Il Consiglio comunale comincia alle 16,30 con il presidente Vincenzo Santangelo che pone in votazione la prima delibera, quella dei verbali della seduta precedente, l’approvazione ha luogo all’unanimità. L’assessore all’Istruzione Giuseppe Messina illustra la seconda e la terza delibera, che verranno poi votate singolarmente, quella riguardante la modifica del Regolamento per il funzionamento e la gestione partecipata del servizio di mensa scolastica comunale, soprattutto rispetto all’applicazione dell’indicatore della Situazione economica equivalente, e l’altra inerente al servizio di mensa comunale, in particolare l’estensione delle agevolazioni tariffarie ai cittadini residenti nei Comuni della Provincia di Potenza e contestuale modifica del Regolamento per il funzionamento e la gestione partecipata del servizio mensa scolastica comunale. “La Giunta ha fatto la scelta che, pur in presenza di tagli continui e sempre più gravosi imposti agli Enti locali, gli interventi che potranno penalizzare i più piccoli, saranno gli ultimi a essere effettuati. Quindi i provvedimenti in discussione mirano ad aumentare la fascia di esenzione, alzando da 6 a 8.000 euro la soglia sotto la quale i cittadini possono usufruire gratuitamente del servizio mensa. Il secondo, invece, estende le agevolazioni previste dalle fasce Isee anche ai bambini non residenti nel Comune capoluogo” conclude Messina. Primo intervento dei consiglieri è quello del gruppo misto Vito Mitro, presidente della Prima commissione consiliare permanente. “La proposta licenziata dalla Commissione prevede 5 fasce, che favorisce i nuclei familiari meno abbienti. Il provvedimento però non può demandare alla Giunta il compito di determinare annualmente le tariffe. Il costo complessivo dei pasti è di 1.478.000 a fronte di entrate di poco superiore ai 700.000 euro. Allora è contradditorio che sia previsto un aumento della tariffa massima per i pasti da 4,50 euro a 5,50 euro e contestualmente si decida l’estensione delle agevolazioni ai non residenti, con un aggravio per le casse comunali di circa 50.000 euro. Se non siamo di garantire diversi servizi importanti per la città non mi pare giusto farsi carico di spese ulteriori per persone non residenti”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta esordisce asserendo che “tagli e sacrifici proseguiranno anche nei prossimi mesi, e quindi il ruolo dell’opposizione, oggi più di ieri, non può essere quello di dire aprioristicamente ‘no’. A due bambini che vivono il pranzo, un momento di vita didattica, l’Amministrazione non può dire a uno dei due sì, all’altro no nel caso non sia residente nel Comune. E’ giusto che la Regione, così come è stata sollecitata a fare dal mio capogruppo e da altri consiglieri provveda a trovare i fondi necessari”. Il consigliere del Pdl Nicola Becce si chiede “perché tanti Comuni riescono a tenere i costi sotto i 3 euro a pasto e a Potenza stiamo a discutendo di aumentare la quota da 4,5 euro a 5,5 euro. Il pranzo è un’attività didattica per i bimbi che frequentano la sezioni primavera, per quelli più grandi si tratta di un momento di ristoro e basta. Come è possibile discutere e votare questi provvedimenti quando oggi le scuole sono aperte e le mense sono ancora chiuse”. Il coordinatore dei gruppi di opposizione Giuseppe Molinari: “Nel giorno di apertura delle scuole, mi sarei aspettato un’informativa sulle tematiche dei libri scolastici, dei trasporti pubblici, sull’apertura delle mense scolastiche, discutiamo di due delibere, cosa che ci fa apparire come persone fuori dal mondo. Perché non parte la mensa? Si fa una gara chi se la aggiudica deve essere in grado di garantire il servizio. Rispetto alle fasce il nodo è quello dell’aumento delle tariffe. Sull’altra, vanno evitati atteggiamenti demagogici, tutti vorremmo essere solidali con i residenti degli altri Comuni. Secondo un principio di corretta amministrazione, tutti i Comuni hanno zone limitrofe, zone di confine, ma non per questo estendono benefici tariffari soprattutto in tempi quali gli attuali, con un impegno che invece ritengo dovrebbe essere coperto dalla Regione”. Il capogruppo del Pdl Fernando Picerno torna “sulla mancata conoscenza della data di apertura delle mense. Di cosa stiamo parlando allora. Il Sindaco di Matera ha detto che ha aperto tutte le mense. Il Sindaco di Missanello ha fatto sì che i bimbi del suo paese rimangano nel loro territorio. Tariffe unificate per tutti i Comuni, la Regione deve porre rimedio a questa situazione e non farsene carico solo il Comune di Potenza”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra sostiene che “quando la Giunta converge su scelte condivise, i risultati sono immediati. Le mense non partiranno quando avrebbero dovuto, l’interesse nei confronti della città di Potenza, va ben al di là di quello che dovrebbe essere. Primo firmatario del documento con il quale si sollecita la Regione Basilicata ad andare incontro alle esigenze dell’Amministrazione potentina, primo firmatario è il consigliere Mollica che potentino non è. Invito l’Amministrazione a ritirare questo provvedimento, perché manca l’urgenza, perché le mense non partono mentre il sistema di trasporto pubblico continua a consumare 12,5 milioni di euro l’anno con pochissime persone che ne usufruiscono. Se l’interesse sulla città di Potenza sta tornando, la Giunta ritiri il provvedimento e ne discuta con noi consiglieri”. Nella replica l’assessore Messina sostiene che “il provvedimento in discussione oggi, è quello al quale siamo giunti solo dopo un confronto approfondito, che aveva portato a posizioni condivise. “C’è l’esigenza sociale, dell’allargamento delle fasce. Il 52% della spesa per le mense è sostenuto dal Comune il resto dai cittadini. Il nostro obiettivo, per un intervento strutturale, è quello di invertire questa proporzione. Le cedole dei libri sono state date, i trasporti scolastici partiranno lunedì, perché così era indicato a livello nazionale per l’apertura delle scuole, gli asili nido saranno aperti da domani (16 settembre). Abbiamo problemi per la copertura dei servizi integrati, quelli riguardanti l’handicap. Per il momento abbiamo fondi tali da coprire questi servizi dal 19 settembre al 19 ottobre. L’auspicio è che nel frattempo si riescano a intercettare nuovi finanziamenti. Sulle tariffe delle mense scolastiche non si interviene da anno, è mancato l’adeguamento Istat, e oggi se l’avessimo fatto annualmente non saremmo qui oggi a discutere di questo argomento”. Il sindaco Vito Santarsiero precisa che “ogni volta la mensa scolastica ha rappresentato per noi una meta, e che ci siamo impegnati in questi anni a garantire che partisse nella data più prossima a quella di apertura delle scuole. L’anno prossimo il Comune avrà 11,5 milioni di trasferimenti statali in meno, la cifra più alta mai registrata. Questo è il contesto nel quale ci muoviamo. Tagli significativi sono stati apportati in favore delle famiglie numerose, con il secondo figlio che paga il 50% della quota prevista e il terzo che ha uno sconto del 75%. In Basilicata il taglio che abbiamo avuto sul personale è stato superiore al 4 %, cosa che ha costretto alle pluriclassi nella nostra città, è il caso di Giuliano, che ha terza, quarta e quinta in una stessa classe. In questo contesto i Sindaci di tutt’Italia oggi hanno detto di essere costretti a tagliare i servizi necessari. Equiparare i cittadini di San Costantino Albanese ai nostri nella città di Potenza è bene, perché si tratta di un indirizzo di principio per il quale è giusto che il capoluogo di Regione dia il buon esempio. Altro ragionamento è quello che riguarda la situazione economica è gravissima, che diventa drammatica per l’anno prossimo. Avremo giornate intere per confrontarci su come spendere questo o quell’euro. Il Comune di Potenza è in difficoltà. Ho avviato un percorso non semplice con il presidente della regione. La nostra situazione non può farci dimenticare che situazioni similari vengono vissute dagli altri Comuni lucani. Il dialogo si è aperto positivamente. Ben vengono i 100.000 euro, anche se non chiediamo l’elemosina. Il trasporto pubblico tendenzialmente negli ultimi 10 mesi registra un incremento delle utenze. Pullman nuovi e interventi sulla viabilità sicuramente hanno avuto un’influenza sul numero di utenti, che circa in 13.000 utilizzano le scale mobili. Siamo in un’unica barca, che vive una situazione complessa per superare la quale c’è la necessità dell’impegno di tutti. Nemmeno nei momenti più bui della storia repubblicana, un partito, mi riferisco alla Lega, nega ai propri Sindaci di protestare. Al governo nazionale chiedo non le dimissioni, ma scelte coerenti che non continuino a penalizzare il mio Comune. Lunedì avrò un incontro tecnico importante in Regione per trovare soluzioni condivise”. Le dichiarazioni di voto si aprono con quella del capogruppo Dec Laieta che si dice favorevole al provvedimento. Il consigliere Mitro dichiarando il voto di astensione del gruppo misto “dei consiglieri presenti in aula. Non sono contro gli alunni che vengono dagli altri Comuni, ma essendo previsto l’aumento da 4,5 a 5,5 euro per gli utenti della mensa abbiamo fatto una valutazione che ci ha portato a ritenere che le ulteriori spese previste per la mensa debbano essere sostenute dalla Regione”. Il consigliere del Pdl Annamaria Calabrese esordisce parlando del “trasporto pubblico. Come si fa in una famiglia vanno assunte le decisioni più idonee. Quando si parla di diritto allo studio bisogna pensare anche ai bambini delle scuole sottodimensionate. Avremmo dovuto avere il coraggio di chiudere le pluriclassi. Ad Avigliano Scalo ci sono 40 bambini e dieci insegnanti, a San Nicola la situazione è simile. Visto che il tempo pieno costa, avremmo potuto pensare a un tempo prolungato con due rientri. Il trasporto pubblico è a servizio della scuola, quindi non devo consentire l’uscita anticipata o posticipata degli alunni per andare incontro alle esigenze degli scuolabus. Avrei preferito che si pagassero le scale mobili e altri servizi, piuttosto che far pagare di più le mense. In ogni caso il nostro gruppo si astiene dando fiducia al Sindaco e all’assessore affinché possano cercare e trovare soluzioni alternative”. Il capogruppo Lacerra sottolinea di non aver avuto risposta rispetto alla data di inizio della mensa scolastica. Il Sindaco precisa che “avevamo immaginato meglio di gestire la fase di transizione, con un ulteriore taglio manifestatoci a fine agosto di altri 800.000 euro. A questo proposito incontrerò, come vi ho detto i vertici regionali per trovare una soluzione. A ottobre, con la vendita del tribunale, dovremo diminuire la rata mutuo del debito storico del Comune di 4 milioni di euro”. Riprende Lacerra: “Nonostante non ci sia la cogenza del provvedimento, dimostriamo la nostra responsabilità attraverso un voto di astensione, nella speranza che ciò possa aprire la strada a un percorso condiviso”. Il coordinatore Molinari chiede che “pur in presenza di tagli forti, che pure ci sono stati, l’auspicio è che già dalla prossima seduta consiliare si decida di venire in Consiglio per rimodulare le regole alle quali attenersi in tema di economia e finanza. Tra le possibili soluzioni c’è quella di spalmare su tutto il territorio regionale le royalties del petrolio. Per senso di responsabilità il nostro voto sarà comunque di astensione sul provvedimento”. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza nota “con piacere la convergenza delle forze politiche sul riconoscere le difficoltà che il Comune di Potenza. I tagli ci sono e dobbiamo essere bravi a individuare quali sono le cose essenziali. Se ci sono servizi che non siamo in grado di garantire, dobbiamo evitare demagogie ed essere chiari con i cittadini. Siamo amministratori e dobbiamo essere responsabili rispetto alle scelte che compiamo quotidianamente. La Regione Basilicata non è un bancomat al quale si può fare ricorso in ogni occasione. Un appunto che riguarda il trasporto pubblico, viaggiano a velocità non rispettose del codice della strada e sostano con il motore acceso, pur essendo vietato. Il nostro voto sarà favorevole”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta chiude gli interventi affermando che “siamo impegnati a programmare un futuro anche per le stagioni successive, quindi è importante contestualizzare i dati che Sindaco e assessore ci hanno offerto e dai quali non si può prescindere”. Alla votazione risultano presenti 27 consiglieri: entrambe le delibere vengono approvate a maggioranza con l’astensione delle opposizioni (i Dec votano favorevolemente). Si apre la fase dedicata alle interrogazioni con quella del consigliere Lacerra che chiede chiarimenti in merito alla pulizia di tombini nel centro storico, “soprattutto dopo aver constatato il loro intasamento in occasione degli ultimi temporali registratisi in città”. L’assessore alla Viabilità Antonio Pesarini spiega che “le piogge alle quali si riferiva il consigliere vanno inseriti tra gli eventi eccezionali. Essendo la rete fognaria dimensionata per eventi piovosi di normale entità, comunque si verificano disagi. Preciso inoltre che il Comune è responsabile solo dello smaltimento delle acque bianche”. Nella controreplica il consigliere Lacerra evidenzia che “i tombini del centro storico sono tutti otturati e per questo vanno previsti interventi di ordinaria manutenzione”. L’interrogazione successiva è ancora presentata dal consigliere Lacerra chiede “il motivo dell’assenza della ringhiera che divide via Pretoria dalla ‘Piazza dei poveri’, problema per la cui soluzione ritengo, così come propostomi dall’assessore Pesarini, sia fruttuoso effettuare un apposito sopralluogo”. Interrogazione successiva è quella del consigliere Molinari sulla riapertura della strada Bucaletto-Marrucaro, “per la quale il vicesindaco pur incontri aveva avuto, ma che da due anni non vede ulteriori evoluzioni e vive una situazione di sostanziale stallo. Marrucaro e Bucaletto sono città di Potenza e non possiamo consentire che quella strada rimanga chiusa”. Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Pietro Campagna spiega che “gli uffici stanno ancora tentando di ricostruire le effettive proprietà delle aree di cui trattasi, per giungere alle cessioni e alla composizione bonaria dell’intera vicenda. Tornerò a sollecitare uffici e assessore alla Mobilità perché venga dato nuovo impulso alle trattative”. Ancora Molinari interroga l’assessore all’Ambiente Nicola Lovallo “sulla presenza di un capannone nel quale si pensa ci sia amianto, struttura che si trova nei pressi di Tiera di Potenza”. L’assessore Lovallo prende l’impegno “di svolgere ulteriori indagini, anche se dai sopralluoghi condotti dagli uffici, mi è stato confermato che non sussistono situazioni di pericolo”. Il consigliere Molinari interroga sempre l’assessore Lovallo sulla “mancanza di pubblica illuminazione in alcune contrade cittadine, Dragonara, Cugno del Finocchio e in tutte quelle zone dove ci sono delle abitazioni. Anche in città a Santa Maria vicino alla caserma, in ampi tratti di via Vaccaro, di viale Marconi, l’illuminazione non è sufficiente. Alcuni tratti di strada sono illuminati pur non essendoci nemmeno una casa. Invito a razionalizzare in generale il sistema”. L’assessore Lovallo spiega che “solo agendo sulla razionalizzazione dell’orario si sono risparmiati 96 euro a giugno. Si è stabilito, seguendo l’ordine cronologico di richiesta e di realizzazione delle reti, si procederà a breve all’attivazione della pubblica illuminazione in quattro zone”. Il Consiglio si conclude alle 19,50.