I cittadini di Potenza sono al sicuro nei loro quartieri? La tranquillità bucolica che si respira nelle zone residenziali della città è apparente o reale? Mi dispiace per tutti quei potentini che, come me, negli anni sono stati illusi da convinzioni di questo tipo. Al di là delle palazzine e delle villette rimesse a nuovo, dei porticati, dei giardini curati si nasconde una realtà che si sta rivelando agli occhi di molti: branchi di animali randagi conducono una vita parallela sul territorio urbano ed extraurbano della nostra città. La loro peculiarità? Sono affamati, aggressivi e selvaggi. Sempre più numerosi sono gli avvistamenti e le segnalazioni; sempre più numerose le denunce presso gli Uffici comunali, il Comando dei Vigili urbani di Potenza e la Magistratura per morsi di cani su persone adulte ed anche su bambini, preda facile in quanto così piccoli e indifesi! Altrettanto numerose sono le manifestazioni di pericolo e paura di alcuni cittadini ad uscire dalla propria abitazione nelle prime ore del mattino e nelle ore notturne. Come mai in una città, di cui i nostri amministratori decantano qualità e stile della vita, possano verificarsi episodi di questo tipo? Dov’è la sicurezza dei suoi abitanti? Si tutela la loro incolumità e la loro salute pubblica? Le denunce ci confermano che non è così. Sarebbe interessante ed esaustivo conoscere dalle istituzioni competenti il numero di denunce per morsi su adulti e bambini, nell’
ultimo biennio, al fine di verificare se il diritti del vivere civile e della tutela della persona vengano effettivamente garantiti. La crescente necessità di far rispettare le regole fondamentali per il benessere animale, quasi mai garantito sul territorio potentino dove anche gli animali di proprietà spessissimo sono tenuti in pessime condizioni e in stato di abbandono, qualche anno fa ha indotto l’
assessorato all’Ambiente del Comune di Potenza a proporre il “ Regolamento comunale sui diritti degli animali”, il cui iter di approvazione è stato bruscamente interrotto e non si sa per quale arcano motivo!! Vogliamo poi parlare dell’archimedica invenzione del “ cane libero accudito”? il tentativo di trasformare un cane randagio in “cane di quartiere” si rivela una bolla di sapone considerando il numero di randagi avvistati, 600, ed il numero di volontari comunali (all’incirca 40) preposti al loro controllo. Ovviamente non posso dimenticare l’unico canile municipale presente in città, per cui annualmente si sostengono costi di gestione all’incirca di 130.000,00 € annui per un numero di cani, direi irrisorio di 380, contro i tre canili gestiti dalla città di Matera ed una spesa di 800 mila euro all’
anno. Occorre prendere decisioni che comportino soluzioni più concrete e realistiche, in grado di combattere l’emergenza randagismo sia in termini quantitativi, attraverso un controllo ed un aggiornamento costante dei randagi presenti sul territorio, sia in termini qualitativi attraverso una campagna di sterilizzazione delle cagne, da condurre in collaborazione con l’Asp, e la presenza in ogni quartiere di un referente comunale preposto alla sorveglianza dei territorio.
Diamo una risposta concreta a questa emergenza, non facciamo una propaganda inutile ed ingannevole; è indispensabile un intervento congiunto sia del Comune di Potenza sia della Regione Basilicata, che dovrebbe stanziare un numero maggiore di fondi ai canili municipali.
Bisogna creare una sinergia tra i vari organi competenti finalizzata ad un obiettivo comune: permettere alle persone di spostarsi in città in tutta tranquillità e garantire la loro incolumità e sicurezza pubblica.