambulanti abusivi, cioè privi di necessarie autorizzazioni.
In conclusione io penso che per combattere il fenomeno dell’abusivismo commerciale, oltre a una nuova revisione della legge regionale sul Commercio serve sicuramente una dotazione maggiore di uomini che consentirebbe di controllare meglio le aree interessate dal fenomeno in argomento ponendo in essere almeno la tecnica “marcatura ad uomo” che non pone quale suo obiettivo il sequestro della merce ma è invece finalizzata ad un’azione di disturbo che impedisce al commerciante irregolare l’esercizio di vendita, obbligandolo ad abbandonare la zona.