Nicola Becce (Popolo della Libertà): La crisi economica

Sono tempi difficili per il nostro paese, la nostra regione e la nostra città: l’uragano della crisi economica imperterrito procede, travolgendo tutto ciò che incontra, con conseguenze devastanti ed a volte irreparabili: cittadini che perdono il proprio posto di lavoro; imprenditori che, dopo anni di attività, sono costretti a chiudere i battenti delle proprie aziende; famiglie che faticosamente riescono ad arrivare a fine mese fronteggiando le spese giornaliere.

Lo stesso pesante clima si respira a livello pubblico: molte amministrazioni sono intrappolate nella morsa del dissesto finanziario, il rischio di non poter più garantire un livello adeguato di servizi è alto ed il tanto temuto aumento della tassazione è sempre in agguato.

Soventemente alcuni concittadini mi espongono, con grande umiltà e dignità, le problematiche, le difficoltà e le paure con cui devono confrontarsi quotidianamente: in qualità di consigliere comunale sento il dovere morale di dar loro una risposta concreta e reale senza ricadere nell’ormai usuale atteggiamento politico del “non si preoccupi ci penso io” per poi accantonare il tutto nel calderone delle dimenticanze. Oggi bisogna andar oltre le promesse (difficili da mantenere) perché, al pari della collettività, anche le istituzioni pubbliche si trovano in una grave posizione finanziaria ed economica.

Come poter dare risposte concrete ai cittadini? Occorre adottare un atteggiamento responsabile, confacente alla natura sociale del ruolo che si riveste, occorre rivolgere l’attenzione (una volta e per tutte) a quello che è il bene comune di una città: la sua collettività. Dimostrandosi più attenti e comprensivi alle istanze ad ai bisogni espressi si può offrire un reale contributo nell’affrontare o almeno nell’alleviare le difficoltà e le problematiche (aimè comuni a tanti) conseguenti dal critico momento storico.  

Oggi al popolo italiano, anche a quello potentino, si chiedono sacrifici in vista delle imminenti misure anticrisi, sacrifici che inevitabilmente da molti saranno interpretati in senso negativo e per molti saranno fonte di ulteriori disagi. Al contempo, oggi agli amministratori locali italiani, anche a quelli potentini, si chiede un atteggiamento più responsabile nelle scelte da intraprendere.

Come “rimboccarsi le maniche” ed operare responsabilmente secondo coscienza? La parola d’ordine è ridurre gli sprechi, quell’inutile sperpero di risorse che per anni ha contraddistinto il modo di agire e di operare della pubblica amministrazione locale.  Occorre un cambio di mentalità radicale della classe politica, segnato dal passaggio da un atteggiamento “ancien”, clientelare e personalista ad un atteggiamento animato da concretezza, passione e spirito critico. Le tre linee guida che devono muovere gli ingranaggi, ormai obsoleti, della macchina amministrativa pubblica locale sono: la razionalità, la ponderatezza e l’economicità. Mi rendo conto che tale considerazione sembra voler sottomettere scelte propriamente pubbliche, ispirate a principi di socialità, condivisione e comunione, alle aride e fredde leggi dell’economia e del mercato, ma non è così, credetemi!

Oggi gli enti locali (i comuni in particolar modo), in virtù dell’autonomia finanziaria e fiscale loro riconosciuta, sono caratterizzati dalla perenne condizione di scarsità di risorse disponibili a fronte di problematiche sempre più complesse e variegate. Tale consapevolezza deve indurre necessariamente a politiche di contenimento della spesa pubblica locale, attuabili attraverso una conduzione della “res publica” secondo economicità, ovvero un utilizzo efficiente ed efficace di tali risorse. Gli amministratori dovrebbero individuare gli obiettivi prioritari da perseguire, maggiormente rispondenti alle attuali istanze e bisogni della collettività di riferimento: in tal modo si garantirebbe un impiego del denaro pubblico efficiente (senza sprechi) ed efficace in quanto si andrebbero a soddisfare i bisogni più urgenti. In tal caso l’amministrazione risulterebbe virtuosa in quanto capace di conciliare esigenze di socialità (prettamente pubbliche) con esigenze economico-finanziarie (richieste dalla condizione di ristrettezza).

Alle istituzioni oggi spetta un compito non semplice ma doveroso: ascoltare e confrontarsi con la propria gente, comprenderne le problematiche ed adottare adeguati  provvedimenti.

Offriamo aiuto alle famiglie più bisognose, vittime dell’ondata di crisi economica, apriamo gli occhi e prendiamo atto della cruda realtà in cui vivono molti nostri concittadini in modo da infondere in loro un profondo sentimento di fiducia e di speranza nelle istituzioni presenti sul territorio.

Il mio intervento non vuole essere un esempio di falso moralismo (non è da me), ma vuole essere un impegno a ricercare le possibili soluzioni da attuare per fronteggiare responsabilmente le problematiche attuali, al contempo vuole essere un’esortazione all’amministrazione potentina tutta a non mostrare indifferenza nei confronti delle sollecitazioni sempre più insistenti dei cittadini e di una situazione di povertà ormai preoccupante.