Quanto accade da noi, pensandoci a mente libera, ha del paradossale. Si richiama sempre il debito storico per giustificare ristrettezze, mancanza di manutenzione, mancanza di iniziative, assenza di attività, inadempienze varie, ma poi si largheggia e si spende più di quanto si ha, si svende il patrimonio o lo si abbandona, non si fanno tutte quelle piccole attività che potrebbero avere grande significato, anche economico e si continua a investire in settori o attività inutili o superflue, senza mettere a frutto quanto si ha.
Vado al dunque: da tempo avevo manifestato dissenso sulla vendita del Palazzo di Giustizia, più che vendita è una cessione a prezzo oltre modo conveniente, una specie di Saldo, anzi una Fine Serie (non resta nient’altro da vendere, poche cose ormai). Si svende il Palazzo di Giustizia a circa il 60% del prezzo di costo: vendiamo a 60 quello che potremmo costruire spendendo 100. Vero affare! Affarone direbbe qualcuno Contestualmente nel venderlo lo prendiamo in locazione per 30 anni e forse per altri 30, ad un canone annuo di 3.250.000,00 €. oltre IVA da adeguarsi annualmente. Spendiamo cioè circa 4 milioni di euro sin dal primo anno, senza dire che la stima del canone ha come riferimento anche il valore del bene. Ma il valore diminuisce ed il canone aumenta: doppio danno. Giustifichiamo l’affare sostenendo che ” tanto il canone non lo paga il Comune ma lo Stato”. Istigazione al danno erariale! Argomentazione, quanto meno discutibile ed anche immorale, se non illegale. Significa giustificare la vendita solo perché io incasso qualcosa, tanto le spese di locazione le paga (forse) qualche altro. E come se il figlio vende il gioiello di casa tanto lui incassa qualcosa e sarà il Babbo a pagare le rate di quel gioiello che la mamma continuerà ad indossare ma la cui proprietà è d’altri.
Tanto paga Babbo, Babbo Pantalone, avantieri impersonato da Prodi, ieri da Berlusconi ed oggi da Monti che non vede l’ora di staccare l’assegno al nostro Sindaco. Bell’esempio di virtuosismo politico-economico e di ripiano del debito. Dopo Keynes …………le teorie del …………. Santarsiero. Per non parlare della straordinaria manutenzione, tutta a nostro carico, delle penali per gli inadempimenti ed altri virtuosismi,…..roba da manuale.
Ma ecco che mentre si svende, altro patrimonio viene dimenticato o abbandonato o non messo a reddito. Ricordate il Dancing di Montereale? Una volta era centro d’incontro, di ristoro, finanche di ballo. E’ chiuso; si aspetta chissà quale elezione per riaprirlo con tanto di taglio di nastro, eppure serviva a rivitalizzare il Parco ed il Centro Storico, oltre che garantire entrate per il Comune. E cosa dire della Ex Torraca, la Scuola Media più antica della Città di Potenza, oggi abbandonata e forse con problemi di staticità che l’incuria aggraverà. E la Scuola di Malvaccaro, o le altre scuole ormai prossime alla chiusura, quelle stesse ove l’amministrazione ha fornito solo pochi mesi addietro attrezzature e cucine da capogiro. Ciononostante però si progetta di costruire altri plessi scolastici così sperperando quei pochi spiccioli che arriveranno.
Ma la ex Torraca non più cedersi alla Provincia e farne il Liceo Pasolini?. Si eviterebbero fitti all’Amministrazione Provinciale e si rivitalizzerebbe il Centro!
E perché continuare a svendere immobili al Centro e non farne latrine, risolvendo così un problema storico ed evitando di utilizzare i “servizi” dello Stabile.
E quanto costa al Comune la elettricità per l’illuminazione della inutile galleria del nodo del Gallitello (costata circa 5.000.000 di €) che alla luce delle notizie giudiziarie risulta sempre più “Complesso”. E perché nessuno dice se da Bari sono arrivate cassette di pesce o cozze? E chi ha gradito il dono?
E perché l’Amministrazione accentua il suo isolamento non aderendo al progetto di risparmio energetico proposto dalla SEL?
Ma è chiaro che parlare di cose importanti potrebbe turbare la opinione pubblica ed accentuare le critiche all’Amministrazione, ed allora ecco che sul sito e sulla stampa si danno notizie dal Comune di Potenza che definire risibili è poco. Si pontifica per il piccolo intervento di ripiano delle buche, robetta di pochi euro, sulla ipotesi di un distributore di Metano già richiesto da anni, su minuscoli interventi sui marciapiedi, su quanto accade in europa e nel mondo, e così si inonda il sito e la stampa di amenità che “oscurano” le questioni importanti. Anche questa però è cultura, dopo lo sperpero ecco i tempi di ristrettezze: arriva il minimalismo; ed a Potenza impera!