Quando i ragazzi scendono in piazza a protestare – siano fondate o meno le questioni – è sempre un dato importante, da valutare ed analizzare. Anzi, lo reputo positivo perchè è giusto che in quella età incomincino a occuparsi delle loro problematiche ed a impegnarsi con la vivacità e l’entusiasmo dei loro verdi anni. Ma per quanto riguarda i “cattivi maestri” sempre pronti a strumentalizzare ogni possibilità di difendere il loro status quo ed i loro privilegi, il discorso cambia ma non varia l’atteggiamento della doppiezza togliattiana di coloro che decenni fa volevano cambiare e abbattere l’egemonia democristriana nella istruzione pubblica, mentre ora vorrebbero conservarla assieme all’ ufficio di collocamento che è diventata la scuola italiana. Tutto questo è successo per loro demerito e per demerito delle consorterie che proteggono i loro interessi a scapito di qualità, meritocrazie e miglioramento della didattica ed insegnamento.