Nicola Becce (Popolo della Libertà): Governo Monti

Sarò controccorrente, potrò sembrare contraddittorio rispetto a mie passate dichiarazioni ma è soltanto l’apparenza. Ma ho sempre stigmatizzato la stagnazione dei partiti politici della seconda repubblica, compreso quello cui sono iscritto e sostenitore: il Popolo della Libertà. Era necessario che vi fosse uno scossone in Italia, una salutare svolta per far comprendere al sistema politico ed ai leader pubblici e privati che si necessitava di un cambio di passo anche doloroso ma oltre gli steccati e le barriere. L’inizio ero titubante se non contrario all’ipotesi Monti, ma devo ammettere che il passo indietro da Uomo di Stato da parte del on. Silvio Berlusconi a favore del professore della Bocconi è stato lungimirante. Certo si stanno prendendo misure impopolari ma necessarie, i tagli agli enti locali saranno maggiori ma sono giusti per lo sperpero che l’attuale classe dirigente italiana continua a fare nel solco della continuità con quella passata. Mi fido della cura Monti. Però non condivido che un governo con tanti bravi ministri ma non eletti da una tornata elettorale possa rimanere sino alla scadenza naturale.

Non credo che esista il governo perfetto e neanche questo lo è; nell’emergenza di formane uno sono stati presi illustri nomi e luminari accademici ma che stanno mostrando i limiti di chi non ha mai fatto politica e non si è mai misurato con i problemi concreti e con le esigenze dei cittadini. Anche in questo parlamento vi sono ottimi deputati e senatori che hanno tutte le caratteristiche per essere ottimi ministri; ne hanno le capacità, l’esperienza e sopratutto l’abitudine al confronto con l’opinione pubblica ed il paese reale.

Il passo indietro  da Capo del Governo dell’on. Berlusconi ma non certo dalla politica attiva ha di fatto rimescolato le carte e segnato una svolta; infatti si stanno anche mostrando le contraddizioni di una alleanza del centrosinistra che aveva come unico collante l’antiberlusconismo esasperato. Sarò controccorente ma vorrei Monti premier a lungo, ma eletto dal popolo e in una coalizione che raccolga tutti i moderati italiani dai riformisti ai cattolici liberali al Pdl. Un governo legittimato per poter iniziare ed attuare quelle riforme necessarie ad un rilancio dell’Italia e farla diventare protagonista in Europa e nel Mondo. Per avere questo è necessario una rivoluzione costituzionale che riduca il numero esorbitante dei parlamentari, che ridisegni anche la funzione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica che allo stato attuale sono una inutile duplicazione, che riduca realmente i benefit e quei privilegi anacronistici delle elites pubbliche comprese quella non elette. Come si stanno chiedendo sacrifici ai comuni cittadini, così anche il mondo della Politica e delle elites burocratiche devono avere l’etica di mettersi in discussione, anche di lasciare lo spazio ad una rinnovamento generazionale e a una rinnovate e reale parità di genere. Chiamiamola Terza Repubblica, chiamiamolo nuovo Rinascimento Italiano o più semplicemente una rinnovata sobrietà nell’agire politico e pubblico che i Padri Costituenti diedero quando si trattò di ricostruire l’Italia dalle ceneri del conflitto mondiale. Quegli uomini e quelle donne, nulla chiesero in cambio se non di servire la Patria, nulla ottennero se non il privilegio di servire l’Italia. Ora serve di nuovo quello Spirito di Sacrificio e Dedizione, partendo  anche da noi piccoli dirigenti e eletti locali troppo presi nel difendere l’indifendibile e conservare un sistema politico autoreferenziale e improduttivo quali enti inutili, municipalizzate in deficit, commissioni ed incarichi superflui, gettoni di presenza e emolumenti spesso esorbitanti.