Santarsiero su situazione al Comune di Potenza

“Nulla è cambiato rispetto alla relazione sugli equilibri di bilancio.Siamo in una situazione molto delicata per la carenza di risorse, situazione simile a quella in cui si trovano tanti Comuni d’Italia.Viviamo il momento peggiore per il Paese dal dopoguerra, ed è il momento contemporaneamente peggiore per il Sud e per gli Enti Locali.
Ovunque sono in discussione i servizi essenziali, ovunque il confronto è sui tagli, sulle macchine amministrative ingessate, ovunque gli amministratori devono affrontare il combinato della crisi economica degli Enti Locali con la crisi più generale che produce disoccupati e marginalità sociale mettendo a dura prova la tenuta delle nostre comunità.
E’ stato quasi azzerato il trasferimento delle risorse dello Stato ai Comuni, sono aumentati i vincoli di gestione finanziaria, nel contempo nessuna forma di federalismo e di vera autonomia è stata messa in campo.
Lo scenario è molto complesso, non mi pare ci siano idee chiare su come uscire complessivamente da questa situazione.
E’ andato in dissesto il Comune di Caserta, in molti enti gli stipendi cominciano ad essere pagati in ritardo, i primi servizi vengono compressi tanto  nei Comuni del Nord quanto in quelli del Sud. Senza tener conto che ovunque il patto di stabilità ha bloccato risorse non consentendo di pagare imprese, cooperative, fornitori, con il risultato di penalizzare ulteriormente l’economia reale, avere disoccupati, imprese in crisi, causare debiti e contenziosi alle Amministrazioni Pubbliche.
Il Comune di Potenza è dentro tale scenario, con l’aggravante di 12 MLN che ogni anno dobbiamo togliere alla nostra spesa corrente per le note rate mutuo destinate al pagamento del debito storico.
Nel 2004 tale debito ammontava a 140 milioni di euro.
In sette anni tra rate mutuo e vecchi debiti ancora da pagare abbiamo avuto un esborso pari a 100 milioni di euro, tutti fondi che abbiamo tolto ai servizi essenziali dei nostri concittadini, una somma che oggi pesa come un macigno.
Responsabilmente abbiamo avviato una puntuale azione di risanamento finanziario, dalle emissione di 80 milioni di euro di BOC per la razionalizzazione del debito, al poderoso recupero di evasione fiscale (incassiamo oggi mediamente 2 milioni di euro/anno in più), ai tagli fortissimi alla spesa (la macchina amministrativa oggi costa mediamente 5 milioni di euro in meno, ridotto il personale, rinegoziati contratti energia, dismesso locazioni, risparmi interni dalle fotocopiatrici ai cellulari di servizio).
Abbiamo inoltre chiamato la città a contribuire direttamente con l’addizionale IRPEF allo 0,8 %, l’ICI al 7e 8 %, gli oneri concessori aumentati, lo stesso Tribunale è prossimo alla vendita.
Senza i poderosi tagli ricevuti tutta questa azione ci avrebbe garantiti, con difficoltà, ma avremmo chiuso i nostri bilanci.
Siamo in crisi per il taglio di circa 6 milioni di euro complessivi che abbiamo ricevuto quest’anno e ci preoccupa oltremodo quello previsto il prossimo anno pari a circa 10 milioni di euro.
Certo, non avessimo pagato il 29 settembre scorso la seconda rata di 6 milioni di euro per il debito, non saremmo qui a discutere di tali problemi.
Purtroppo non abbiamo la possibilità di operare autonomamente, non ci è data la possibilità di far crescere l’addizionale IRPEF (l’ANCI ha chiesto di portarla al 2%), ci è stata sottratta l’ICI prima casa (l’ANCI e la Banca d’Italia hanno chiesto la sua reintroduzione), non ci è data la possibilità di avere l’autonomia su altre forma di fiscalità.
Siamo purtroppo imbrigliati.Ecco perché è il momento della responsabilità e delle positive relazioni tra Istituzioni.
Non è ovviamente la Regione Basilicata nostra controparte, né tantomeno è causa dei problemi del nostro Comune, anzi in più occasioni ha già dimostrato sensibilità e attenzioni.
Alla Regione Basilicata sottoponiamo comunque un problema, quello della Città Capoluogo che nello svolgere le sue funzioni si fa carico quotidianamente della responsabilità di assicurare servizi ad una comunità ben più vasta dei suoi residenti.
Ogni giorno a Potenza entrano 38 mila auto e oltre 300 autobus, oltre 50,000 persone cui bisogno garantire trasporti, pulizia, sicurezza, spazi urbani.
C’è un’altra città di cui ci facciamo carico per consentire di avere a disposizione di tutti sanità, scuola, università, servizi amministrativi ed altro ancora.
E’ un’altra città che abbiamo sempre servito con umiltà, nel miglior modo possibile e senza mai chiedere per questo sussidi come puntualmente avviene in altre Regioni per i centri erogatori di servizi.Una stessa legge attesta al bilancio regionale i servizi essenziali del TPL (Trasporto Pubblico Locale).Oggi chiediamo il giusto contributo per tali attività stante la difficile situazione economica e lo chiediamo ben consapevoli che altri centri, Matera in primis, hanno uguali esigenze.Il Presidente De Filippo ha garantito nelle forme e nelle entità possibili un intervento a brevissimo.Sarà quello che ci consentirà di chiudere l’anno garantendo il minimo dei servizi.
E’ evidente che in assenza di ciò o comunque con cifre inferiori al reale fabbisogno saremo costretti a tagli significativi e dolorosi.Resta in ogni caso la necessità di una soluzione stabile a tale problematica.
In merito già da qualche mese un tavolo che vede partecipi esperti nazionali dell’ANCI oltre che la Regione Basilicata ed il Comune di Potenza, sta definendo una proposta per intervenire con un fondo perequativo per tutti i Comuni lucani che erogano servizi sovra territoriali e si trovano in situazione finanziaria di particolare difficoltà.Siamo certi che tal e proposta troverà le giuste sensibilità nel Consiglio Regionale, ben al di là delle appartenenze politiche, al fine di riportare condizioni di ordinarietà nella Città Capoluogo e in altri Comuni lucani.”