Il consigliere municipale Filippo Gesualdi del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza’- Api, all’indomani della decisione che prevede per i dipendenti del nosocomio potentino il blocco dello straordinario, interviene in merito alla grave situazione che interessa l’Ospedale S. Carlo “anche e soprattutto dopo l’interessante e qualificante svolgimento del Consiglio comunale aperto sull’ Ospedale S. Carlo che ci ha permesso di discutere di sanità dimostrando l’interesse nostro e dell’intera comunità nei riguardi dell’Azienda San Carlo e del suo futuro, confermando sostanzialmente, sempre più il ruolo dell’ospedale San Carlo come struttura di riferimento non solo in ambito Regionale ma anche extra-regionale. Il nuovo direttore generale – prosegue il consigliere – dovrebbe prestare più attenzione alla riorganizzazione delle prestazioni ospedaliere superando le criticità che sono purtroppo evidenti, rimotivare il personale che svolge l’attività con impegno, dedizione e sacrificio e non certo bloccando il lavoro straordinario che va sostanzialmente a sopperire la cronica carenza di personale operante nell’azienda ospedaliera, per assicurare la qualità e la sicurezza delle prestazioni assistenziali e contestualmente ridurre le liste d’attesa. Ciò significa anche contenere l’emigrazione sanitaria, le due cose sono collegate tra loro, perché il cittadino è facilmente invogliato a operarsi dove esegue l’esame diagnostico. Le liste di attesa si affrontano con un programma integrato e condiviso fra ministero della Salute, Regione, Aziende sanitarie, con operatori che devono essere stimolati psicologicamente ed economicamente. Una curiosità: ai tempi in cui il direttore generale era Cannizzaro le liste d’attesa per una risonanza magnetica rientravano nei 60 giorni ed era disponibile una sola macchina, questo perché il lavoro era affrontato anche di sabato e domenica; oggi pur avendo a disposizione 2 risonanze i tempi d’attesa superano i 250 giorni, così come un eco-addome, una visita neuro-chirurgica o un ecocolordoppler . Per una visita di controllo alla tiroide si richiedono 18 mesi. Per tutto questo – conclude Gesualdi – chiedo al direttore generale una risposta più congrua ed efficace per creare condizioni ideali affinché il cittadino possa usufruire al meglio delle ottime professionalità che offre il S. Carlo”.