“Mentre il sindaco di Bari Michele Emiliano ed altri primi cittadini della vicina Puglia sono scesi in piazza per difendere i diritti dei loro concittadini fortemente penalizzati dai tagli imposti da Trenitalia, a Potenza ancora si è nell’eterna fase delle chiacchiere, finora non servite a nulla anche perché non adeguatamente sostenute dall’assessorato regionale ai trasporti, anch’esso fermo ancora alle sole parole”.
Indicando l’esempio dei primi cittadini pugliesi il consigliere comunale di Potenza Giuseppe Molinari invita il sindaco del capoluogo di regione a dare maggiore forza alle richieste dei cittadini per difenderne il diritto alla mobilità in forte crisi in tutta la Basilicata dove alla soppressione dell’Eurostar presto si aggiungerà la soppressione delle corse dell’Espresso”.
“I sindaci pugliesi non hanno voluto più perdere altro tempo rifiutando l’idea di restare a guardare mentre si consuma l’ennesimo spoglio di servizi a danno dell’intero Mezzogiorno d’Italia. In previsione della cancellazione di altri treni tra Eurostar, Intercity ed Espressi, in partenza da Puglia, Sicilia e Calabria e diretti a Bolzano, Roma, Milano, Torino e Venezia i primi cittadini hanno lanciato il loro grido di battaglia invitando anche i comuni delle altre regioni interessate ad unirsi alla lotta insieme a parlamentari, presidenti di regioni, province e Anci. L’idea di combattere con più grinta e maggiore unione –ha continuato Molinari- l’avevo proposta già tempo fa con la soppressione del servizio di Eurostar per la città di Potenza ed ora credo sia arrivato il tempo di svegliarsi e reagire senza più attendere. Avevo auspicato l’avvio di una protesta di sindaci organizzata proprio dalla città di Potenza che avrebbe potuto essere tra le promotrici di azioni incisive capaci di attirare seriamente l’attenzione del governo nazionale su quella che è una problematica avvertita da tanti cittadini, ma ciò non è avvenuto”.
“Purtroppo, infatti, la città di Potenza non si è messa capo di nessuna manifestazione incisiva, ma non è ancora troppo tardi. Il capoluogo di regione può ancora chiamare a raccolta i primi cittadini che vogliano dimostrare di difendere realmente i diritti delle proprie comunità. Non si può certamente continuare a sperare senza aver fatto tutto il possibile per non subire un’ingiustizia nei confronti di un territorio –conclude Molinari- che andrebbe, invece, sostenuto maggiormente”.