Salvatore Lacerra (MAL-MPA): La Storia Bandita

Avete visto lo spettacolo della Grancia “LA STORIA BANDITA”?  Evoca il tradimento di un ideale e nel  contempo rende positivo quello che per anni la storiografia ufficiale ha denigrato, giustificandone la nascita e la stessa azione.  Ma non è dello spettacolo che voglio parlare ma della vendita del Tribunale di Potenza, una delle ultime “delizie” che questa amministrazione ci ha riservato.  Calcolando che il fabbricato ha una superficie di 39.446 mq. e che è stato  promesso in vendita  a 32.000.000,00 di € ne deriva che costerà circa €. 800,00 a mq.

L’Amministrazione nel momento della stipula del contratto definitivo si obbliga a tenere in locazione detti locali per altri 30 anni con un canone di locazione iniziale di 3.249.340,00 €. oltre IVA.

Dopo circa 13- 14 anni, l’immobiliare acquirente, avrà estinto il prestito avuto dalla banca pagando la rata  con i soldi del fitto e ci guadagnerà. Provate a verificarlo con calcoli su mutui online. Il fitto dell’immobile è pari  ad un interesse di  oltre il 10,00%, veramente un bell’interesse tenuto conto che oggi un tasso fisso costa il 5,50%.

Ma la convenienza  è ancora più pronunciata, se si tien conto che analizzando il contratto di  locazione le spese straordinarie non sono  a carico dell’acquirente ma restano a carico del Comune di Potenza. Casa che ribalta i principi civilistici locatizi. E cosa dire dei canoni che il primo anno sono mensili ma dal secondo anno vengono corrisposti annualmente ed anticipatamente? E che ne pensate di una durata trentennale rinnovabile per ulteriori trenta anni? E dei costi di locazione che aumentano annualmente in relazione agli adeguamenti ISTAT ?  E che dire dell’impegno a tenere in locazione il Palazzo anche se la Giustizia sarà esercitata altrove ? E mi fermo perché chi ha scritto il contratto dimostra arguzia giuridica che mette all’angolo l’Amministrazione. Ed è legittimo vincolare il Comune di Potenza per decenni (30 + 30) con atti di Giunta e non di Consiglio?

Ma al di la di considerazioni di merito, su cui mi soffermerò in seguito, la cosa che vi chiedo è questa: è giusto vendere un bene, costruito con soldi di altri (Ministero) per cercare di ridurre un proprio debito? Ed è giusto togliere il patrimonio a servizi pubblici essenziali (La Giustizia) ?  E’ pratica virtuosa vendere un simbolo, dico SIMBOLO,  pur sapendo che dopo un decennio ogni beneficio è perso e  la cessione avrà costi a carico della comunità? Dovremmo tutti fare uno sforzo di verità e capire se le dismissioni sono un bene o servono solo a rinviare ad altri la soluzione dei problemi, spostando il debito ed il problema alle generazioni future.

Possiamo tenere in piedi un sistema dei trasporti che costa 12 milioni di euro l’anno e non trasporta quasi nessuno? Possiamo permetterci di avere al Comune di Potenza in pianta organica oltre 20 dirigenti e concedere finanche premi e gratifiche? Possiamo prevedere ulteriori investimenti  nel trasporto pubblico senza analisi e rapporti dei costi/benefici? Possiamo ipotizzare costruzioni di nuove scuole quando abbiamo plessi scolastici nuovi ma vuoti? Il “debito storico” non può diventare la giustificazione di tutto. Guardiamo la Città, il Centro come la periferia, gli investimenti fatti e che vengono sbandierati ad ogni occasione sono socialmente utili? Vengono apprezzati o vengono abbandonati senza manutenzione, senza controllo, senza cura. E certo non possiamo giustificare la mancanza di manutenzione con la scarsezza di risorse, sia perché fare investimenti sapendo di non poterli manutenere è immorale, eticamente inaccettabile e per di più  illecito, perché significa premeditare un danno contabile; ma non possiamo accettarlo sapendo che al Comune di Potenza abbiamo stabilizzato  centinaia di persone con capacità manuali ma oggi mancano squadre di manutenzione. Eppure il Sindaco aveva promesso solennemente in Consiglio Comunale di aumentare il numero delle squadre di manutenzione: il risultato e che di 5 manutentori ne sono rimasti solo 2.

Ma  forse non tutti sanno o fanno finta di non ricordare che per la costruzione del Tribunale di Potenza fu bandita una gara nazionale e che l’opera è sicuramente un’opera monumentale, non solo per grandezza, (è il Palazzo più Grande della Città)  ma per soluzioni ingegneristico –  architettoniche, per lo stile che rappresenta un’epoca.

Il Tribunale è stato costruito con fondi ministeriali,  circa 3.800.000.000 lire ed il progetto è stato selezionato dopo un concorso nazionale a cui hanno partecipato diversi progettisti. Il progetto del Tribunale è dell’Arch. Alberigo Lapenna mentre le opere ingegneristiche sono dell’Ing. Cannizzo e ancora oggi è un’opera ardita e per certi versi inquietante con sbalzi e proiezioni nello spazio.

Possiamo vendere il Palazzo di Città, il Teatro Stabile, il Ponte Musmeci, no sicuramente, ed allora perché bandire la storia e vendere la Giustizia?