Il sottoscritto Nicola Becce, consigliere comunale del PdL,
PREMESSO CHE:
l’Unità di direzione “Sport – Politiche Giovanili – Ricostruzione” del Comune di Potenza in esecuzione della determinazione dirigenziale n. 186 del 23.12.2011 ha indetto la procedura di gara per l’affidamento in gestione, quale concessione di servizi, del complesso natatorio di proprietà del Comune di Potenza, sito in località Montereale;
il bando di gara ha previsto quanto segue in merito alla durata ed ai corrispettivi spettanti al soggetto aggiudicatario del servizio:
– l’affidamento della gestione potrà avere una durata tra un minimo di sei anni (in caso di alcun investimento da parte del concorrente risultato idoneo all’aggiudicazione) ed un massimo di 15 anni;
– il valore della concessione del complesso sportivo natatorio e palestre annesse è stimato in € 3.000.000,00 sulla base degli introiti annuali, stimati in circa € 200.000,00 moltiplicato per gli anni della durata della concessione;
– il criterio di aggiudicazione della presente procedura è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
CONSIDERATO CHE:
da un’analisi di convenienza economica di partecipazione al bando di gara da parte del possibile concorrente si evidenziano delle palesi incongruenze sul piano dell’equilibrio economico-finanziario della gestione tra i corrispettivi annuali spettanti al soggetto aggiudicatario, pari a € 200.000,00, e le spese delle sole utenze (personale, prodotti chimici, manutenzioni e riparazioni, imposte, ecc.) da sostenere annualmente, stimate intorno a € 300.000,00, a cui ovviamente vanno aggiunte tutte le altre spese;
sulla base di tali incongruenze si evidenzia una non “convenienza economico-finanziaria” all’investimento e quindi alla partecipazione al bando da parte dei possibili concorrenti interessati;
al 6 febbraio 2012, termine ultimo per la presentazione delle domande, la gara è andata deserta.
INTERROGA IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE
la non convenienza economica fa supporre una evidente volontà da parte dell’amministrazione a disincentivare i possibili soggetti interessati alla presentazione delle domande e conduce alle seguenti valutazioni/quesiti:
– l’obiettivo “occulto” del presente bando è stato quello di pervenire ad un esito di gara senza alcun partecipante al fine di condurre una trattativa privata con ignoti interlocutori?
– sulla base di quali valutazioni e tenendo conto di quali componenti ed elementi si è stimato il valore complessivo dell’impianto sportivo in questione pari a € 3.000.000,00 e gli introiti annuali di gestione pari € 200.000,00?
– come intenderà procedere l’amministrazione, considerando l’esito di gara deserta? nel caso in cui scelga la trattativa privata, quali saranno i criteri di individuazione, convocazione e valutazione dei partecipanti?
– chi ha concepito il bando ha peccato di superficialità e leggerezza ritenendo di poter trasferire le criticità finanziarie della gestione comunale a soggetti privati con la speranza che questi potessero compiere miracoli od improbabili e celestiali prodezze gestionali?