Le nevi del Kilimangiaro, Cinema Don Bosco – 23 febbraio 2012

23 febbraio 2012 – Cinema Don Bosco

Giovedì d’Autore

Le nevi del Kilimangiaro

doppia proiezione:ore 19.00 e 21.15

regia: Robert Guédiguian

cast A. Ascaride (Marie-Claire) • J. Darroussin (Michel) • G. Meylan (Raoul) • M. Canto (Denise) • G. Leprince-Ringuet (Christophe) • A. Demoustier (Flo) • A. Jolivet (Gilles) • R. Stévenin (commissario) • K. Rocher (madre di Christophe) • J. Parmentier (Agnès)

 genere: Drammatico – durata:107 min.- nazione: Francia 2011

 Presentato al Festival di Cannes 2011 nella sezione Un Certain Regard.

 Dopo il bellissimo Le passeggiate al Campo di Marte sull’ultimo Mitterrand, e Il viaggio in Armenia, omaggio alla terra dei padri, il cinquantenne poeta del cinema politico Robert Guédiguian torna nella sua Marsiglia, quella di Marius e Jeanette, fra i lavoratori del vecchio porto, ispirandosi a un poema di Victor Hugo («Les pauvres gens»). Nonostante la recente perdita del lavoro, Michel (Jean-Pierre Darroussin) vive felicemente, circondato dall’affetto degli amici, dei figli e dei nipoti, insieme alla moglie Claire con la quale ha condiviso trent’anni di matrimonio e di impegno politico. Le loro coscienze sono immacolate tanto quanto la loro visione della vita. Questa armonia viene spezzata il giorno in cui due sconosciuti armati entrano nella loro casa derubandoli dei loro risparmi e lasciandoli sotto shock.

Lo shock è ancora più forte quando scoprono che l’aggressione è opera di un giovane operaio licenziato insieme a Michel…La classe operaia va in purgatorio. Ma lo scopre quando è troppo tardi. Quando ormai ha passato la mezz’età e si è abituata ai suoi minuscoli privilegi da welfare, conquistati a duro prezzo. Senza accorgersi che all’inferno ormai ci stanno gli altri. I giovani, i precari, i sottoccupati cronici. Gente che la vecchia coscienza di classe non sa neanche cosa sia, ed è disposta a tutto. Anche a impugnare una pistola e rapinare i compagni. Giù il cappello davanti a Robert Guédiguian, che pratica un cinema profondamente morale, anche nelle sue forme, fatto di valori essenziali e dimenticati.  Dignità, integrità, rispetto, solidarietà. Resi urgenti e addirittura palpabili dalle facce, i gesti, gli sguardi dei suoi personaggi. Fabio Ferzetti – Il messaggero