26.11.2019 – ore 10,35: “Se si è arrivati oggi a coniare la parola ‘femminicidio’ per descrivere e raccontare comportamenti violenti perpetrati nei confronti delle donne significa che il problema è diventato ormai preoccupante” questo è quello afferma il consigliere comunale Antonio di Giuseppe .
“Sappiamo che in Italia il numero di donne che subisce violenza è in aumento e la causa è da ricercare purtroppo nell arretratezza culturale del nostro paese. Nonostante il trascorrere del tempo ancora oggi la donna viene etichettata come ‘il sesso debole’, debolezza che spesso viene erroneamente tradotta come naturale sottomissione della donna all’uomo ; non sono bastate le lotte femministe per conquistare un’effettiva parità di genere in una società come la nostra che si definisce moderna ancora è forte e radicata un’ idea arcaica del rapporto uomo – donna”, continua Di Giuseppe.
“È la convinzione di considerare la donna come un oggetto, il pensiero di possesso che si ha di lei che spinge molto spesso gli uomini a dar vita a delle relazioni malsane, a rapporti dove la supremazia fisica e psicologica sulla donna viene esercitata per sottolineare il dominio che si vuole avere su di lei.
Un controllo che si esprime in varie forme e che porta la donna a vivere in una situazione di immobilismo e di incapacità nel trovare la forza e il coraggio di reagire. Oggi è stata celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne ; questa manifestazione così come ogni altra campagna di sensibilizzazione non sono sufficienti per cambiare la realtà dei fatti . Infine – conclude il consigliere, bisogna liberarsi dai luoghi comuni e promuovere un cambiamento culturale ridisegnando in modo più maturo le relazioni uomo – donna iniziando a rieducare ai sentimenti e all emotività. Un percorso lungo e arduo che deve essere supportato sia migliorando la qualità dei servizi e delle forme di sostegno offerte dai centri antiviolenza presenti sul territorio, sia mediante l attuazione di concrete misure repressive a carattere generale ; sappiamo infatti che il nostro paese dopo aver ratificato la convenzione di Istanbul (primo strumento internazionale giuricamente vincolante in materia di protezione dei diritti della donna) ha approvato il codice rosso con il quale si è intervenuti non solo sull inasprimento delle pene, ma si è agito sul ‘fattore tempo’ come elemento determinante per scongiurare l esito irreparabile che viene riportato dalle cronache”.