Il Consiglio comunale ha inizio alle 17.10 con il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo che illustra brevemente come si svolgeranno i lavori dell’assemblea municipale. “Alla relazione di uno dei consiglieri proponenti, in questo caso il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta, a seguire ci saranno gli interventi degli invitati, e successivamente quelli dei consiglieri. A conclusione interverrà il Sindaco e di seguito i presidenti dei gruppi consiliari”. Il presidente del gruppo consiliare del Pd Gianpaolo carretta, nel salutare positivamente “la folta presenza di cittadini residenti e commercianti del centro storico, ad attestare l’interesse che il Consiglio comunale aperto proposto in primis dal Pd ha raccolto. Il tema di questa seduta non deve ridursi alla Ztl: c’è una visione bilaterale sulla questione, una responsabilità dell’Amministrazione nel determinare i processi di governo di tutte le zone della città, centro storico compreso, e una di noi cittadini che dobbiamo renderci corresponsabili e compartecipi in un confronto profondo e serio delle strategie di sviluppo del centro storico. La Regione Basilicata nel 2008 ha assegnato ai due capoluoghi di regione, fondi che per Potenza ammontano a 900.000 euro, che sono e devono essere utilizzate per lo sviluppo del commercio. Tutti sono chiamati a rendere il finanziamento utile così che il progetto complessivo possa effettivamente aumentare la qualità urbana e fungere da volano per la graduale ripresa delle attività commerciali. I collegamenti non mancano, grazie alle scale mobili c’è una facilità d’accesso che mai c’era stata nel centro storico. Con i Pisus, tra l’altro, è previsto l’abbattimento dell’Istituto scolastico che chiude via Pretoria, nella parte adiacente alla Torre Guevara, si sta lavorando per concretizzare il pieno recupero di Palazzo Palermo, che insieme a Palazzo d’Errico costituirà uno dei centri attrattori della parte antica della città, ed è in questo contesto che nasce la Ztl. Ritengo che il provvedimento sia importante anche se ricordo attualmente in fase sperimentale. Una prima esigenza registrata è quella di evitare la divisione in sottozone della Ztl, l’altra è di prolungare l’apertura degli impianti di scale mobili. Tra la primavera e l’estate sarà aperto il parcheggio sulla Fondovalle, come so che è in via di definizione la vicenda che vedrà la realizzazione di un parcheggio multipiano in luogo dell’ex cinema Ariston. E’ necessario che si completi in fretta la infrastrutturazione del centro storico, per arrivare a compiere scelte importanti al di fuori di strumentalizzazioni politiche che non hanno ragione di essere. La strategia di sviluppo non può essere un concetto vuoto, bisogna confrontarsi su progetti concreti, fatti e in via di realizzazione. Data la natura sperimentale dobbiamo riservarci nel futuro le ulteriori modifiche eventuali da apportare. Sul verde pubblico, dobbiamo immaginare di stanziare risorse in grado di garantire una buona base sulla quale i privati possano successivamente applicarsi in prima persona per la manutenzione. In merito a raccolta e smaltimento dei rifiuti va attentamente vagliato il piano Conai e ottimizzato rispetto alle peculiarità del borgo antico. Passando ai privati ritengo che debbano impegnarsi affinché sia incrementata l’offerta e la qualità”. Il primo intervento è quello dell’avvocato Savino Murro per la associazione ‘La Potenza del centro’: “Il centro di Potenza è anima della città e cuore della regione. Tanti gli edifici importanti che sono situati nel centro, dal ’90 in poi si è verificato un esodo di uffici e persone che ha caratterizzato purtroppo gli ultimi 15 anni. Perché il Comune non ha fatto nulla perché ciò accadesse?. Cosa si è realizzato per conservare la centralità di quest’area. La scelta di dar vita a una Ztl deve essere successiva a una fase di studio attenta e circostanziata. I cartelli vendesi e fittasi si moltiplicano, e non giustificano assolutamente la scelta di una Ztl h24. Positiva la scelta di lasciare aperta al traffico via del Popolo. Cosa proponiamo: Raddoppiare e aprire il parcheggio della Fondovalle, e sfruttarlo anche per la sosta dei bus extraurbani. Non vendete gli immobili comunali del centro, ma riempiamo tutti gli immobili pubblici del centro, riscopriamo gli antichi rifugi aerei e percorsi storici come quello che collegava piazza Prefettura al Francioso. Restituiamo la centralità al Teatro Stabile, recuperiamo aree pedonali, davanti alle chiese del centro. Perché nel centro negli ultimi 10 anni non si sono installati studi e attività importanti?”. Il presidente della ‘Pro Loco Potenza’ Giovanni De Marco auspica che la sua relazione “possa essere utile a una definizione condivisa della questione. Stiamo destinatari di dieci petizioni, alcune delle quali giunte a buon fine come quelle del 1996, del 2003 e del 2009 che hanno trovato riscontri positivi a livello amministrativo. L’Amministrazione comunale della città ha prodotto per il centro storico una lunga serie di progetti, che però oggi fotografano un borgo antico svuotato. Dal ’60 in poi i professionisti della città hanno inteso porre altrove i loro studi”. Il professor Nino Tricarico presidente dell’associazione culturale ‘Il museo e la città’ “che ha una sede che ospita 400 opere e che è un modo per rendere un servizio alla nostra comunità. La legge 717 nel 1949 riserva all’esecuzione di nuove costruzioni di edifici pubblici, gli Enti devono destinare all’abbellimento di essi, mediante opere d’arte, una quota della spesa totale prevista nel progetto pari al 2%”. Per il presidente dell’Ascom Potenza, Marco Trotta “adesso ci sono le infrastrutture d’accesso ma lo abbiamo svuotato. Non può essere solo un luogo di svago, una ‘disneyland periferica’. La cancellazione dei mercati rientra in questo progetto. Mi sembra che si programma al contrario. Se il cittadino di Potenza vuole venire al centro, ci sono sì le scale mobili, ma mancano i parcheggi pubblici. L’accessibilità si fonda su questo. I cittadini di Potenza, secondo il Pum si muovono per l’81% con le auto private. Nelle scelte d’investimento c’è qualcosa che no va. Manca il Piano urbano del traffico, e la Ztl manca di un’analisi di fondo del contesto. Andrebbe approfondito il provvedimento anche sulla base dell’estrema negatività della congiuntura economica che stiamo vivendo. Non siamo contrari alla Ztl a patto che venga posta in essere congiuntamente alla realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie e che non sia h24. Giuseppe Giura, Confcommercio Provincia di Potenza spiega che il parere della sua associazione “frutto della voce di 100 commercianti del centro, che non ritiene che il provvedimento possa essere applicato in una città che non offre le potenzialità necessarie a che un provvedimento del genere possa trovare accoglimento. I commercianti ritengono che la Ztl possa essere applicata solo al termine di una lunga fase di riqualificazione, altrimenti l’unica conseguenza sarà l’ulteriore desertificazione del centro storico. Chiediamo la no applicazione del novembre del 2011”. Dino De Angelis “parla di grande apertura di prova democratica, questa offerta del Consiglio odierno. A tutti i cittadini chiediamo di amare un po’ di più questa città, di innaffiare un fiore che pian piano appassisce. Che cosa vuole essere il centro storico di Potenza? E’ una domanda identitaria. Programmazione strategica: è un termine che a parer nostro ha perso ogni senso in un centro storico che ha perso ogni attrattività con uno svuotamento progressivo. Abbiamo notato in queste prime settimane di sperimentazione della Ztl abbiamo notato un silenzio sconcertante, assordante. La qualità della vita di questa città da chi è difesa. E’ possibile che l’unico S.O.S venga lanciato dai commerciati, il resto della città come mai rimane silente. Nel centro tutti noi abbiamo fallito. Da questo momento dobbiamo tirare una linea e ripartire. Proponiamo di ripartire da uno studio attento e da una concertazione reale con tutti i soggetti interessati. Il potentino medio ha smesso di essere rassegnato, e vuole una città migliore”. Il presidente della Confesercenti della Provincia di Potenza Antonio Palumbo esordisce evidenziando “la gravità e la problematicità messe in luce dagli interventi registrati finora. Da questo momento si deve aprire un processo di confronto vero. Sono convinto che il provvedimento di istituzione della Ztl debba essere modificato, così come prevede la natura sperimentale. Il centro storico per essere centro commerciale della città deve passare dalla fase delle strutture alla fase dei servizi. Si tratta di recuperare i piani e i progetti elaborati dall’Ufficio commercio, per mettere a sistema strumenti altrimenti frammentati e non funzionale. Bisogna mettere mano a un progetto di marketing del centro storico”. Il signor Mirko Somma residente del centro storico prende la parola per affermare “che il centro di Potenza è il centro di tutta la Basilicata. Vanno ripensate le sue funzioni, il concetto che lega la memoria del potentino, del lucano a questo centro storico. L’essere arroccato su una collina, non ha consentito completamente di risolvere il problema dell’accessibilità malgrado le strutture che pure sono state realizzate. L’intermodalità si garantisce per esempio allungando le scale mobili di viale Marconi fino a intercettare la principale stazione ferroviaria cittadina. La sperimentalità si chiude ascoltando democraticamente le proposte avanzate. Va messo in piedi un laboratorio del pensiero che in pochi mesi possa avanzare proposte concrete. Il centro storico non deve essere una vetrina ma il cuore pulsante della città. Della vicenda debba essere interessata anche la Regione e la Provincia”. Il residente Michele Calabrese dice “che i proclami vanno messi da parte. Sento un bavaglio. La memoria di quei tempi felici è finito dal terremoto in poi. La Ztl ha dato il colpo di grazia. Dobbiamo aprire un confronto serio costruttivo. Il residente ha diritto di circolare liberamente nel centro, in tutti gli spazi. Ci sentiamo ingessati. Chiedo al Sindaco un apertura concreta”. Per il signor Nicola Edoardo Perri “Noi vogliamo veramente che ci sia un centro storico a Potenza. Di progetti di riqualificazione del centro storico negli ultimi trent’anni ce ne sono stati tantissimi, realizzato nessuno. C’è stata una precisa volontà politica di svuotare il centro di tutte le sue funzioni, di tutti i suoi interessi. Il centro storico non è un problema dei commercianti, ma è un problema di tutti i cittadini a cominciare da quelli delle campagne che devono poter arrivare comodamente in centro. Il centro storico è ridotto a un ghetto. Il rischio è di ridursi come la parte vecchia di Campomaggiore. Riportiamo gli uffici, riqualifichiamo prima il centro storico, solo allora parliamo di Ztl”. Il presidente dell’associazione ‘Borgo Antico Portasalza’ Domenico Leccese: “Centro tecnicamente è un punto. Ho sentito dire varie inesattezze, il Museo nazionale, la galleria civica sono luoghi di aggregazione e di cultura. Sono favorevole alla Ztl e i negozi che chiudono non penso possano farlo per l’applicazione della Ztl. Chi ha chiuso e chi sta per farlo ritengo lo faccia indipendentemente dal provvedimento”. La parola passa ai consiglieri. Per il gruppo misto Rocco Coviello parla “di un fallimento dell’Amministrazione comunale totale nelle politiche che hanno determinato uno svuotamento del centro storico, con la Ztl che andava ritirata ancor prima di proporla. Siamo sempre stati contrari alle politiche che dovevano realizzare o rilanciare il salotto buono della città, che invece ne hanno fatto un luogo che nessuno vuole e può frequentare”. Per il Pd Beniamino Straziuso “in termini di progetto di sviluppo del centro storico siamo nel campo delle opinioni, tutte legittime e mosse da interessi altrettanto legittimi. Si deve rinunciare a una parte del proprio a favore di una parte del collettivo. Il ‘ci vediamo sopra’ di qualche decina di anni fa oggi non è più e non penso perché, o solo perché si siano spostati le Poste o altri uffici. Dieci anni di investimenti hanno canalizzato gli sforzi amministrativi affinché si possano, così come si sono realizzate, strutture di risalita meccanizzate verso il centro storico”. Per il Pdl Antonino Imbesi “essendosi registratisi 13 interventi su 15 contrari al provvedimento, evidentemente qualcosa va modificato. Bisogna fare un po’ meno opere pubbliche e gestire al meglio quello che abbiamo. Ho fatto 28 interrogazioni, 29 interpellanze e 4 ordini del giorno inerenti al centro storico. I cittadini che sono qui hanno bisogno di qualcosa che consenta loro di vivere meglio e rilanciare le loro attività. Chiedo che vengano ascoltate le esigenze e i bisogni di questi cittadini. Se c’è necessità di sospendere si sospenda il provvedimento”. Dai banchi del Pd Rocco Fiore giudica “una buona cosa l’indizione di un Consiglio comunale aperto su un tema così sentito. Il centro storico è stato dilaniato da un sisma del 1980 che ne ha eliminato l’identità residenziale e commerciale. Da anni l’Amministrazione sta facendo sforzi enormi per restituire al centro quel ruolo culturale e sociale che gli si addicono. Provvedimenti come quelli della Ztl sono sempre mossi da ragioni che sono quelle di migliorare la fruibilità del ‘salotto buono’ della città. Ho sentito parlare sempre della carenza dei servizi pubblici come se fosse l’unico male. Ritengo che bisogna ricercare una serie di attrattive fruibili per rilanciare pienamente la funzione proprio del borgo antico di un capoluogo di regione. Le attività commerciali: fino a oggi i centri riuscivano a vivere di ‘rendita’, fenomeni di multi polarizzazione hanno fatto sì che giustamente ogni rione abbia la sua piazza, le sue attività commerciali, i suoi attrattori. Mi sarei atteso richieste per utilizzare i tanti spazi pubblici che pure si sono resi disponibili dall’attivazione della Ztl”. Il consigliere del Pdl Nicola Becce evidenzia che “molti problemi del centro storico è vero che partono dal 1980. Sarebbe facile criticare solo l’operato di questa Amministrazione. Tutti hanno diritto di vivere il centro storico della propria città. I contenitori che pure ci sono nel centro storico ci sono vanno riempiti. Nel centro storico di Napoli hanno creato un bando per il terzo settore, un bando aperto per animare le vie del centro storico. Pensiamo a utilizzare i fondi Pisus anche in questo senso”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra richiama sulle “tante sollecitazioni ricevute”. Il consigliere prosegue citando una poesia in vernacolo del poeta Albano. “Una poesia che in poche parole sintetizza bene l’affetto che i potentini hanno per la loro città e per via Pretoria in particolare. Il Consiglio comunale odierno è stato richiesto perché si ritiene che il centro viva una situazione di grave sofferenza. Sono favorevole a una Ztl molto più ampia e molto più restrittiva, ma non a questa che non consenta l’accesso. Il disagio trasferitoci in questa sede ritengo sia solo marginale rispetto a una situazione di difficoltà nella quale anche un solo cliente in meno si riverbera pesantemente su una attività commerciale”. Per il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza “quale destino per il centro storico? E’ un destino fondamentale per l’intera città. Diversi immobili sono in stato di abbandono e molti residenti e commercianti negli anni hanno lasciato il centro. Dobbiamo lavorare per invertire questa tendenza. C’è bisogno di un piano che punti sulla riqualificazione complessiva che possa andare a individuare un centro piacevole da vivere. E’ necessario individuare un piano di valorizzazione del centro storico. C’è necessità che la regione Basilicata destini maggiori attenzioni alla riqualificazione dell’ambiente urbano, a cominciare dalla prossima stesura dello Statuto. Dobbiamo facilitare il cambio di destinazione d’uso, incentivare la residenzialità. Riguardo alla Ztl siamo contrari alla chiusura h24. Siamo favorevoli al transito temporaneo per trenta minuti dei veicoli. Dobbiamo promuovere lo spostamento degli uffici di rappresentanza in centro”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta parla del “rilancio del centro storico. Il centro storico di Potenza aveva bisogno di misure che andavano previste all’interno del Regolamento urbanistico approvato di recente. Il centro non è solo per chi risiede nel centro. Bisogna ricreare l’interesse perché il cittadino ritorni al centro storico e torni a utilizzare tutto quello che il centro storico può offrire. Perché non utilizzare palazzo Palermo come biblioteca nazionale? La Ztl in una città dall’orografia quale è quella di Potenza, non poteva e non sta dando risultati positivi soprattutto perché è prevista per 24 ore al giorno. Dobbiamo mettere insieme le richieste dei cittadini, insieme ai dati per trovare una soluzione efficace e condivisa”. Per la ‘Sinistra per la Basilicata’ Roberto Mancino “la partecipazione è importante, nessuno ha una soluzione. Le difficoltà che vive il commercio non sono determinate dalla Ztl. Secondo i dati Caritas nell’ultimo anno sono raddoppiate le famiglie potentine che non hanno reddito. Sono convinto che alcune cosa vanno modificate, come sono convinto che vanno dedicate maggiori attenzioni al centro storico, anche da Regione e Provincia. Nella qualità della vita rientra anche l’abbattimento dell’inquinamento. In questa situazione tutti sono penalizzati anche le fabbriche. Per il gruppo misto Vito Mitro “questa è una giornata importante perché abbiamo dato voce ai cittadini e voce ai consiglieri. Mi sono dimesso da presidente della Prima commissione, perché mentre stavamo elaborando un provvedimento diverso da quello che l’Amministrazione ha poi licenziato. E’ mancata la concertazione e la condivisione con i consiglieri e con le associazioni e i cittadini. Bisogna ritornare alle fasce orarie. Tra le soluzioni per rivitalizzare il centro occorre instaurare un metodo basato sulla concertazione che leghi sempre di più il turismo al territorio. Va incentivata l’offerta turistica integrata”. Il consigliere del Pd Mario Cerverizzo sottolinea che “malgrado il clima ‘torrido’ abbiamo affrontato questo ‘rischio’ e abbiamo preso atto di una serie di interventi che comunque ci hanno arricchito. La giunta saprà trarne le utili considerazioni e giungere a soluzioni condivise. Abbiamo una grande opportunità, il finanziamento destinato dalla giunta regionale, i 900.000 euro sfruttiamoli al meglio per riqualificare il centro storico”. Secondo il coordinatore delle opposizioni Giuseppe Molinari, è “giunto unanime dagli interventi la richiesta di lavorare insieme. Il coinvolgimento deve essere massimo. Dobbiamo discutere dei contenitori vuoti, recuperarli con attività che richiamino effettivamente persone e non solo musei. Abbiamo l’occasione del Piano strutturale metropolitano, per discutere insieme agli urbanisti sulle finalità di un centro storico che, malgrado sia raggiunto da tre scale mobili, non vede più l’afflusso di persone che registrava un tempo. Tutti culturalmente siamo favorevoli alla Ztl, ma in questa città, in questo periodo dell’anno, h24, era veramente necessario per Potenza?”. Il capogruppo della ‘Potenza dei cittadini’ Giuseppe Laviero “bisogan andare avanti per dare concretezza a un progetto serio per il centro storico. Bisogna rivedere la suddivisione ulteriore del centro storico in tante sottozone. Bisogna rivedere la scelta dell’h24. Chiediamo il ripristino delle navette Cotrab di via Tammone. Vanno completati i parcheggi in viale dell’Unicef. Le aree pubbliche vanno concesse gratuitamente a chiunque voglia organizzare attività culturali nel centro storico. All’Acta chiediamo una maggiore attenzione alla pulizia di un centro che deve essere sempre di più lindo e pinto”. Dai banchi del Pd Pietro Rosa esprime “la consapevolezza che abbiamo preso: i problemi ci sono. Come amministratori dobbiamo raccogliere le richieste pervenuteci dai cittadini per fare dello strumento della Ztl qualcosa che li favorisca piuttosto che penalizzarli. Lo strumento va rivisto con il coinvolgimento dei cittadini”. Il capogruppo di ‘Con Santarsiero per Potenza’ Antonio Smaldone, parla “di un Consiglio comunale veramente aperto. Tranne alcuni aggiustamenti da fare ritengo che il provvedimento sia positivo”. Citando un articolo degli anni ’60 di Giorgio Bocca, il consigliere ritiene che il “centro storico potentino vada difeso e valorizzato. La riqualificazione passa anche attraverso la Ztl. La Ztl deve essere modello di sviluppo, quindi ripensiamo l’applicazione h24”. Nella replica il Sindaco ringrazia i consiglieri comunali per questo momento di grande partecipazione. Avrei preferito che la partecipazione fosse stata attiva fino alla fine. Su questa questione non si può portare in campo populismo. Bisogna aprire confronto serio guardandosi negli occhi e fino in fondo soprattutto quando si punta il dito dicendo che non si viene ascoltati. Parlando del centro storico già dopo il terremoto si parlava se mai sarebbe tornato a vivere. Abbiamo fatto miracoli e dovremmo essere orgogliosi di quanti si è fatto. Basta pensare a cosa sta vivendo L’Aquila. La 219 ha evitato speculazioni ed il Commissario Gabrielli lo ha evidenziato quando è venuto da noi. Non era ordinario che centro storico tornasse a vivere come è successo anche grazie a quanti hanno riaperto le saracinesche anche prima che arrivassero i finanziamenti. Il centro storico poi ha vissuto momento complesso. Ho sentito dire che noi abbiamo svuotato il centro storico. Chiedo a chi l’ha detto se andando insieme dagli enti riusciremmo a far tornare gli uffici sopra. Che senso ha parlare di questo. Bisogna parlare di quello che si vuole fare. Che senso ha puntare il dito su tutto ciò? Possiamo mai pensare di far tornare sopra tutto quello che si è decentrato. Quando ci si ferma a dire quello che non c’è si dimentica quello che si è fatto. Quando nel 2004 mi sono insediato da Sindaco pensai che bisognava rilanciare funzione primaria del centro storico. Non c’era teatro Stabile fruibile, non c’era Palazzo Loffredo.Il nostro teatro è luogo costante di utilizzo. C’è scuola di teatro. Palazzo Loffredo è stato aperto ed è sede del Museo e della Sovrintendenza. C’è Palazzo d’Errico per continuare questo progetto. Per un anno intero abbiamo festeggiato il 1806 con tanti eventi, con un volume importante. E così abbiamo fatto con il 1799. Questa è la memoria storica. Il palpito della storia di questa città il Sindaco la sente tutta intera. Il centro storico è diventato luogo della memoria e della identità. Dobbiamo ancora continuare. Spiegare ai nostri ragazzi che cosa è la nostra storia. Dobbiamo spiegare a tutti perché questa amministrazione ha speso un milione di euro per un’area archeologica emersa nel corso dei lavori del Nodo complesso del Gallitello. Ci sentiamo fino in fondo Capitale storica della nostra Regione. Questo è l’orgoglio che dovrebbe venire fuori. Il centro storico è luogo della cultura. Un anno fa abbiamo approvato in Consiglio comunale la definizione della Parata dei Turchi. Dove è l’orgoglio vero del potentino. C’è solo il piacere di denigrare. Non può essere lo scontro politico l’elemento che affossa la nostra città. Abbiamo investito in cultura. Mi avete sempre accusato e oggi che non abbiamo fondi li rimpiangete. Abbiamo fatto mostre di respiro nazionale. Tantissime mostre più piccole anche negli altri spazi del centro storico. Tanti concerti. Il Natale in Città che è diventato un attrattore. Questo è innanzitutto il centro storico. Un’azione che dobbiamo rafforzare ma che c’è. Dovrebbe far scattare anche l’orgoglio dei miei consiglieri di maggioranza. Poi c’è la questione che riguarda la riqualificazione, le azioni per il centro storico. C’erano due grandi pezzi su cui muoverci: i collegamenti e la riqualificazione. Nel 2004 tenevamo realizzato il 4% del ponte attrezzato. Eravamo sul punto di lasciare uno scempio perenne nella nostra città. Il Sindaco è andato a chiedere ed abbiamo opera che dovremmo vivere con orgoglio. Chiunque la vede resta affascinato da questa opera e fa complimenti alla città che l’ha realizzata. La scala mobile di Via Armellini era a metà. Mi si chiedeva di farla arrivare nel centro storico ed allora abbiamo comprato uno spazio del Due Torri. I 18.000 passaggi nella prima settimana della ZTL sono veri. Non si possono dire bugie. Abbiamo completato sistema scale mobili. Ci veniva chiesto parcheggio sulla fondovalle e lo stiamo realizzando. Ne possiamo fare altre ma chiedo ai consiglieri che quando fanno proposte devono indicare anche dove prendere i fondi.
Abbiamo speso 25 milioni di euro spesi per i collegamenti. Stiamo in ritardo sul TPL ma esso è incentrato sulle scale mobili. Ci veniva chiesto di togliere centro storico dal suo isolamento e lo abbiamo fatto. Poi bisognava fare riqualificazione. E lo abbiamo fatto: illuminazione, viabilità di Via Mazzini, San Giovanni, San Gerardo, Tempietto, abbiamo firmato per la riqualificazione di Piazza Prefettura. Abbiamo in cantiere già finanziato intervento Piazza Sedile, altra scala mobile, Torre Guevara,collegamento metropolitana alle scale mobili di Via Armellini. E poi si dice che non è stato fatto nulla!
Resta Cinema Ariston. C’era un contenzioso con le Poste che non volevamo dare il loro locale. Alla fine Poste hanno firmato e venduto immobile. C’è stato presentato progetto di parcheggio multipiano. Resta Palazzo Palermo. Ma se avessi i fondi lo avrei fatto. Avevamo avuto promesse da Ministro ma qui nessuno si lamenta che ce li hanno scippati. Vedremo dove prendere i fondi. Non riusciamo a fare tutti. Palazzo Biscotti è privato e stiamo sollecitando. Resta la Torraca per la quale abbiamo un problema strutturale. Speriamo che Stato decida di investire sulle scuole. Perché gli interventi che abbiamo fatto in città li abbiamo fatto tutti noi. C’è progetto legato alla identità, alla memoria storica.
Il centro storico ed il commercio. Stiamo cercando di mettere su una proposta che condivideremo con forze politiche di maggioranza e opposizione, purchè si faccia presto. C’è idea di individuare quattro settori per utilizzare risorse con l’intervento anche alla promozione del commercio. Pensiamo ad un regolamento che metta insieme pubblico e privato. Dobbiamo promuovere quelli che operano con innovazione. Potete consentire anche a me di essere franco fino in fondo. Nelle altre città quando si incassa e si guadagna in attività commerciali si investe nello stesso settore. Da noi non succede. I numeri del centro storico vi prego di guardarli. Non sopporto la corsa a dire che tutto va male. Nel nostro centro storico ci sono esercizi che al 31 dicembre 2010 era cresciuto. Sono rimasti intatti dopo un anno. Gli abitanti sono cresciuti. Le famiglie sono salite. Sono dati statistici. Dire che qui non c’è più nessuno a chi aiuta? Solo ad una visione disfattista del centro storico. Non è questo il modo per migliorare e per vedere il nostro centro storico per rilanciare. Dobbiamo dire alla gente “venite perché qui c’è qualità”. Il nostro centro storico è di qualità. La ZTL. Sono passato per uno che impazzisce e che non ha condiviso. L’azione in commissione è partita il 28 maggio del 2011. Sono stati ascoltati comitati di quartiere, commercianti. Sul sito del Comune era stato messo già forum su ZTL. Si decise di aumentare aree pedonali e si pensò di chiudere piazza Sedile, piazza Pignatari, piazza Duomo. Alleggerire dal traffico largo Santa Lucia. In tutte le riunioni tutti erano d’accordo. Si diceva che ZTL alleggeriva traffico in queste zone.
Certo i colori di parcheggio per i residenti sono errori normali quando si attua un provvedimento. Il vero problema è l’asse stradale della via Sacra. Parliamo del 20% del provvedimento. Non è vero che centro storico è chiuso. Abbiamo lasciato libera Via del Popolo proprio per consentire accesso ai commercianti. Da un confronto con i capigruppo abbiamo deciso di lasciare libera anche area dietro le Poste centrali. Abbiamo invece detto alla gente che il centro storico era chiuso. Abbiamo aperto forum sul sito del Comune e la città guarda in modo articolato a quanto succede nel centro storico. La via Sacra è la strada storica della città. Avessi fondi farei la pavimentazione dappertutto. Non siamo impazziti. C’era una logica in quello che abbiamo fatto. Potevamo continuare a tenere Piazza Prefettura aggredita da automobili dappertutto? Posti auto liberi in Via Vescovado non ce ne sono di giorno anche ora. Abbiamo voluto conciliare questa scelta con quella di tenere le scale mobili gratuite. Non è una scelta da poco. Non so se mettendole a pagamento il centro storico sarebbe più fruibile. E’ stata istituita la circolare nel centro storico. Possiamo essere non d’accordo ma c’è una filosofia. La nostra è una città che ha una strategia di crescita e di sviluppo. Potenza 2020 la stiamo attuando.Guai a non saper guardare avanti nelle potenzialità di una città. Le norme urbanistiche hanno guardato al centro storico. Abbiamo previsto riqualificazione del Parco Guevara. La scuola andrà a terrà e si penserà alla Torre. Ma ci vogliono fondi.
In un centro storico tutti vorremmo vedere i vicoli vivi di attività commerciali ma ci vogliono variazioni nelle norme di destinazioni d’uso. Come vorremmo dare spazi per uso pubblico a prezzi congrui. E’ in questo contesto che si apre una fase di discussione. Andremo in commissione ma con tempi stretti. Ma dobbiamo comprendere che stiamo facendo operazione storica. Un centro storico tutelato ha un futuro e alza la sua qualità attrattiva. Non ha macchine che inquinano. Dobbiamo discuterne insieme. Dobbiamo saper guardare al dopo e lo dico ai commercianti. Un centro storico vince la sua scommessa se saprà guardare oltre”. Il consigliere Salvatore Lacerra ricorda “che una vecchia Amministrazione comunale prima dell’80 già si soffermava sull’importanza del centro storico. Il ragionamento che fa il Sindaco di preservare il centro per quella ‘mancanza di regole’ è un discorso che non regge. Bastava far rispettare quelle regole. Il provvedimento va rivisto immediatamente. ‘Potenza città cultura’ non è entrato a far parte del tessuto cittadino. Cose fatte da piccole associazioni, non possono essere considerate attrattori in grado di richiamare persone in centro storico. La partecipazione va sviluppata prima e non dopo”. Il consigliere Rocco Coviello si ritiene “offeso da chi sente essere il depositario della storia della nostra città. C’è un’idea dei consiglieri, dei commercianti, dei residenti, tutte vanno ugualmente rispettate”. Il capogruppo del Pd Carretta: “Mi convinco della bontà della convocazione e dello svolgimento di questo consiglio comunale, perché c’era la volontà di aprire un dibattito pubblico, vero, attorno al centro storico e non alla sola Ztl. Le discussioni non si fanno sull’onda delle emozioni del momento. Oggi si apre un grande dibattito, non ci sono e non ci potevano essere decisioni. Il provvedimento della Ztl è di natura sperimentale proprio perché suscettibile di modifiche e aggiustamenti. Prendiamo atto che si va verso una riorganizzazione delle macroaree, rispetto all’h24 lo stesso va valutato contestualizzandolo con la possibilità di estendere l’orario di apertura degli impianti di scale mobili. Dobbiamo aprire un confronto sulle strategie di sviluppo e anche sulla Ztl. Non si impongono soluzioni in maniera bilaterale. Il consigliere del Pdl Antonino Imbesi chiede che “l’Amministrazione debba fare un’attenta riflessione, così come gli è stato richiesto, dai cittadini, da consiglieri di maggioranza e di opposizione”. Il consigliere Molinari ha colto “una disponibilità nelle parole del Sindaco a rimandare nella Prima commissione il confronto sulla Ztl”. Il consigliere Laieta afferma di aver intuito “che la serata si chiude dicendo che il confronto proseguirà nella Commissione, la sede istituzionale appropriata per vagliare le proposte avanzate in questa sede”. Il consigliere Mitro chierisce “due aspetti. Oggi il Consiglio comunale apre un dibattito che possa portare alla discussione in Commissione”. Il Consiglio comunale viene dichiarato chiuso dal presidente Vincenzo Sanangelo alle 22,16.