Festival delle 100 scale, 6 dicembre 2011

Repliche di Teatro in Macchina la nuova performance della compagnia Abito in Scena.

6 dicembre 2011, ore 20.30 – Una performance ogni 15 min.

Stazione attesa: Carpe Diem – via XX settembre, 9 (centro storico Potenza)

La perfomarnce ideata da Leonardo Pietrafesa e Monica Palese, regista e attrice della compagnia,sarà riproposta  per coloro che non hanno potuto assistervi ma che hanno prenotato nella serata del 4 dicembre Un numeroso pubblico infatti si è presentato presso il Carpe Diem per un esperimento teatrale assolutamente inedito. Entusiasti i commenti di tutti gli spettatori.

Teatro in Macchina nasce dall’idea di esplorare nuove dinamiche tra attore e  spettatore, spazi scenici inediti,  prospettive diverse. Solitamente lo spettatore assiste e l’attore si muove.

L’attore ora continua a muoversi ma assieme allo spettatore.

Li racchiude  un mezzo moderno, un elemento meccanico che rappresenta  il legame tra le azioni, la parola, i silenzi. La scenografia a quel punto diventa  la città con i suoi  luoghi e muta con lo spostarsi  della macchina  Corpi in sospeso, racchiusi, vicini.

L’ esterno scorre eppure sembra che sia l ‘ambiente  naturale della scena.

 “ Tutto è stato concepito partendo da ciò che alimenta il teatro ovvero la “messa in gioco”. Se non avessimo considerato questo punto di vista non sarebbe nata l’azione scenica. Ma ogni gioco ha le sue regole e le sue variabili a cui abbiamo voluto prestare estrema attenzione.

Abbiamo ideato un contenitore e in seguito  abbiamo ragionato sul contenuto, che successivamente potrebbe mutare, come se il Teatro in Macchina  fosse  un genere.

L’idea è stata quella di creare un contrasto tra il luogo alternativo  della messa in scena e la rappresentazione che doveva mantenere la sua classicità. Automaticamente tutto andava a trasformarsi ma acquisiva una forma inedita. E così  anche la stazione d’attesa  si trasforma in scena  e si lega teatralmente alla macchina.

Teatro in macchina, essendo  una proposta  assolutamente nuova, al momento infatti  non conosciamo  esperienze simili,  ha portato ad un lavoro complesso nel considerare ogni particolare, ogni possibile variante e nel fare attenzione a tempi e modalità scenico-interpretative.”


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