Santarsiero: il Sud ce la può fare se si punta sul territorio

“Il Sud ce la può fare se parte dallo sviluppo locale, dal protagonismo diretto dei territori e delle aree urbane, secondo l’esempio che ci arriva dall’Europa con i nuovi regolamenti comunitari”. E’ l’auspicio di Vito Santarsiero, sindaco di Potenza e delegato alle politiche meridionali, intervenuto alla Commissione Mezzogiorno, politiche comunitarie e relazioni internazionali dell’Anci riunitasi oggi a Salerno per fare il punto sulla riprogrammazione delle risorse destinate alla coesione territoriale. Al centro della discussione il ruolo dei Comuni per il rilancio del Sud, che l’Anci intende valorizzare con la sua Piattaforma per la riforma della politica di coesione 2014-2020.

“L’Europa punta sulle aree urbane mettendo a diposizione risorse, fondi e strumenti, e come associazione crediamo che questo sia uno dei temi fondamentali per portare il Sud in una condizione di sviluppo”, ricorda Santarsiero.

Tuttavia fino ad ora, le “aree urbane – denuncia il delegato Anci – hanno rappresentato nel Sud un limite, non sono riuscite ad essere il volano dello sviluppo, hanno scontato gravi ritardi nei processi di rigenerazione e di riqualificazione delle risorse e soprattutto non sono riusciti ad essere il luogo dell’innovazione e della ricerca”.

Adesso il negoziato per i nuovi regolamenti comunitari, per i quali l’Anci sollecita un raddoppio delle risorse – finora al 5% – dedicate ad investimenti per lo sviluppo urbano, offre la possibilità di rilanciare la centralità dei Comuni.

“Ma perché questo accada, bisogna che alle politiche Ue si affianchino politiche nazionali forti per le aree urbane”, sottolinea il delegato Anci. “Vogliamo un federalismo vero che consenta ai Comuni di avere autonomia e di sviluppare autonomamente i processi di crescita. Quando questo è stato fatto, negli anni novanta, il Paese è cresciuto, e il Sud è cresciuto più del centro e del nord”, conclude Santarsiero.