“…Una storia che ci ha consegnato una città senza strade, senza marciapiedi, senza parcheggi, senza verde, senza spazi pubblici, senza strutture sociali….una storia che ha relegato per troppo tempo la nostra città a luogo di residenza senza una forte economia e senza una buona vita urbana; una storia che ci ha assuefatti fino a rifiutare ogni cambiamento; una storia che ci ha lasciato con 140 mln € di debiti”. Ecco quanto afferma il Sindaco della città di Potenza nella lettera aperta al dr. Rocco Cantore, un privato cittadino che giustamente e legittimamente ha espresso una critica sull’operato dell’amministrazione. Rileggendo con attenzione, parola per parola, quanto sostenuto da Santarsiero traspare in toto la difficoltà del primo cittadino a gestire una situazione diventata ingestibile, caratterizzata da un’eredità pesante come un macigno, con la quale inevitabilmente bisogna confrontarsi. Il tono adottato è un tono pesante, il linguaggio esplicitamente negativo e di denuncia in particolare quando nella lettera afferma: “…che quella storia, senza utopia e senza programmi, non costruisce alcun futuro e caccia i nostri giovani”!!! Il nostro Sindaco, purtroppo, ha dimenticato un passaggio importante: quella storia, cui si riferisce, lo ha visto più volte protagonista; quella storia, che ha portato una piccola cittadina del sud Italia ad avere un ruolo prettamente residenziale, anziché di potere e crescita economica per la nostra regione, è stata fatta dal centrosinistra, partito cui il sindaco appartiene; quella storia che ha insegnato ai nostri figli non “già il piacere della sfida, dell’intrapresa e dell’autonomia, bensì della comoda ricerca del posto pubblico magari con l’aiuto di papà o dell’amico di turno” è stata realizzata dal suo centro sinistra. La politica clientelare, la prevalenza del “figlio di” sul merito, la competenza, la conoscenza, i sacrifici, lo studio è un modus operandi tipico della Basilicata, introdotto, sostenuto e perpetuato negli ultimi 30 anni dal centrosinistra, un sistema in cui, tengo a precisare, il sottoscritto e la sua famiglia non si sono mai riconosciuti e dai cui si sono sempre dissociati. Non è una storia qualsiasi quella di cui il nostro sindaco sta parlando, è la storia del suo partito…è la sua storia!!Cosa sta succedendo al sindaco? Sembra da queste affermazioni che la confusione regni nella sua mente, sembra che vi sia un annebbiamento, direi quasi uno smog politico!! Si rende conto che sta parlando della sua storia, delle scelte, delle azioni di coloro che hanno permesso le sue elezioni? vi è un’irriconoscenza del valore di una classe politica che ha realizzato quanto nella lettera aperta viene denunciato, quella stessa classe politica che ha permesso al nostro sindaco di sedere prima sulla comoda poltrona di presidente della provincia e poi su quella più in vista a livello cittadino. Di quella storia lui ha fatto parte e ne è stato fautore attivo!! Quale interpretazione dare a queste affermazioni? confusione politica o ritrovata consapevolezza? Probabilmente questi ultimi anni di amministrazione hanno aperto gli occhi non solo ai cittadini ma anche ai nostri governanti: la crisi economica, il pericolo di dissesto finanziario, il trovarsi di fronte ad una realtà caratterizzata sempre più senza lavoro, con delle esigenze, che chiedono e pretendono giustamente delle risposte. La consapevolezza crescente che la Potenza di oggi è una città ricca di problematiche e difficoltà, civili e sociali, costruita sulle macerie di una classe politica, regnante da decenni, ormai decrepita, vecchia e non più attuale in quanto non in grado di rispondere con adeguatezza alle sfide che il mondo di oggi pone di fronte!! La crescente consapevolezza che oggi la gestione di un ente locale richiede, in primis, coraggio e competenza: date le difficoltà economiche, bisogna saper compiere scelte appropriate ed adeguate: disoccupazione, povertà, dispersione scolastica, trasporto urbano, costi ingiustificati della politica, mense scolastiche, tarsu…sono solo una parte dei problemi che giornalmente il sindaco deve affrontare. E’ una situazione ormai al collasso: la cattiva politica, condotta all’insegna del clientelismo, delle promesse di voto, i problemi insabbiati nel corso degli anni, a lungo termine non può condurre se non ad un debito di 140 mln di euro. Tengo inoltre a precisare che quanto affermato dal sindaco è quanto accomuna il pensiero di tanti cittadini potentini: le parole di quella lettera racchiudono una verità ormai consapevolezza anche del nostro primo cittadino!!!