“La politica alla quale voi assistete in questo periodo non è invitante né esaltante, dobbiamo riconoscerlo perché ne siamo responsabili: non sempre offre buoni esempi, non sempre è all’altezza dei grandi obiettivi che sarebbe destinata a servire”. Lo ha detto il senatore a vita Emilio Colombo, oggi a Potenza, rivolgendosi ai giovani presenti nel teatro Stabile, nel corso di una “Lectio magistralis”. “La convinzione che vorrei darvi – ha aggiunto – è che la politica è capace di essere portatrice di grandi ideali”. Il senatore a vita ha poi evidenziato che “la politica di distruzione del nemico, e non del dialogo con l’avversario, portatore di idee diverse, non è la nostra politica, non è politica”. Nello “Stabile” Colombo (nato nel capoluogo lucano nel 1920) ha tenuto il suo primo discorso per l’elezione nell’Assemblea Costituente, nel 1946: e oggi, nello stesso teatro, ha ricevuto la fascia di sindaco, per un giorno, dall’attuale primo cittadino, Vito Santarsiero, al termine di una lunga “Lectio Magistralis” e di un lungo applauso dei presenti. Prima dell’intervento, il sindaco gli ha consegnato il medagliere della città, e al termine della relazione, Santarsiero ha chiesto a Colombo di indossare la fascia per una foto con gli ex sindaci presenti nel teatro. “L’idea di fondo – ha detto Colombo terminando la sua ‘Lectio’ – è che se dobbiamo continuare con la politica di integrazione europea, e dobbiamo continuare a perseguire questo ideale, dobbiamo essere convinti che è un ideale portatore di valori di pace e di libertà, di solidarietà, e di capacità di essere nel mondo costruttori di pace. L’Italia non può non essere in questo contesto. Ma nessun Paese – ha concluso – può essere solo contro colossi mondiali, come Cina e India, e solo L’Unione europea può darci l’opportunità di sedere nei grandi consessi industriali, dove nascono i rapporti con questi grossi colossi”. (ANSA). YR1-LSC/ S44 QBXD
La prima Repubblica non è stata tangentopoli, ma è stata la nostra Costituzione. Una Costituzione della libertà, fondata sulla persona umana. La Prima Repubblica è stato lo sviluppo economico, il ‘boom’, che ha portato l’Italia a essere uno dei primi Paesi industrializzati al mondo”. Lo ha detto il senatore a vita Emilio Colombo, nel corso di una “Lectio magistralis” tenuta stamani, a Potenza, nel teatro “Stabile”. Il senatore a vita, nato a Potenza 92 anni fa e che è stato anche presidente del Parlamento europeo, ha ricordato “le macerie che vedevamo, al termine della Seconda Guerra mondiale, viaggiando per l’Italia, e ci chiedevamo se un giorno fossimo stati capaci di ricostruire la nostra nazione”: ma dopo c’é stato “lo sviluppo economico, la nascita del primo seme di Europa unita, che era un pilastro della pace, e la crescita economica della Germania Ovest”. “In questo contesto si è sviluppata anche l’Italia – ha proseguito Colombo – che è diventata una delle nazioni più industrializzate, e questa è stata anche la Prima Repubblica”. Il senatore a vita ha infine evidenziato che l’attuale crisi economica, oltre che da questioni sociali e di mercato, “nasce dal fatto che non c’é stata sufficiente Europa: serve più Europa, e se allora avessimo dato una Costituzione più rigida sul coordinamento delle politiche economiche, oggi forse non avremmo avuto la crisi”. (ANSA).
“L’Inghilterra oggi ci ha dato un dolore e un dispiacere nell’operazione mal riuscita di liberazione dell’ostaggio italiano”. Lo ha detto oggi, a Potenza, il senatore a vita Emilio Colombo, nel corso di una lezione tenuta al teatro Stabile. Colombo ha ripercorso la storia dell’Unione europea, partendo dai primi trattati della Comunità del carbone e dell’acciaio: in questo contesto, ha evidenziato il senatore a vita (che è stato più volte ministro degli Esteri), fu fondamentale “l’inclusione del Regno Unito e dei suoi valori di democrazia e libertà, ma oggi l’Inghilterra ci da dato un dispiacere”. Riferendosi poi all’attuale situazione economica, Colombo ha ricordato che “molti accusano Mario Monti di aver alzato le tasse, ma non si può pareggiare un bilancio senza prevedere nuove entrate: ma serve anche la lotta all’evasione e la ripresa dello sviluppo economico, ed è quello che dobbiamo fare in Italia”. (ANSA).YR1-LSC/ S44 QBXD