La migliore risposta che le Istituzioni possono dare alla crescente antipolitica è poter dare il pieno accesso ai cittadini a tutta la documentazione per far conoscere l’operato di ogni singolo eletto e di coloro che esercitano qualunque funzione ed attività pubblica.
Ne sono sempre più convinto, per questo ho presentato assieme ad altri colleghi di opposizione la proposta di istituire l’Anagrafe Pubblica degli Eletti del Capoluogo di Regione. Un’iniziativa che parte da un principio costituzionale, sancito dall’articolo 18 del titolo 5° il quale stabilisce che Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, vuole agevolare, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, il diritto di accesso e di informazione dei consiglieri e dei cittadini, come presupposto indispensabile alla garanzia di trasparenza e di buona amministrazione. Insomma il “conoscere per deliberare” come insegnò un padre della Patria quale fu Luigi Einaudi, una proposta politica che rafforza l’essenza della Liberal-democrazia con la trasparenza e la pubblicità di atti e fatti amministrativi e istituzionali. La proposta è ancora depositata e dimenticata nei cassetti di qualche ufficio del Comune di Potenza, mentre la dura attualità presenta una popolazione sempre più indignata – indignazione vera – dei privilegi, della consorterie, dei favori riservati alle clientele dei potenti. Che dia fastidio a qualcuno il rendere pubblico l’anagrafica di eletti e componenti della giunta? Modestamente reputo un dovere morale far conoscere ai cittadini ed agli elettori – come prevede la proposta – anche Lo stipendio, i rimborsi e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune; Indennità, vitalizi o altri oneri derivanti dall’esercizio di precedenti incarichi politici, dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi l’anno precedente l’assunzione dell’incarico, degli anni in cui ricopre l’incarico e dell’anno successivo, registro delle spese, comprensive delle spese per lo staff, spese per l’ufficio, spese per viaggi sia dell’eletto che dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica; oltre che un elenco degli incarichi esterni (incarichi, studi, progettazioni, contratti a tempo determinato) nel quale per devono risultare chiaramente: ufficio proponente, soggetto assegnatario, tipologia dell’incarico, ammontare pecuniario riconosciutogli, data di conferimento e di scadenza dello stesso, se trattasi di nuovo incarico, viceversa data di rinnovo se l’assegnatario ha già usufruito precedentemente di un incarico dell’Amministrazione; obbligo di dichiarare se i consulenti hanno rapporti lavorativi con le società controllate o partecipate dal comune e per quali importi, obbligo di dichiarare che i consulenti non hanno condizioni di incompatibilità .
L’anagrafe degli eletti non sarà la panacea per le disfunzioni dell’Agire pubblico, degli abusi della Casta, reputo essere un imperativo etico per tutti coloro che abbiano rappresentanza elettiva garantire ai garantire alla opinione pubblica la possibilità di essere informati con facilità e trasparenza le attività dell’Ente, degli atti e dell’operato degli eletti con rapidità di accesso e consultazione e senza filtri e “dimenticanze”. Del resto nell’era del web e delle tecnologie avanzate questo è possibile. Invito tutti i colleghi consiglieri a sostenere l’anagrafe degli eletti per instaurare un rapporto cristallino con la cittadinanza, dando la possibilità all’opinione pubblica di esercitare il controllo su chi li governa attraverso la conoscenza e l’informazione. In modo concreto: pubblicando ogni atto dell’ Ente dai Bilanci, alle delibere di Giunta ai lavori consiliari dei singoli eletti con la pubblicazione interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, con l’indicazione dei proponenti e lo stato del loro iter amministrativo. Qualcuno ne ha timore o lo ritiene inutile o persino demagogico? Lo dica pubblicamente, io sostengo che deve finire il tempo degli “arcana imperi”, degli omissis e delle delibere e determine nascoste ed occultate alla pubblica opinione.