La storia della nostra storia senza tante storie
Potenza, Teatro F. Stabile
Giovedì 1 e venerdì 2 dicembre 2011 – Ingresso: 20.30 Sipario: 21.00
Posto unico €7,50
Prevendita presso il Gran Caffè Italia di Piazza Mario Pagano – Potenza
Il Teatro Minimo di Basilicata celebra i centocinquantanni di storia lucana in occasione dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia. La piece teatrale …centocinquantalabasilicatacanta propone un viaggio tra i fatti, i luoghi e i protagonisti che hanno caratterizzato “silenziosamente” le tappe salienti di questi lunghi anni.
“La storia della nostra storia senza tante storie” è il filo conduttore dello spettacolo che offre una inedita chiave di lettura dell’esperienza unitaria. L’umanizzazione della storia raccontata attraverso le piccole gesta, gli aneddoti quotidiani, le vicende di uomini e donne qualunque, i fatti di costume. La storia senza clamore, lontana dalla ribalta della cronaca, spogliata dei nomi altisonanti e blasonati, i cui fatti, ignorati dalla storiografia ufficiale, hanno offerto un contributo importante alla costruzione della storia universale.
…centocinquantalabasilicatacanta accende i riflettori sulla gente comune, protagonista di una vita ordinaria, fluita pacatamente nel corso di un secolo e mezzo.
Lo spettacolo in due atti è aperto dalla Filastrocca Tricolore del potentino Mario Pennacchio (vincitore del 1° Premio al Concorso la Casa della Fantasia 2011, indetto dalla Fondazione Marazza di Borgomanero), cui segue il prologo con una speciale preghiera rivolta alla luna, casta diva e testimone impassibile dei percorsi storici di tutte le umane genti.
In dodici quadri si ripercorrono gli eventi principali che hanno caratterizzato 150 anni di storia lucana dentro quella italiana. Dall’evento che apre le porte all’epopea risorgimentale, la proclamazione del Regno d’Italia, si passa al fenomeno del brigantaggio, l’altra faccia della medaglia del processo di unificazione. unitamente all’emigrazione oltreoceano, che mandò in America intere generazioni di lucani. La terra di confino, quella raccontata da Carlo Levi, che destò la curiosità dell’antropologo Ernesto De Martino. Con un balzo si giunge alla Seconda Guerra Mondiale e all’eccidio di Matera per il quale la città, come del resto Rionero in Vulture, si fregia della medaglia d’argento al valor civile. Un passaggio per la galleria di Balvano dove, il 3 marzo 1944, un treno merci restò intrappolato generando morte nei passeggeri che numerosi affollavano i vagoni. Il dopoguerra segnato dall’occupazione delle terre e dalla riforma fondiaria, ma anche dalla nuova ondata migratoria verso le città del nord Italia e l’Europa. La nascita della Regione Basilicata nel 1971, il tremendo terremoto del 23 novembre 1980 che sconvolse l’intero territorio lucano. Chiude il percorso storico la cronaca quotidiana dalle ecomafie alle morti bianche, con un’immagine della Basilicata di oggi, non più isola felice, ma luogo dove poter occultare ogni cosa. Elisa insieme alle tante altre verità.
Giacinto Albini, Carmine Crocco, Maria Barbella, Giulia Venere, l’uomo ucciso dai tedeschi, Michele Palomba, Pietro Rossetti e Mariannina Menzano, Rocco e i suoi fratelli, Emilio Colombo, Pietro e infine la vedova Maria sono i protagonisti della nostra storia. Una storia che vuole ricordare i tanti nessuno di questa terra i cui nomi non sono riportati nei libri di storia.