Dare a Cesare quel che è di Cesare
06.07.2021 ore 09.00. Il capogruppo di Idea cambiamo al Comune di Potenza Antonio Di Giuseppe interviene nel dibattito sulla tangenziale sud-ovest: “Ho letto con molto interesse l’articolo di Nino Grasso in merito alla tangenziale sud-ovest di Potenza; purtroppo spiace ricordare come in politica ci sia sempre chi vive di luce riflessa. Al di là delle polemiche politiche, l’importanza di quest’opera per il capoluogo di regione , prosegue il consigliere, è da riconoscere all’ex sindaco di allora, Vito Santarsiero, il quale seppe individuare la fondamentale valenza strategica in considerazione di una città difficile da collegare com’è quella di Potenza. Il recupero di questo progetto, per dovere di cronaca, è merito proprio del sottoscritto. Dopo aver condiviso l’idea con il mio gruppo politico, a seguito di un confronto con l’architetto Savino, tecnico che prese parte alla progettazione dello stesso, e dopo averne parlato con il sindaco Guarente che, da subito ha accolto positivamente l’iniziativa, il 12 marzo di quest’anno ho proposto l’opera in questione in seno alla terza commissione consiliare dalla quale ho ottenuto piena approvazione, muovendo dal presupposto di riportare alla luce tutti quei progetti che per mancanza di fondi sono stati abbandonati ma che potessero ancora essere considerati utili per la nostra città. La realizzazione della tangenziale sud-ovest, come ha ben spiegato il giornalista de La nuova, ha subito una serie di vicissitudini soprattutto di natura economica che ne hanno impedito la messa in atto. Seppur il percorso considerato è di breve tratta è caratterizzato da un impervio dislivello superato con la progettazione di una galleria, nominata nel progetto originario, “del Gallitello” di una lunghezza di circa 300 ml, e di un viadotto lungo all’incirca 285 ml, opere queste che, hanno determinato un aumento dei costi, ben al di sopra dei 20 milioni di euro. Superando i tecnicismi correlati alla ridefinizione del progetto alla luce anche del PNRR nazionale, benché è amaro dover constatare l’ingordigia di attribuirsi la paternità di questa proposta, senza voler scendere nel merito di beghe politiche inutili e becere,
l’importante, è che l’opera possa finalmente trovare compimento”.