4.11.2019 – ore 12: All’ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per martedì 5 novembre è stata inserita una mozione presentata dalla consigliera Angela Fuggetta (la Basilicata Possibile) sui drammatici fatti che coinvolgono il popolo curdo, spiega in una sua nota la stessa consigliera Fuggetta.
La mozione vuole portare alla discussione del Consiglio comunale una vicenda politica che solo apparentemente è distante dalle finalità amministrative dell’istituzione locale.
Con la mozione, la consigliera Fuggetta, chiede all’assemblea cittadina di schierarsi esplicitamente con una posizione di condanna dell’intervento militare turco in Siria e consegnare solidarietà al popolo curdo attraverso tre azioni simboliche e a costo zero per la città di Potenza.
«Perché una mozione sul Kurdistan in un consiglio comunale? Perché – spiega la consigliera Fuggetta – si può scegliere di amministrare una città con un approccio pragmatico, pensando solo alle esigenze quotidiane della cittadinanza o si può decidere di amministrare facendo in modo che quella stessa pratica sia guidata da una visione politica più ampia, capace di andare un po’ più in là dei confini comunali.»
Il tema è ancora più urgente oggi, in un momento in cui sono ricorrenti dibattiti su nuove forme di democrazia, centralità del locale e partecipazione, in un mondo globalizzato e interconnesso, in cui le megalopoli convivono con paesi minuscoli.
«Ecco perché credo abbia senso nelle amministrazioni di qualsiasi dimensione interrogarsi su quanto sia importante per il singolo contesto territoriale il mondo che lo circonda.»
Con la mozione che sarà discussa nella seduta di domani 5 novembre, al sindaco e al governo cittadino, viene chiesto di assumere tre impegni che richiamano altrettante sfaccettature di questo rapporto tra il globale e il locale.
Il testo della mozione nel primo punto chiede di condannare l’aggressione della Turchia nei confronti del popolo curdo, aggressione che viene condotta con lo scopo dichiarato di eliminare la presenza curda dalla regione della Siria del nordest. Già altri Consigli comunali nel Paese hanno fatto sentire la propria voce al Governo nazionale, sollecitandolo affinché l’Italia cessi di armare la Turchia in questo conflitto, in osservanza della legge 185 del 1990 che impedisce di inviare armi ai Paesi in stato di conflitto armato.
«Vale la pena di ricordare il ruolo fondamentale delle Unità di Protezione Popolare (YPG e YPJ), le uniche forze armate del popolo curdo, nel contrasto del gruppo terroristico Stato Islamico, costato loro circa 15.000 morti.»
La mozione prosegue chiedendo di esporre la bandiera del popolo curdo sul Palazzo di Città, quale gesto di solidarietà nei confronti dell’esperienza del confederalismo democratico, «un’esperienza politica di grandissimo valore democratico che un popolo da secoli privato di uno Stato fisico è riuscito a realizzare in una regione, il medio Oriente, caratterizzata politicamente dalla presenza di gruppi terroristici e dittature.»
Infine, la mozione si conclude con la richiesta di intitolare una rotonda della città di Potenza ad Hevrin Khalaf, la trentacinquenne segretaria del Partito Futuro Siriano, massacrata nel conflitto in corso dalle bande di fondamentalisti islamici che combattono al fianco delle forze regolari turche. «ll richiamo a una martire donna – conclude Fuggetta – è
in omaggio all’uguaglianza di genere, che insieme ai principi del multiculturalismo, dell’uguaglianza sociale, del pluralismo, della salvaguardia dell’ambiente sono alla base del sistema politico curdo.»