Protezione civile e finanza locale. Sono questi due importanti argomenti trattati dal Consiglio Nazionale Anci, cui ha partecipato il Sindaco di Potenza e Presidente Anci Basilicata Vito Santarsiero, e sui quali sono stati approvati all’unanimità due ordini del giorno. Con il primo, proposto dal sindaco di Piacenza e delegato Anci alla Protezione Civile Roberto Reggi, si chiede di predisporre un quadro sinottico dell’attuale modello organizzativo dell’intero servizio nazionale di protezione civile, al fine di individuare compiti e responsabilità dei vari soggetti che intervengono nella filiera istituzionale della protezione civile, sia in situazione ordinaria che in emergenza, con particolare riferimento alle attuali funzioni, competenze e responsabilità del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale nell’ambito del Servizio nazionale di Protezione Civile, nonché agli strumenti e alle risorse attualmente disponibili ed attivabili. Si richiede inoltre urgentemente al Governo la convocazione della Conferenza Unificata straordinaria dedicata alle problematiche della protezione civile e degli evidenti problemi di coordinamento tra i diversi livelli di governo.
“Si tratta –ha detto Vito Santarsiero– di un ordine del giorno destinato ad aprire una nuova stagione nel rapporto tra Comuni e tutela del territorio. Occorre con chiarezza garantire ai Sindaci, che sono l’autorità comunale di protezione civile riconosciuta dalla legge, l’utilizzo diretto delle risorse del fondo nazionale contro le calamità che comunque va incrementato come pure bisogna tener fuori dal Patto di stabilità qualsiasi fondo destinato agli interventi per la tutela e la messa in sicurezza dell’ambiente. Altra esigenza è avviare il Piano Nazionale di Prevenzione e Dissesto Idrogeologico che mai è stato attivato ed i cui fondi sono stati eliminati con tagli operati dal Governo. Infine non si può immaginare che un sistema di allertamento possa essere di per sé sufficiente a garantire le migliori azioni dei Sindaci. Occorrono – ha concluso Santarsiero- studi, osservazione degli eventi, dei loro effetti, presidi territoriali, per consentire che le scelte amministrative siano basate su elementi concreti, scientifici e non già approssimati e discrezionali.”
Sempre all’unanimità il Consiglio nazionale Anci ha approvato un ordine del giorno sui temi della finanza locale. Nel documento, tra gli undici punti approvati, la richiesta di rendere sostenibili gli obiettivi di riduzione del debito locale, per evitare ulteriori e drammatici effetti depressivi sugli investimenti, aumentare l’autonomia organizzativa, prevedere il ripristino dell’ICI prima casa, e l’addizionale Irpef fino al 2% nonché risorse per i Sindaci da utilizzare fuori dal Patto di Stabilità per interventi tesi a prevenire disastri ambientali.
L’Anci chiede al Governo, a tutte le forze politiche, in questa fase politica e sociale così difficile e incerta, di fare ciò che è possibile, immediato e utile per il Paese, ossia dare un segnale forte e concreto di correzione di rotta, così anche favorendo un miglioramento del quadro economico-finanziario dei Comuni tale da incidere sull’intero sistema Paese. Chiesto anche l’insediamento della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica per varare un programma straordinario per la crescita del sistema economico e il riequilibrio finanziario capaci di dosare tra equità e rigore.
“Undici punti importanti, urgentissimi, senza i quali per i Comuni fare i bilanci sarà quasi impossibile.” Così ha commentato Santarsiero l’ordine del giorno aggiungendo che “il maxiemendamento aggrava ulteriormente la situazione dei Comuni e allontana ancor più ogni forma di federalismo. Il consenso unanime del Consiglio nazionale dell’Anci è la riprova di una comune difficoltà e di un comune sentire dei Sindaci. Occorre garantire l’autonomia di entrata e di spesa ed occorre eliminare il Patto di Stabilità perché è uno strumento di mal governo locale che ormai non serve più nemmeno alle politiche nazionali.”
Nel corso della riunione Vito Santarsiero ha formulato la proposta, accolta da tutti, di svolgere nei prossimi mesi un Consiglio nazionale straordinario sul tema del Sud.“Per quello che riguarda il Piano Sud – ha detto- non dobbiamo chiedere solo il coinvolgimento dei Sindaci. Il problema principale è che questo Piano è come l’Araba fenice, tutti ne parlano ma ancora non se ne conoscono i contenuti”.